L' abitudine al sangue

Giorgia Lepore

Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 12 febbraio 2009
Pagine: 295 p., Brossura
  • EAN: 9788881129850
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Recensioni dei clienti

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    Fabius

    13/02/2018 12:52:00

    Sono tutt'altro che un grande lettore di Romanzi, preferendo quelli scientifici e tecnici o magari dei saggi. Mi capita questo libro tra le mani in ufficio, mentre svuoto una cassettiera. neppure so perché mi metto a leggere le note finali distrattamente. É un romanzo, ambientato in un periodo che anche a scuola odiavo studiare e la storia mi sembra "pesante" poco interessante, noiosissima... Comincio a leggere la prima pagina, perché sto aspettando un collega che mi aiuti a svuotare quelle polverose scrivanie e istantaneamente vengo rapito da quei luoghi che vedo per la prima volta. Le descrizioni di quei posti le vedo in un film nella mia mente, come fossi presente. le emozioni che il protagonista avverte, diventano mie. Piango mentre leggo quelle pagine, come se quella disperazione fosse la mia. Gli avvenimenti, gli amori del protagonista per il padre (suo malgrado) e per una fanciulla sono descritti con una profondità ineguagliabile. Si fa presto a dire "il più bel libro mai letto", ma così è. Un plauso alla Giorgia, veramente una grande, che sento di ringraziare di cuore, per le fortissime emozioni che mi ha regalato.

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    sonia

    27/07/2015 16:23:15

    Pochi libri mi hanno suscitato tali emozioni, vortici di sentimenti che difficilmente la carta stampata ti regala se non quando colui o colei che scrive è così brava/o da farti entrare sin dalle prime righe in un mondo quasi irreale eppure cosi vero e palpabile. Ho divorato le pagine come se stessi vivendo con il piede sull'acceleratore, ho pianto , ho riso, ho provato ansia, tristezza,ma ciò che mi ha più sconvolto è l'amore smisurato che un essere umano può provare nelle forme più disparate. Grazie Giorgia .....un libro che non dimenticherò mai. Sonia

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    Massimo

    26/06/2010 19:56:19

    Romanzo storico di nicchia difficile da trovare in libreria e scoperto col passaparola di un amico che conosce personalmente l'autrice pugliese. Ottimo esordio di Giorgia LEPORE che speriamo continui ad allietarci con altri simili lavori. Ambientato nel periodo altomedioevale e nell'Impero bizantino il lettore viene catapultato in atmosfere molto ben rese, rivivendo con il protagonista l'angoscia della sua tormentata storia e le varie fasi della sua vita. Ben costruiti i personaggi al contorno ed originale la stuttura del racconto basata sul lento percorso interiore e le inevitabili riflessioni contrapposte a quelle del monaco Johannes. Il finale del libro lascia adito a qualche interpretazione. In poche parole: libro da non perdere.

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    Renzo Montagnoli

    29/10/2009 07:29:05

    Questo libro presenta molteplici chiavi di lettura che ne fanno un’opera per certi versi ardita, ma che nel complesso costituisce il positivo esordio letterario dell’autrice. Premessa indispensabile è che non si tratta di un romanzo storico in senso stretto, perché se è vero che la localizzazione è Bisanzio, capitale del Romano Impero d’Oriente, l’epoca non è esattamente determinata, pur presentando caratteristiche tipiche dell’alto medioevo; anche per i personaggi non vi sono diretti riscontri, pur se in un’attenta analisi alcuni possono essere ricondotti a figure che hanno caratterizzato alcuni secoli di quel periodo. C’è indubbiamente il tentativo della scrittrice, appassionata di storia bizantina, di fornire l’immagine di quel che era quel lontano impero, caratterizzato da faide nella famiglia regnante con frequenti delitti particolarmente riprovevoli, quali il parricidio e il fratricidio, e in questo senso l’impostazione dell’opera assume i toni di una tragedia che richiamano opere di Shakespeare, in primis l’Amleto. E. come dice Giorgia Lepore nell’intervista, questo è un romanzo di relazioni, fra padre e figlio, fra fratelli, fra figlio e madre, fra uomo e donna, ma soprattutto fra uomo e Dio. Nessuna esclude le altre, ma costituisce una serie di tappe, di anelli di una vicenda che porta al rapporto più importante, a quello che è uno dei maggiori temi dell’opera, cioè alla ricerca in se stessi dell’originario spirito divino per potersi accostare a Dio. Giuliano, il protagonista principale, è indubbiamente un personaggio complesso, tanto che Giorgia Lepore lo ha definito una sintesi di “colonne portanti” della storia bizantina, che vanno da Giuliano l’apostata a Basilio II. Insomma, a un protagonista, che non è mai esistito, è stato affidato il difficilissimo incarico di rappresentare un mondo in più epoche, di nobilitare nell’uomo il senso della vita con una scelta individuale per l’amore verso Dio, di essere così antico e al tempo stesso moderno, anzi addirittura senza tempo. Meritevole di lettura.

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    Giuseppe Sorrenti

    30/07/2009 13:13:11

    Romanzo bellissimo. Le descrizioni sono accurate, i dialoghi mai banali, il ritmo della narrazione scorre fluidamente. I personaggi di Giuliano, Eucheria, Costantino e persino quella controversa dell'imperatore ti conquistano pian piano. Le pagine in cui il protagonista parla del suo amore per Eucheria sono da ricordare. Ma quello che in particolare resta è la malinconia di fondo che pervade tutto il romanzo e commuove il lettore, senza cadere nel sentimentalismo.

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