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Carlo Bonini

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Pagine: 191 p. , Brossura

4 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Storie vere

  • EAN: 9788806194697

Recensioni dei clienti

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    Agave

    10/03/2015 15.49.09

    Spettacolare. Adoro questo libro

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    Andrea

    29/02/2012 09.53.47

    Più che un romanzo, è la descrizione molto realistica di come vivono e pensano alcuni poliziotti. Forse è il primo libro che sta dalla parte dei poliziotti (finalmente). Ben scritto, molto duro e davvero realistico.

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    Matt

    05/02/2012 18.57.34

    non mi è piaciuto. l'idea era buona ma non c'è struttura. non è un romanzo. non è nemmeno un saggio. la caratterizzazione dei personoggi praticamente inesistente. nemmeno scritto tanto bene.

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    buricio

    21/07/2009 18.43.02

    Si legge tutto d'un fiato e la sua lettura fa molto male. Per chi è di destra e per chi è di sinistra. Per chi è dotato di occhi e cervello ed intende usarli assieme. Per chi non vuol credere che questa nostra Italia rimarrà sempre nella deprimente condizione attuale.

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    jhon doe

    05/07/2009 18.50.26

    Ottimo il lavoro di Bonini, finalmente un libro che parla di argomenti censurati e mai discussi. Una realta' quella delle divise in prima linea che deve far riflettere i nostri politicanti.....!!!! USQUE AD FINEM!!!!!

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    marco

    26/05/2009 14.11.48

    Perfetto!!! cronaca continua di tensione con stile giornalistico. COMPLIMENTI.

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    solvio

    15/05/2009 15.16.28

    Sono un affezionato lettore degli articoli di Bonini sulla Repubblica e devo dire che sono rimasto un pò deluso. L'argomento è interessante, ma il libro non è sviluppato abbastanza, meritava una trattazione più ricca e articolata.

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    Loris

    11/05/2009 16.51.04

    Singolare oggetto letterario questo ACAB, una sorta di ibrido tra romanzo e saggio. Il risultato e’ apprezzabile, pur con qualche asperita’ (dieci pagine di referti medici nel primo capitolo hanno sicuramente il valore di una testimonianza documentaria, ma producono un effetto saturazione in lettura). Al di la’ dei caratteri tratteggiati, resta il quadro di un Paese attraversato dall’odio, sempre piu’ radicalizzato nelle sue posizioni. Oltre le colorazioni politiche, celerini e ultras finiscono per rispecchiarsi nella comune insofferenza all’ipocrisia borghese e nella ricerca di un cameratismo virile che affranchi dal vuoto. Il capitolo oscuro del G8 si affianca agli scontri da stadio, la caccia allo straniero si unisce ai tumulti di Pianosa fino a comporre un affresco sconfortante, da cui pero’ e’ bene non distogliere lo sguardo.

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    sarabrag

    10/05/2009 17.54.11

    ultras, celerini, G8 a Genova, suv, lacrimogeni, mafiosi, Mussolini e spazzatura nelle strade. Tutto è drammaticamente collegato. qui e ora. l'ottimo autore di questo illuminante libro ci fa entrare in un mondo di cui sappiamo l'esistenza ma mai abbiamo visto con gli occhi degli altri, i celerini e gli ultras.

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    fraaa

    18/03/2009 17.57.56

    un libro davvero bello, toccante, pungente, duro...descrive in modo diretto, senza esprimere giudizi o parteggiamenti..l'odio sociale..soprattutto verso i celerini.. consigliato..

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    Andrea

    13/03/2009 05.43.31

    Mediocre tentativo di romanzare un saggio. Per di piu' il libro viene spacciato come un'opera di confessione da parte di tre celerini. Cosi' non e', si tratta invece di una serie di racconti, e' vero, legati tra loro, che hanno a che fare con episodi di violenza e di cronaca nera accaduti negli ultimi anni in italia. Lettura assolutamente irrilevante.

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    Carletto

    06/03/2009 13.35.56

    Innanzi tutto è meglio chiarire che la canzone citata "frana la curva" è degli Erode gruppo punk brianzolo. Gli Erode erano (in quanto si sono sciolti) gruppo punk di SINISTRA. Gli hobbit, gruppo perugino (e non romano) di rock identitario coverizzano "frana la curva". Mi sembra doverosa la precisazione in quanto se a qualcuno capita di ascoltare quiesta canzone in contesti diversi è bene che sappia l'origine. Detto questo penso che il libro, data la tematica, si sarebbe potuto sviluppare molto meglio. E' un romanzo che si lascia leggere ma nulla di più. Si sarebbero potute scrivere 1000 pagine e invece l'autore si è limitato a poco piu' di 200.

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    paride86

    06/02/2009 03.49.38

    Acab è un saggio scritto come un romanzo. Nonostante i fatti che racconta possano essere facilmente politicizzati, gli argomenti vengono sviscerati senza parteggiare per alcuna posizione. L'unico neo è la sua brevità, soprattutto perché ci si affeziona ai personaggi. Consigliato.

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