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Patricia Highsmith

Traduttore: M. Caramella
Editore: Bompiani
Edizione: 5
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 262 p.
  • EAN: 9788845244827

Recensioni dei clienti

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    alida airaghi

    10/09/2015 11.34.35

    "Acque profonde" è uno dei primi romanzi scritti da Patricia Highsmith, autrice di grande successo popolare, dai cui libri sono stati tratti film famosi, come "L'altro uomo" di Alfred Hitchcock e "L'amico americano" di Wim Wenders. In questo volume, il contrasto che fa scattare la situazione coinvolgendo l'attenzione di chi legge è, oltre a quello -stridente- tra i due protagonisti, quello più subdolo ma gravido di conseguenze tra l'indole pacifica del protagonista maschile e le azioni che si trova a compiere. Vic Von Allen è un uomo tranquillo che si dedica a hobby innocenti e solitari; originale perché, pur potendo vivere di rendita, si ostina a lavorare in una tipografia che non gli rende nulla, ama studiare le lingue antiche, veste male, viaggia in uno scassato furgoncino, e soprattutto perché sopporta con incredibile pazienza ed eccessiva comprensione gli innumerevoli e umilianti tradimenti della moglie. Melinda Von Allen è una giovane e inquieta donna, sempre insoddisfatta e alla ricerca di nuove emozioni, molto annoiata dal tran-tran domestico, cui cerca di sfuggire affidandosi all'alcol e a continue avventure con i tipi più disparati. Gli amici della coppia, tipici rappresentanti di una solida e conformista borghesia della provincia americana, osservano scandalizzati ma solidali con Vic il protrarsi mortificante di questa situazione, finché interviene qualcosa a modificare la scena. Per scherzo, Vic fa credere a un giovane amante di Melinda di aver ucciso uno dei suoi precedenti amici: la voce si sparge, riuscendo però solo a creare nella gente una catena di fiducioso sostegno e incrollabile amicizia con il marito tradito. Catena che non si spezza nemmeno quando altri due amanti di Melinda muoiono in maniera misteriosa. La Highsmith è maestra nel trasformare i suoi personaggi in vittime di un meccanismo mentale oscuro e di coincidenze fatali, costringendoli in un ritmo serrato e incalzante di eventi che non permette loro alcuna libertà di manovra.

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    cesare

    27/09/2014 16.29.43

    A Victor Van Allen non piace ballare. A sua moglie Melinda si.Lei è un tipo unico, a lei piace bere, ballare, flirtare , essere corteggiata, avere ed esibire i suoi numerosi amanti. La pazienza di Victor non è infinita. La famosa scrittrice racconta storie di uomini come un ragno racconterebbe storie di mosche. Uno dei suoi innumerevoli capolavori. Pagg.261 sett.2014.

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    HIt_Man

    17/02/2008 19.48.45

    Pur partendo lentamente, e risentendo dell'età (è un romanzo del 1959) è un classico esempio del modo di scrivere di questa autrice, la quale riesce dalla normalità e dal vivere quotidiano a far sviluppare crepe di inquietudine. Solo pochi accenni, qualche sbavatura, bastano a far comprendere che, dietro l'apparente figura accomodante fino all'irritare del protagonista, si cela ben più di ciò che sembra. Comunque il voto è un 3,5, forse perché alcune leziosità appesantiscono il pur breve romanzo.

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