Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 15 novembre 2012
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788854505766
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Descrizione
Due poeti si scambiano versi di notte sul Tevere: sono Pier Paolo Pasolini e Sandro Penna. Una donna bellissima e coraggiosa, fra molti amori e lotte per il potere, si batte per imporre l'arte astratta: è Palma Bucarelli. Uno scrittore giovane e già carismatico fa la spola fra Torino e la capitale per amore: è Italo Calvino. Un artista prestigioso e chiacchierato conquista la città con una mostra sensazionale: è Picasso. Una scrittrice cerca casa nel centro di Roma bisticciando con il marito: è Natalia Ginzburg. Un giovane americano scribacchia pettegolezzi sui giornali per pagarsi la casa in via Margutta: è Truman Capote. Pittori leggendari si arrabbiano in continuazione con le generazioni più giovani: sono Giorgio De Chirico e Renato Guttuso. Un marito e una moglie romanzieri litigano furiosamente in pubblico, ma forse si adorano: sono Elsa Morante e Alberto Moravia. Tra fatti della vita e clamorose dispute letterarie e artistiche, nascita e morte di vivaci testate giornalistiche, l'irripetibile stagione che vide i protagonisti della scena culturale romana al centro di un interesse mondiale, dalla povertà estrema dei primi anni '50, al furore della Neovanguardia, ai ribaltamenti del Sessantotto fino alla decadenza dei primi '70, rivive in un colorato affresco per celebrare un recente eppure lontanissimo passato.

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Recensioni dei clienti

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    Gennaro

    13/10/2018 21:05:46

    Venti anni di cultura italiana raccontati attraverso una galleria di personaggi della letteratura, dell'arte e dello spettacolo che nacquero o si fermarono nella città eterna. Dalle riprese di "Vacanze Romane", dirette da William Wyler, al delitto Pasolini, Sandra Petrignani ci accompagna nelle vite pubbliche e private di coloro che, con la propria vitalità intellettuale e artistica, hanno dato un importante contributo alla società del dopoguerra. Un libro a metà strada tra saggio e romanzo, scritto con tono giornalistico ma al contempo appassionato e avvincente.

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    gianni

    08/12/2014 15:34:01

    Un memoriale nostalgico, forse troppo incline al pettegolezzo, di una Roma letteraria mitizzata. Gli intermezzi con la Ninetta frutto di fantasia dell'autrice sono inutili, inverosimili e piuttosto noiosi. E per fortuna brevi. Il libro scorre via leggero, sebbene la sua curvatura da diceria comaresca a volte infastidisca. Utilissima la bibliografia.

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    Francesca

    29/01/2014 14:03:28

    Non riesce a decidere se è un saggio o è un romanzo, sembra un dizionario di citazioni scritto in ginocchio davanti a tanti mitizzati miti letterari.

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    monica

    06/01/2014 11:00:06

    i fatti e i personaggi brillavano di luce propria, non c'era bisogno di romanzare nulla.

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    Guglielmo

    04/05/2013 15:36:23

    Libro interessante, evidente il buon lavoro di documentazione, ma secondo me con due difetti: il primo, già rilevato da altri lettori, è la "zeppa" romanzata; il secondo, che spesso si abbandona al puro pettegolezzo.

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    Barbara

    22/03/2013 11:18:55

    Un libro indispensabile per respirare la cultura, l'arte, la magia degli anni d'oro della cultura italiana. Oltre ad essere stata una piacevolissima lettura, questo libro ha avuto il pregio di spingermi continuamente alla ricerca di informazioni su persone, opere, angoli di Roma, in una assetata volontà di comprensione.

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    gianni

    10/03/2013 20:23:38

    concordo con un lettore che il libro sarebbe stato più unitario e più interessante se privo della parte romanzata. Uno bello spaccato di Roma e dell'Italia (dal punto di vista dell'arte e della letteratura, ma non solo) e di come le cose sono andate poi a finire e ancor oggi forse paghiamo le conseguenze.

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    Romolo Ricapito

    30/01/2013 23:44:23

    Sicuramente uno dei libri più interessanti della stagione Addio a Roma di Sandra Petrignani, molto utile agli addetti ai lavori ma, nella stessa misura, ai lettori comuni. Si esplora la mitologia della Roma artistica degli anni Cinquanta- Sessanta, fino ai fermenti del '68. Sotto esame, figure come quella della gallerista Palma Bucarelli e un'infinità di intellettuali. Tra i personaggi , risaltano quelli di Irene Brin, scrittrice ormai dimenticata, ma soprattutto il trio Morante-Moravia- Pasolini. Il ritratto di costoro è completo e seguito passo passo : l'amicizia tra Alberto e Pier Paolo, le ubbie di Elsa, i tradimenti platonici di lei con uomini gay. E, ancora, le contestazioni a Moravia una volta che egli divenne una delle colonne culturali portanti dell'Italia del dopoguerra. Infine, il declino di Pasolini, che coincide col declino stesso della società italiana a livello artistico-culturale. Tutto il resto è un valzer di fatti, avvenimenti, nomi e gossip. A volte troppo vorticoso, ossia velocizzato. Tra i difetti del libro appunto questa accelerazione che non consente di soffermarsi su un punto ben preciso . L'altro difetto, quello più evidente, è la disarmonia del personaggio fittizio (Ninetta) che stona con tutto il resto. La parte romanzesca è quella più debole, mentre è strano l'inserimento di Paola Pitagora come figura simbolica. Ma sono solo delle riflessioni, perché il saggio (è un saggio, non un romanzo) è affascinante, anche se denuncia lo squallore di un gotha intellettuale privo di anima. Artisti e letterati hanno i difetti della gente comune, anzi peggio. Sembrano uscieri e lavandaie, non illuminati. Buone le considerazioni sul romanzo la Noia di Moravia mentre è utile anche la disamina delle avanguardie. Ad esempio leggiamo che le famose scatolette di Merda D'Artista di Piero Manzoni non contenevano materiale organico, ma erano un simbolismo. Il saggio termina con la morte di P P Pasolini, addolorato per il tradimento del pupillo Davoli

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    Francesco

    13/12/2012 12:04:34

    Un libro, a parer mio, indispensabile per conoscere Roma tra gli anni 50 e primi anni 70. Era una città straordinaria per la letteratura, la poesia, il cinema, la musica, l'arte. Si conclude con l'atroce morte di Pasolini e la fine di un mondo su cui poi si è pian piano impressa una devastante bruttezza che ci ha condotti, purtroppo, fin qui. Un libro scritto con grazia e intelligenza che fa intuire un grande lavoro di documentazione da parte della scrittrice. Un libro che, sommessamente, mi sento di consigliare ai romani, ma certo non solo a loro.

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