Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 5 luglio 2011
Pagine: VI-145 p., Brossura
  • EAN: 9788806203191
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Descrizione
Viviamo in un'epoca di disarmante naturalismo. Dovunque si volga l'attenzione - religione, ricerca scientifica, pensiero filosofico, divulgazione mediática - è tutto un rincorrere un'improbabile base naturale, materiale, ontologica dei pensieri e delle azioni, delle emozioni e dei desideri, della società e della stessa differenza etnica. Al di sotto delle apparenti opposizioni fra universalismo e relativismo, creazionisti e darwiniani, cattolici e laici tutti egualmente impegnati in nome di una naturalità senza alcun fondamento logico e antropologico - trapela la reale sfida del pensiero attuale: quello di un recupero delle basi sociali e antropologiche, intersoggettive e storiche del corpo e del linguaggio, dello spazio e delle tecnologie, delle passioni e della cognizione. Questo libro parla di filosofia e prodotti biologici, neuromanie e bello naturale, battute di caccia amazzoniche e mucche pazze, di tutto ciò che mette in luce le patenti contraddizioni insite nelle diverse facce del naturalismo contemporaneo, in nome di un rinnovato interesse verso le culture umane e le loro felici traduzioni.

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    Il libraio di Firenze

    16/09/2015 15:39:30

    Un saggio illuminante e molto attuale sul dilagare del "ritorno alla natura" in molti campi della quotidianità. L'autore denuncia questa ipocrisia della ricerca incessante del biologico, dimostrandoci come il tanto agognato organico sia soltanto una costruzione linguistica e un gioco di etichette, una questione di packaging insomma, che tanto ha a che fare con il capitalismo moderno. L'unico modo per salvarci da questo finto ecologismo è uno, dire addio alla natura, o meglio, alla nostra idea di natura.

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