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Raymond Chandler

Traduttore: G. Trevisani
Editore: Feltrinelli
Edizione: 5
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788807812194

Recensioni dei clienti

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    angelo

    07/07/2014 11.01.46

    Ingredienti: un detective privato dalla battuta sempre pronta, un groviglio di situazioni sconnesse che solo nel finale sarà dipanato, un sottofondo di droga, alcol e soldi, una umanità viziosa, violenta e volgare. Consigliato: agli appassionati di storie dei bassifondi, a chi cerca negli istinti primordiali le vere ragioni del vivere.

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    francesco c.

    13/04/2013 12.29.23

    Ormai sono in piena overdose da Chandler....come farò quando avrò terminato di leggere la sua ahimè troppo breve bibliografia?? Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto già scritto su questo autore; Raymond è un maestro di stile e la sua grandezza prescinde dalla qualità delle trame. "Addio mia amata" è un romanzo molto ritmato, pieno di action e colpi a sorpresa....temo che in pochi riusciranno a risolvere la matassa della vicenda! Marlowe non è ancora ai livelli di depressione e cinismo toccati in altri romanzi, la sua ironia è più sincera e positiva come se ancora provasse un minimo di piacere per il suo lavoro e per la sua vita avventurosa.

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    Nino

    16/07/2012 12.14.48

    E' il primo romanzo di Chandler che ho letto e sono rimasto colpito per lo stile davvero straordinario. La sua più grande dote è la capacità di descrivere i luoghi e di farci percepire sensazioni e atmosfere. Dialoghi perfetti e sempre vivo il ritmo della narrazione. Quel che resta è un pregnante senso di malinconia e un profondo senso di intimità con le tensioni psicologiche dei protagonisti. La suggestione di un finale romantico è sempre in agguato, ma non succede nulla, e questo lascia un senso di struggente incompiutezza e allo stesso tempo di profonda idealizzazione interiore. Chandler è davvero un grande scrittore ed è irrinunciabile la lettura di tutte le sue opere.

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    Gianfranco

    21/05/2010 11.58.13

    Alla fine del romanzo, ciò che ti rimane è un'intensa sensazione di malinconia...davvero struggente! Qui emerge più che in altri romanzi di Chandler la figura di una donna inizialmente idealizzata...in realtà provocatrice di delitti, perversamente e tragicamente ambigua.

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    Luca Ballati

    01/10/2007 15.07.38

    Secondo me e all' altezza degli altri libri di Chandler

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    gianluca

    04/04/2006 23.32.38

    ...e così, finita la lettura magnetica del Grande sonno, ho subito preso in mano Addio mia amata, ed il giocattolo si è rotto...raymond ha tutta la mia comprensione, un'opera seconda dopo cotanta opera prima era cosa da far tremare le vene e i polsi, e il tremore si avverte nel caricaturale accentuare i modelli dell'esordio. troppe volte Marlowe fa e pensa cose che verranno svelate nel corso del racconto, ma alla lunga questa onniscienza provocatoria stanca e irrita, e scivola pericolosamente verso il sapore di espediente. rimangono molte pagine felici e coinvolgenti, il bel personaggio della signorina Riordan, le indagini rocambolesche in cui più volte Marlowe rischia l'osso del collo..ma il confronto con il precedente non lascia dubbi, è un'opera di alto assestamento. ora confido in Finestra sul vuoto, terzo passo hard boiled di chandler.

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    Ceia

    30/07/2005 16.45.25

    Addio, mia amata è un vero e proprio giallo in stile anni ’50, con protagonisti tratteggiati divinamente che dialogano tra loro dandosi del voi. Donne un po’ ambigue - alcune bellissime, altre ripugnanti - e omaccioni molto misteriosi e innamorati. Si parte da un tizio grande e grosso appena uscito di prigione che va a cercare la sua donna in un locale solo per negri. Lei, naturalmente, non lavora più lì (e’ rimasto al fresco per qualche mesetto…). Ma lui la ama ancora, o comunque la vuole ritrovare. Marlowe si trova nel posto giusto al momento giusto… e così… ci scappa il morto. Quasi testimone di un omicidio. “Non è una storia né brillante né spiritosa. E’ soltanto una storia fosca e piena di sangue.” Dicevo dell’inizio. Chandler parte a razzo con la sua spettacolosa scrittura, regala misteri e intrighi, passa per una parte intermedia leggermente più lenta e un po’ meno avvincente per poi accelerare nuovamente sul finale. Un bel finale. Un finale “sentimentale e romantico”, ben congegnato e plausibile. Non si può parlare di un libro di Chandler senza la premessa delle date di pubblicazione. E non si può leggere nulla di suo senza prima comprendere che stiamo parlando di romanzi pubblicati più di mezzo secolo fa. In Chandler non c’è l’azione a cui siamo abituati con i thriller e i gialli moderni. “Addio, mia amata”, naturalmente, l’ho letto con estremo interesse e con un continuo stupore. L’ho assaporato - al di là della trama - per il modo in cui è scritto, per la cura nei dettagli, per la perfezione nella proprietà di linguaggio, perfettamente consapevole di avere tra le mani un vero GRANDE MAESTRO. Un autore che, sicuramente, è stato il diapason su cui si sono successivamente accordati molti degli autori più in voga oggi.

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    Greta

    04/07/2005 09.22.36

    Conferma di un grande autore. Dopo due infelici letture finalmente ho trovato chi mi ha rilassato, divertito, coinvolto, chi insomma mi ha fatto ritrovare il gusto di leggere. ADDIO MIA AMATA è un bellissimo libro. Leggo che l’autore lo annovera tra i suoi meno riusciti, la mia risposta è: ALLA FACCIA!!!!!! Ho trovato il libro attuale nonostante più di mezzo secolo di distacco, l’ho trovato divertente e veritiero. Ho trovato lo stile di Chandler (ancora una volta) capace di farti salire su una macchina del tempo mentale e di farti vivere in un’America in bianco e nero, con detective con una morale e donne belle e fredde come il polo nord. Scrive benissimo quest’uomo, certe frasi sono colpi al cuore, certi passaggi si possono rileggere all’infinito. Io mi chiedo come sarebbe stato un libro d’amore scritto da questo autore mai banale, mai troppo cinico perché conserva dentro un’innocenza velata, che fa capolino timidamente ma che si sente in ogni riga scritta. Forse bisognerebbe percorrere la storia personale dell’autore, la sua vita non facile e (scusate il romanticismo) la grande storia d’amore e di dolore personale. Ripetendomi: buon libro, buon noir, e come sempre un nove pieno alla prosa. E non per ultimo: Marlowe (immaginatevi Mitchum) è un uomo molto sensibile al fascino femminile ma con gli occhi spalancati sul suddetto fascino, si potrebbe aprire un dibattito su certe donne descritte nei suoi libri…. “Siete fantastico, così coraggioso, così risoluto, così disposto a lavorare per pochi quattrini. Tutti vi prendono a manganellate in testa, vi strangolano, vi spaccano la mascella e vi riempiono di morfina, ma voi continuate a tirar dritto come se niente fosse finchè li avete fatti fuori tutti. Ma com’è che siete così straordinario? “Avanti” io grugnii. “Dite tutto”. Allora Anne Riordan disse con serietà: “Avrei voglia di essere baciata, accidenti a voi!” “

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    roberto cocchis

    24/05/2005 09.53.10

    Non sarà il miglior Chandler, ma è sempre godibile, dalla prima all'ultima pagina. E' impossibile, poi, non ripensare a Robert Mitchum nell'ottimo (caso strano!) film che ne fu tratto negli anni '70. Da leggere e rileggere.

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    r.

    22/05/2005 18.12.57

    che dire? un capolavoro.r.

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    Albys

    15/12/2004 21.48.37

    Chandler è un immortale e un grande studioso di scrittura e stile. Il suo hard-boiled ha il fascino eterno dei film noir in bianco e nero, la gentilezza delle canaglie che ti danno del voi e dietro l'angolo ti spaccano la testa con un manganello, il sex appeal della dark ladies che oscillano sempre fra abiti voluttuosi e ubriacate solenni. Addio mia amata è inferiore all'ottimo esordio de Il grande sonno, ma è in ogni caso una bella lettura per chi ama i dialoghi sagaci, le descrizioni accurate, la bellezza del crimine svelato con il bello scrivere. Soffre qua e là di alcune forzature che l'autore utilizza per sviare il lettore, e a tratti ho intuìto la sua natura di romanzo nato dall'assemblaggio di alcuni racconti. Però Philip Marlowe è un gran personaggio, cinico e scorbutico come pochi, che strappa qualche sorriso e che sa affascinare. Un tipo che dice: "Mi piacciono le ragazze splendide e vistose, ciniche e cariche di peccati". Chandler qui risparmiò un po' della sua magica arte metaforica (assolutamente grandiosa in The big sleep) e c'è da sottolineare il fatto che non rimase egli stesso completamente soddisfatto da quest'opera; ad ogni modo un bel noir vintage che con le sue ultime tre pagine sa dare un'ultima stoccata di classe. Mi sono salvato questa frase, rappresentativa dello stile Chandleriano: "Lei tornò col bicchiere, le sue dita gelate per aver toccato il ghiaccio sfiorarono le mie, io le trattenni per un attimo e poi le lasciai andare così come si abbandona un sogno, lentamente, quando ci si sveglia col sole in faccia dopo esser stati in una valle incantata." Fuori categoria.

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    richimcmurphy@libero.it

    11/07/2004 16.25.24

    Buono, ma forse nel finale perde l'impronta di raymond. Cmq siamo a livelli che oggi se li sognano.

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