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Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta

Simone Perotti

Editore: Chiarelettere
Collana: Reverse
Anno edizione: 2009
Pagine: 190 p., Brossura
  • EAN: 9788861900851
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Dopo aver fatto il manager per diciannove anni, l'autore di questo manuale per "lasciare il lavoro e cambiare vita" ha scelto di dedicarsi quasi esclusivamente a scrivere e a navigare. Il punto di svolta avviene, racconta Perotti, quando qualche membro dell'esercito di schiavi a cui apparteniamo apre gli occhi e vede: "Vede che così non va, che le ore nel traffico sono alienanti, che la schiavitù del lavoro è un ricatto insopportabile, vede che i sentimenti e le relazioni sono schiacciate in un angolo lontano, vede che l'acquisto dei beni è solo un produttore di bisogni ulteriori, che nessun bene ulteriore potrà soddisfare, che necessiterà però nuovo lavoro, nuovi compromessi per essere ancora possibile. Vede soprattutto che non c'è alcun guardiano, alcuna camionetta di militari che ti spara se esci dal gruppo, e che non ci siamo accorti di qualcosa di clamoroso: le regole che ci rendono schiavi ci impediscono di constatare la nostra schiavitù, ma le abbiamo accettate noi, nessuno ce le ha imposte a forza". Trovare l'energia per cambiare le regole significa innanzitutto, per Perotti, comprendere bene un meccanismo produttivo che per alimentarsi divora le vite di persone intelligenti e colte; la sua è una critica al mondo del lavoro e all'assuefazione ad esso dal punto di vista di un individuo che ha deciso di disintossicarsi : uno dei punti forti del testo è una sorta di questionario per punti in cui si elenca la pesante restrizione delle libertà individuali a cui siamo tutti soggetti, con scarsa consapevolezza e una buona dose di rassegnazione all'esistente. Il problema centrale è che né la politica né la scuola educano al sogno della libertà e, al contrario, ogni sogno viene considerato irrealizzabile. Eppure, come spiega Perotti, il lavoro produce malessere e incapacità di usare con piacere e soddisfazione il proprio tempo. E allora occorre mettere in atto alcune strategie di cambiamento che si potrebbero ricondurre, in generale, al concetto più volte richiamato di downshifting: si tratta di rallentare, di cambiare marcia, di giungere a una volontaria e consapevole riduzione del lavoro e del salario per riconquistare il senso di una vita perduta. Lavoro faticoso, sicuramente, e che richiede una maggiore vigilanza sulle proprie scelte e sui propri comportamenti, ma anche sui bisogni reali e su quelli indotti. La pars construens del ragionamento di Perotti ci sembra più ardua, più difficile da estendere ai molti casi umani: non tutti possono uscire con stile (e una lauta liquidazione) da una vita da manager e il fondo dell'inferno può anche essere, invece di un ufficio milanese, un call center o una fabbrica senza impianti di sicurezza. Ma, come spiega Perotti al fondo del suo libro, sulle orme di Latouche, "la creazione di iniziative locali democratiche è sicuramente più realistica di quell di un mondo globale democratico". Da una critica convincente come quella di Perotti, sia pure nei suoi tratti ancora fortemente elitari, si può comunque partire per qualche nuovo esperimento di decrescita serena, sul fronte allargato di un necessario movimento di liberazione. Monica Bardi  

Recensioni dei clienti

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    Valentina

    02/04/2014 14.01.09

    Il libro l'ho cercato tra gli scaffali di una libreria, la settimana scorsa. L'ho letto quasi d'un fiato, scoprendo, mentre lo leggevo, che ha avuto un enorme seguito mediatico quando è uscito. Io ne ho sentito parlare solo di recente. Sarà che cinque anni fa certi pensieri non mi sfioravano ancora. L'ho trovato interessante. Perotti non è l'unico a essersi posto certe domande e non è l'unico a proporre certe riflessioni, ma non mi sembra neppure che cerchi di farci credere di essere l'unico uomo illuminato sulla faccia della terra. Il libro cita altri autori, altre esperienze. Penso sia interessante perché, oltre a rilanciare determinate riflessioni, racconta una storia, che, come tutte le storie, racconta un punto di vista, quello di uomo forse non ricco di famiglia, come l'autore tiene a sottolineare, ma certamente benestante. Il pubblico a cui si rivolge è evidentemente un pubblico con un reddito medio-alto (verso la fine del libro, quando si parla del famigerato denaro, i conti vengono fatti su stipendi di 5.000, 3.000 e 1.600 euro mensili, che non sono esattamente gli stipendi medi in Italia). Pur non facendo parte di quel target, ho trovato comunque il libro interessante e penso che possa far riflettere anche chi, sensibile al tema, cerca di sbarcare il lunario con 800/1.000 euro al mese. Tutto sommato, mi verrebbe anche da dire che chi guadagna 800/1.000 euro al mese in un certo senso è avvantaggiato in questa operazione di downshifting rispetto a chi ne guadagna 5.000, perché è già abituato a un costante esercizio di gestione della precarietà. Come diceva Bob Dylan, "when you got nothing, you got nothing to lose". Sarebbe bello un giorno poter scrivere all'autore e dirgli che qualcuno ce l'ha fatta anche con 800/1.000 euro al mese.

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    Diego

    10/03/2014 12.12.56

    Buona l'introduzione legata alle motivazioni che dovrebbero spingere una persona a lottare per un po' più di liberta. Secondo me bisognava specificare sin da subito che il libro era rivolto dai ricconi in su. Mediocre la parte per chi vuole cambiare vita con uno stipendio di 1600 euro (medio ??!!!) diego

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    Marco Tolotti

    08/08/2013 12.49.44

    "Adesso basta" è un ottimo elemento di rottura, permette al lettore di liberarsi dalla "camicia di forza" cui è costretto dalla società e dal sentimento comune. Ma questo libro (da qui il voto medio da me espresso matematicamente contro l'ottimo voto che trapela dalla recensione scritta) lo si può davvero, realmente e pienamente apprezzare solo dopo aver letto la seconda fatica di Simone Perotti, "Avanti tutta". Prima di giudicare "adesso basta" leggette anche "Avanti tutta" ed ogni pagina del primo libro vi risulterà perfettamente chiara e percorribile.

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    Nunzia

    28/01/2013 15.43.04

    Un libro dove trovare conferme per chi il dawnshifting l'ha già intrapreso e una carica di energia per chi lo sta meditando da anni ma non ha ancora il coraggio di cominciare una nuova vita oppure vive subendo troppo i 'condizionamenti' sociali che gestiscono nell'ombra le nostre vite. Un libro da non perdere perchè è come mettere 'la prima' quando si impara a guidare la macchina!

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    Mrika3

    05/01/2012 18.15.40

    Libro magistrale, filosofico, esistenziale, scritto in modo da sembrare quasi un romanzo. Invece è un racconto di come siamo, più o meno tutti, di come vorremmo essere, di come possiamo diventare. Libro che senza esitazioni definirei essenziale e da leggere a tutti i costi. Adesso.

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    Manterio Raniero

    07/12/2011 08.48.39

    Un top manager molto abbiente che vive a Milano si interroga sull'effettivo significato di lavorare e sul fatto che utilizziamo i soldi guadagnati per comperarci principalmente cose che non ci servono. Simone Perotti, facente parte di quel 2% della popolazione che guadagnava intorno ai 50.000 euro l'anno, accumula un certo capitale per circa 19 anni, cercando di mantenere uno stile di vita piuttosto sobrio, garantendosi così un tesoretto che gli permette di andare in pensione anzitempo. Si compera quindi una barca a vela, una casa in Liguria e si dedica a fare lo skipper nel mediterraneo e scrivere libri. Adesso Basta, osannato dai lettori più facilmente impressionabili, viene invece duramente criticato da coloro che imputano a Simone di aver venduto più di 30.000 copie sulla pellaccia di chi crede di trovarci dentro una formula magica per lasciare il lavoro e vivere liberi... speranze alimentate dal titolo "Lasciare il lavoro e cambiare vita". Analizzando il testo con attenzione, effettivamente si evince che tutto il trattato iniziale sul consumismo, sembra servire solo a nascondere l'impossibilità di applicare il suo metodo a chi guadagna meno di 5000 euro al mese. Lui stesso infatti, nelle ultime pagine, pubblica delle tabelle di risparmio proprio per chi guadagna mensilmente cifre da capogiro, e non riesce a dare consigli pratici (anche perchè probabilmente non esistono) al 95% della popolazione, che guadagna mediamente 1300 euro al mese (fonte ISTAT). Leggendolo, le aspettative e l'entusiasmo, scemano di pagina in pagina.

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    Rosa Nagrizzoli (Aosta)

    24/11/2011 11.43.44

    Parto dal titolo, anzi, dalla copertina, un capolavoro di marketing strategico: le due parti del sottotitolo (corpo identico, maiuscolo, bianco su campo verde mare) accuratamente poste come apertura e chiusura di copertina, il titolo (stesso stile dei sottotitoli ma di corpo più grande) ben leggibile nella parte alta della pagina. Questo è "l'ordine di comparizione" dei tre elementi: - Lasciare il lavoro e cambiare vita - Adesso basta - Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta Niente da dire, un inizio che invoglia (tra parentesi, il nome dell'autore, in corsivo, bianco su campo blu, quasi scompare, si nota appena, apparentemente appoggiato lì con noncuranza). Presi all'amo da tanta semplice complessità si passa a leggere la quarta di copertina, con relativa recensione: "Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting ("scalare marcia, rallentare il ritmo") è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). [?] La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi [?]". Sublime. Puro marketing. Ci sono tutti gli elementi per farci dire di sì (eh, la persuasione è un'arte). Avete notato come la parolina magica ("crisi") viene inserita con apparente indifferenza per sfruttare l'incertezza del momento? E come si fa leva sul numero ("milioni", una parola che evoca non ben identificate moltitudini di persone, oltre che di soldi) per stimolare inconsce reazioni? E poi la chicca finale, l'autonomia e? la tanto anelata libertà. Peccato che poi tutte le belle promesse della quarta svaniscano come neve al sole. Perché l'autore non solo è stato un manager per 19 anni (cosa citata in toccata e fuga nella penultima riga della biografia in quarta, accuratamente infilata dopo un elenco di libri pubblicati.

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    Antonio

    03/10/2011 12.33.52

    Il libro merita 3/5 per l'esperienza umana, poi zero per l'analisi sociale e tutte le altre cose strane che oggi si è tutti tuttologi e si può parlare di tutto se va di moda. Poi però il brodo viene allungato con altri libri, con presentazioni infinite, con "consigli" che si possono dare, ma solo a chi gode già di redditi elevatissimi, da manager insomma. Così ribasso a 1/5, anche perchè le pagine davvero utili sono già presenti in qualunque blog che si occupi del tema e ci sono testimonianza ben più equilibrate e fuori dall'esperienza di marketing. Quindi comprate pure il libro se siete curiosi e se avete un buon reddito, negli altri casi fatevi un giro in rete, lì le testimonianze di libertà sono autentiche e non costano nulla. Io l'ho comprato sull'onda della forte campagna mediatica e se avessi aspettato lo scemarsi del fenomeno avrei risparmiato i soldi, che oggi purtroppo servono ben più dell'esperienza degli ex-manager.

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    Gianluigi Menegheri (Prato)

    13/09/2011 14.51.08

    Adesso basta: libro che punta sull'ignoranza della gente, facendo credere che esista un modo per smettere di lavorare (il libro è sottotitolato: come smettere di lavorare...) ma che in verità contiene solo banalità ed esempi per gente che guadagna 5000 euro al mese! Perotti si è comprato una barca a una casa senza fare mutuo, poi ha smesso di lavorare e adesso fa lo skipper nel mediterraneo per i turisti. Quanti di voi in 10 anni possono fare questo solo risparmiando? Incominciate il vostro downshifting risparmiando i soldi che spendereste per questo e altri suoi libri.

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    Katja

    01/09/2011 10.12.45

    La Storia: Un uomo abbiente ( aggettivo che piace molto all'autore) dal passato intriso di valori (La moto) e buone letture (Tuttomoto) decide di cambiare lavoro, casa e abitudini. Ci studia 10 anni e trova la soluzione: scrivere un libro che racconti la sua coraggiosa e perigliosa storia e, facendosi probabilmente aiutare da qualche conoscenza già acquisita nel settore, giungere alla pubblicazione,robusta promozione e relativo successo editoriale. Non c'è bisogno di raccontare il finale, perchè ce la testimonia l'autore stesso continuamente in giro per l'Italia ( in barca da 11 metri o SUV... si sa,la moto non è più modaiola). La relazione di tutto ciò con il downshifting risulta incomprensibile, soprattutto se siete uno di quei milioni di italiani che con la quota indicata dallo scrittore per vivere ( 600-800Euro al mese) ci pagate a malapena il mutuo o l'affitto per la casa e i vostri spazi di "libertà" ve li conquistate ( quelli sì coraggiosamente) ogni giorno contrattandoli con il datore di lavoro o le istituzioni.

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    Domenico

    23/04/2011 18.59.30

    Libro molto interessante, soprattutto per quanto concerne l'analisi del mondo del lavoro privato e di alcuni fenomeni sociali più generali. Offre apprezzabili spunti di riflessione, indipendentemente dalla condivisione o meno delle proposte dell'autore circa il downshifting.

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    Alex

    05/02/2011 00.16.29

    Un'incredibile operazione di marketing che va avanti da anni, gestita dalla Casa Editrice che ha avuto l'occhio lungo e ha fiutato il trend. Ho letto il libro, poi ho provato a venderlo, ma costava di più la spedizione. Mah, tante banalità spacciate per scoperte. O forse neanche spacciate, visto che si ammette che non c'è niente di nuovo sotto il sole, a parte il martellamento mediatico (radio, presentazioni a tappeto, siti internet, etc...). Complimenti alla Casa Editrice. Il libro non sarebbe neanche male, se non fosse costruita attorno ad esso tutta questa mitologia, l'esagerazione stucchevole, l'incapacità di dire: "avevo da raccontare due cose, l'ho fatto, non c'è altro di interessante, adesso passo ad altro". Questo sarebbe onesto. Condivido le critiche di chi ha scritto prima di me, aggiungo che allungando troppo il brodo diventa tutto così noioso...

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    Elfa

    27/01/2011 15.18.51

    "Ma quali sono i modi per attuare e mantenere una scelta simile? Qual è la ricetta miracolosa, il modo per far comparire questo coniglio dal cilindro, questo Santo Graal del vivere con lentezza?": queste le mie domande. Il Sig. Perotti mi ha grandemente delusa perchè il suo libro si rivolge a quelle fasce di reddito che vanno dai 3.000 ai 5.000 Euro al mese e la spaccia anche per scelta ammirevole e coraggiosa (a meno che uno non abbia vissuto come Elton John, e sperperato ogni singolo cent, il ricco anche involontariamente i soldi da parte ce li mette). E per quelli come me che si vedono arrivare in busta paga cifre ben al di sotto di tali importi vengono dedicate 4 misere paginette (dedicate però a chi guadagna 1600 ? e già qui Perotti andrebbe fucilato per averlo considerato uno stipendio NORMALE) di cui 1 che parla del risparmio (ma và?) e le restanti 3 che dovrebbero rincuorare e dare esempi pratici parlano di eredità quindi tranquillo, vivi la tua vita che tanto prima o poi i genitori crepano e ti lasciano tutto! Ma certo, tuo padre avrà 90 e tu 70 e comunque potrai ancora goderti la vita! Evviva, questa sì che è una scoperta! Insomma, se per lui la decrescita è vivere scrivendo libri sul vuoto siderale per prendere in giro la gente ci è riuscito in pieno. Se siete ricchi potete cambiare vita mentre se siete poveri o aspettate che muoiano i vostri genitori oppure vi attaccate alla canna del gas. Il prossimo libro di Perotti, mi domando, si intitolerà "L'acqua calda: la scoperta che sono riuscito a fare!"?

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    Massimo

    11/10/2010 22.41.42

    Il "downshifting" visto da un giovane ex-manager. Una splendida idea, ed una testimonianza sincera, precedute da una analisi sociale che è eufemistico definire banale e seguite da consigli pratici che possono interessare una minoranza di persone selezionate sulla base del reddito. Può avere qualche interesse la proposta finale, appena abbozzata, di "ospizio autogestito".

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    ansa61

    07/09/2010 12.35.25

    Io ho trovato il libro molto ma molto onesto intellettualmente, avere o meno denaro per me è secondario. Il nodo centrale per cambiare vita è avere la convinzione e la voglia reale di farlo, avere quell'energia interiore che permette di progettare, attuare ed accettare i rischi del tutto. Se si hanno queste caratteristiche "la vita" tende a darti una mano e ad aprirti porte che non ti aspetti. Io sto cercando di farlo senza grandi progetti e senza soldi, non ho ancora raggiunto ciò che vorrei, ma almeno sto a galla, forse meglio di prima, e non affogo. A proposito, consiglio vivamente di Simone il romanzo "L'estate del disincanto" per me uno dei più bei libri degli ultimi anni.

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    Raymond

    22/07/2010 15.35.23

    Mi associo a quanto letto, circa le critiche al fatto che il percorso viene narrato da una persona che era già "di successo". Uno che era "inserito", guadagnava molto bene, credo parli almeno due lingue, un "Manager" insomma, ul lobbysta che conosce l'importanza di avere i contatti giusti. Detto questo ho trovato interessante la sua esperienza umana. Ma solo se guadagnate 3.500,00 € al mese potete preparare una base per immergervi nella ricerca di alternative come ha fatto lui, insomma cercate di avere le spalle coperte. Se siete al verde, magari disoccupati, fate prima la carriera di successo che ha fatto l'autore, e poi "buttatevi" a dire "Adesso Basta"! Altrimenti state calmi, comprate il libro, leggetelo, ma non fate voli pindarici. Solo un appunto: l'autore ha molteplici canali di comunicazione e deve promuovere il suo (interessante) libro. Ma non dimenticate che parlate con un esperto di marketing e comunicazione, quindi tenete sempre i piedi per terra. Fate scelte sensate. (A riprova: ha anche inserito un commento in questa parte del sito di IBS, seguendo il commento di un altro lettore; è ovunque, e cose come questa non si improvvisano, sono studiate, programmate, seguite, pensate, quindi non partite ingenuamente in quarta). Detto questo, comprate pure il libro, male non farà di certo!

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    mandarino occidentale

    25/05/2010 10.16.53

    Interessante come esperienza, scelta e percorso personali ma limitato nel presentarsi come alternativa praticabile per molti. Praticabile forse anche per chi non ha redditi da manager ma impossibile per chi ha persone "a carico" in qualunque forma. Comunque ne consiglio la lettura: insegna alcune cose e non è poco.

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    Michele Balicco

    14/05/2010 18.11.43

    Sarà forse che sono della bilancia e quindi propenso per natura all'equilibro, ho trovato ADESSO BASTA un libro discreto. Mi dissocio quindi sia dalle apre e ingiustificate critiche che dagli smisurati elogi. Ho trovato stimolante e coraggiosa la scelta di Simone che, diaciamo la verità, scatena un pò di invidia in tutti noi. Il libro, salvo una prima parte a mio avviso noiosa, racconta in modo lucido e pratico la scelta indubbiamente coraggiosa e le molte privazioni del (ligure...) autore. Va detto però, come già sottolineato da altri, che Simone non era e non è uno qualunque; gran bella (e a quanto pare meritata) carriera lavorativa, hobby interessanti (barca e libri), propensione al cambiamento, un pò di soldi da parte e soprattutto zero responsabilità affettive (leggi figli). Insomma, un libro per pochi, per chi è ancora free, ha neuroni da vendere e sa cascare sempre in piedi. Un piccolo mondo di nicchia ben lontano dalla nostra mediocre, stanca e isoddisfatta Italietta.

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    marco

    17/03/2010 21.35.37

    Non mi ha entusiasmato. Concettualmente dice che per attuare il downshifting bisogna essere benestanti, partendo da un buon capitale è possibile reinventare un'altra vita più consona ai propri ritmi, gusti, idee. Troppo facile così. Per me vale 5-

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    Henry

    11/03/2010 16.50.26

    Ho letto il libro in due giorni e mi ha fatto molto pensare. Simone ha avuto molto coraggio,e il suo racconto ti prende ti fà venire voglia di seguirlo. Non c'entrano i soldi,c'è alla base una voglia di libertà e di vivere meglio questa vita che non ti può lasciare indifferente ! Il consumismo questo modello di sviluppo lascia solo macerie dietro di sè, e non porta da nessuna parte. Esserne consapevoli cercando di cambiare,è un nostro dovere,voglio anche io cambiare,voglio più libertà..Grazie per quello che hai scritto cercherò di imitarti,o almeno ci proverò..Henry

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