Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
Pagine: 215 p., Brossura
  • EAN: 9788807031823
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Lo spazio sospeso, meraviglioso e incandescente, dell'innamoramento. Un romanzo speciale, uguale solo a se stesso.

Adesso arriva, adesso fa tutto da solo.
Infatti lo invochiamo.
Infatti fa paura.
Come un animale che abbiamo visto solo in foto, come un’eclissi, una notizia.
Come qualcosa che nessuno ci ha lanciato contro eppure ci arriva addosso.
Fa da solo.


Eravamo preoccupati, sia per Chiara Gamberale che per Lidia, il suo alter ego e la sua voce interiore. Eravamo preoccupati dopo aver letto i suoi ultimi romanzi, Per dieci minuti (Feltrinelli, 2013) e Avrò cura di te (Longanesi, 2014) due romanzi in cui la scrittrice e conduttrice romana ci metteva in mano il suo cuore, a pezzi.
La separazione dal marito, scrittore di romanzi impegnati e di nicchia, eterno adolescente, era stata lo sprone per scrivere un vero e proprio trattato terapeutico: attraverso il gioco suggerito dalla sua psicologa, fare una cosa mai fatta ogni giorno, per dieci minuti, la sua protagonista era uscita dalla crisi. Anche il successivo romanzo scritto a quattro mani con Massimo Gramellini era strutturato come un diario di bordo della naufraga Gamberale, che viaggiava senza rotta e senza bussola fuori dalla sua crisi matrimoniale grazie all’aiuto del suo amico “Angelo”.
Oggi che la pratica l’ha resa un punto di riferimento per cuori in frantumi e anime da riparare finalmente possiamo leggere il romanzo della ripresa. La protagonista è Lidia, trentacinquenne separata senza figli, con una bella carriera in radio e in televisione e tante amiche brillanti. Una donna che ha paura e teme che tutto il bello della sua vita, la sua Occasione, sia già passata, sia dietro le spalle, come la sua storia con Lorenzo. Una donna che ha accantonato le sue armi di seduzione convinta che non valesse più la pena, per nessuno, mettersi ancora in gioco.
Anche Pietro ha alle spalle la sua storia più importante, la storia con una donna particolare, dall’animo insondabile, che dopo avergli dato una figlia decide di lasciare la vita mondana per andare a vivere in una comunità religiosa, portando via la bambina e lasciando quest’uomo a combattere una battaglia legale sfiancante.
Come succede che due persone piegate dal dolore, opache, stanche, decidono improvvisamente di buttarsi in una nuova storia? Come succede questo miracolo: guardare avanti, provarci, rischiare?
È Chiara Gamberale a dircelo. Lo fa con un romanzo scritto in parte come un diario, attraverso un flusso di coscienza continuo, pensieri senza filtro, versi e poesie, ma anche attraverso altri personaggi che ruotano intorno ai protagonisti e che condividono la loro solitudine.
Su tutti si erge come un fantasma la figura di Lorenzo, l’ex marito, che incombe nelle situazioni quotidiane con la sua pretesa di unicità, con la prepotenza distruttiva del passato e del fallimento. Partendo da questo centro di attrazione oscuro, Chiara Gamberale tenta di guadagnarsi l’uscita in direzione centrifuga, opponendosi, resistendo, vivendo. L’autrice più che scrivere decifra, traduce i messaggi nascosti che il cuore ci lancia in quel momento misterioso e magico che è l’innamoramento, quando l’attrazione e il desiderio tornano ad animarci, quando all’improvviso ci rendiamo conto che farlo, e farlo adesso, non è più un problema.

Recensioni dei clienti

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    Veronica

    10/08/2017 20:58:41

    Libro nella media, la Gamberale conferma il suo stile di scrittura accattivante ma si permette qualche slancio stilistico eccessivo in questo romanzo. La lettura appare rallentata da alcuni capitoli indipendenti dalla storia principale intrufolati d'improvviso come fossero enormi segni di punteggiatura. Alcuni passaggi sono toccanti ma i personaggi, soprattutto femminili che propone la Gamberale, sono uguali passando da un romanzo all'altro: adolescenti incompiute che si portano sulla testa un'immensa nuvola nera, misto di tristezza, amarezza e depressione. In ultima analisi, il romanzo appare soddisfacente se ci si focalizza sul tema del carpe diem, un po meno se lo si guarda nel complesso.

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    Michelangelo

    08/08/2017 11:08:07

    Non sono riuscito a terminarlo: personaggi non coinvolgenti, trama ripetitiva, mi sembravano riflessioni di una ragazzina del liceo...

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    Roberta

    05/08/2017 20:17:28

    Come Moccia, ma per quarantenni divorziati. Definirlo irritante sarebbe un pallido eufemismo.

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    Maura

    17/06/2017 12:55:37

    Libro fantastico, da leggere dopo aver letto La zona cieca. Un racconto di un amore tra due persone che ricominciano nonostante le ferite del passato si facciano ancora sentire, affrontando quella PAURA. Bellissimo!

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    Lisa

    09/06/2017 14:15:03

    Chiara Gamberale riesce sempre a toccare in profondità il lettore. L'ho trovato un libro meraviglioso, tanto complesso quanto lo è la mente umana. Una sorta di flusso di coscienza continuo, alla ricerca di una risposta alla domanda più difficile: e adesso?

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    Roby

    05/06/2017 14:39:08

    Ho avuto davvero tantissima difficoltà a terminare questo libro, nonostante siano poche pagine! Leggendo la trama mi aspettavo tutt'altro! Delusione pura!!!.... Una stella è anche troppa!

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    Ilenia

    04/06/2017 10:59:18

    Ho letto questo libro poco tempo dopo aver letto "Per dieci minuti" sempre della stessa autrice. Le trame sono abbastanza simili, ma purtroppo questo libro, al contrario di "Per dieci minuti" non mi è piaciuto per niente. Sembra un tipo di scrittura sperimentale, non ben definita, come se l'autrice volesse provare qualcosa di nuovo. Purtroppo ho trovato questo romanzo noioso.

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    Luca

    21/02/2017 19:57:00

    Uno dei libri più belli degli ultimi anni, ancora in attesa di essere compreso pienamente...

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    Massimo F.

    07/11/2016 23:02:21

    Fa rabbia la Gamberale. E' una ragazza intelligente e sensibile, sa scrivere, ha buone idee, ha voglia di condividere le complessità del mondo femminile, ma…. ma in questo romanzo (??) si avvita ostinatamente in un meccanismo narrativo che fa cadere le braccia anche al più motivato dei lettori. Alla fine, qualche spunto interessante, molte potenzialita non espresse e nulla più. Peccato.

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    nuccia

    20/10/2016 17:25:30

    Raramente interrompo la lettura di un libro ma questo è assolutamente illegibile .Livello di coinvolgimento zero.

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    Enrica

    17/09/2016 18:24:10

    Mi piace la Gamberale, ma questo suo libro non mi ha lasciato nulla, ho praticamente dimenticato la trama subito dopo.... Non voglio però scoraggiarmi, forse non l'ho letto nel periodo giusto.

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    Luciana

    19/06/2016 11:42:36

    Semplicemente illeggibile.

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    fabiana

    15/06/2016 09:22:25

    Indefinibile. Non è catalogabile neanche come libro...piuttosto sembra una raccolta di appunti e pensieri sciolti. Peccato, la Gamberale questa volta ha steccato.

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    Moreno

    06/06/2016 22:02:54

    sono un suo fun ma questo libro veramente è una delusione! Poteva risparmiarselo. Spero nel prossimo e rimango suo fun

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    Sofia

    13/05/2016 15:05:23

    Ho trovato in questo libro delle similitudini con "l'amore quando c'era" e nel complesso in stile Gamberale. La storia in sè è fatta di nulla, persone che si incontrano e poi si lasciano, quello che accade ogni giorno. Ma se si va oltre, oltre alla storia, oltre ai personaggi, ci sono dei pensieri, che magari vanno contro ogni logica, ma che anche noi abbiamo fatto e reincontrarli, vederli scritti aiuta a ricostruire una parte del puzzle.

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    micky

    10/05/2016 16:56:05

    non mi ha lasciato nulla

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    Sophie

    08/05/2016 15:28:29

    Il libro scorre ed è di piacevole lettura, un passatempo leggero che però in conclusione lascia davvero poco... man mano il racconto si perde nello scontato. Mi aspettavo decisamente di più.

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    Cristiana

    24/04/2016 10:51:52

    Le critiche dei miei colleghi lettori mi sembrano eccessivamente punitive per questo ultimo romanzo della Gamberale. Stile confuso ci si lamenta: è vero, ma credo che l'autrice volesse riprodurre la confusione della vita, infatti le voci sono molte, varie e ognuna con un suo tono riconoscibile. Direi che invece sarebbe il caso di apprezzare questo tentativo "onomatopeico" di descrivere le cose, non edulcorato dalle "zampe" sempre troppo pesanti di un editor. Sotto le righe poi c'è una storia vera, non importa o non dovrebbe importare, quanto sia vicina alla vita della scrittrice dato che comunque si scrive sempre e comunque di sè. E' un libro complesso nella sua apparente semplicità, complesso come ogni vita, e a me è piaciuto.

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    Laura

    23/04/2016 14:45:36

    Che delusione, di una banalità che lascia perplessi. Spiazzante il vuoto totale di questi personaggi rimasti adolescenti a più di 40 anni, un gran fiume di parole che non porta a nulla.

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    Sergio

    14/04/2016 16:43:03

    Non mi soffermo sulla banalità della trama e/o sull'inadeguatezza dello stile e/o sulla frammentarietà della narrazione (aspetti ampiamente osservati dai commenti precedenti)... Preferisco puntare l'attenzione sul livello, per così dire, filosofico espresso dall'autrice in questo romanzo, e affermo convintamente che se questo è il massimo che la consapevolezza di questa donna può esprimere, beh, allora capisco perfettamente perché il marito l'abbia piantata. E' infatti difficile convivere con una donna "totalmente orizzontale", cioè del tutto priva di verticalità intesa quale desiderio evolutivo e di espansione della consapevolezza, una donna per cui "relazione" e "realizzazione" sono pressoché sinonimi, e che prende concetti elevati (sì, ma anche abusatissimi) come il carpe diem per adattarli alle solite scemenze di donne che, come sempre, oscillano tra il desiderare un nuovo amore (inconsciamente) e il farsela sotto consciamente. Davvero disarmante, non posso non pensare, e mi rattrista scriverlo, che il divorzio sia stato per ragioni di legittima difesa.

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