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Collana: Il divano
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 260 p. , Brossura
  • EAN: 9788838922725

Recensioni dei clienti

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    nora

    18/12/2014 19.29.15

    Il protagonista di questo romanzo deve cavarsela in un'estate afosa di lavoro a mandare avanti il giornale come direttore facente funzioni. La vita privata con moglie e figlia lo preoccupa. L'afa lo spaesa, gli dà le traveggole ma cerca di ironizzare sulle sue irrealtà, o quasi allucinazioni da caldo e da stanchezza. Pare che se la cavi, anche con la confusione dei tempi. O forse no. Ma a leggerlo si riflette e ci si diverte. Bella l'immagine di Cagliari, antica e moderna, con dentro su in Castello l'antica dea Tanit vergine-madre.

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    Raniero

    24/10/2013 08.46.33

    Sono stato tratto in inganno dai lodevoli commenti lasciati su questo libro. L'ho abbandonato una prima volta per poi riprendere la lettura da capo 6 mesi più tardi. Stesso risultato. Forse sono riuscito a leggere qualche pagina di più, ma non riuscendo a oltrepassare 1/3 del racconto... Ho trovato la storia estremamente noiosa, senza agilità, addirittura resistente a una lettura fluida e rilassata/nte. Sicuramente non ho amato il racconto surreale relativo all'inverosimile incontro descritto all'inizio. Lo sconsiglio alle persone che amano leggere storie probabili e ancorate possibilmente alla realtà (presente o storica).

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    martina

    17/10/2008 20.23.58

    Che bel libro: come un bicchiere d'acqua fresca nell'afa meridiana... bevuto però mentre i fauni intorno ti sbirciano e vorrebbero che tu ti accorgessi di loro, nell'ombra... Bravissimo, incomparabile Angioni!

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    carolo

    09/10/2008 19.26.39

    Per essere un'estate sarda balneare, quella di Josto Melis in "Afa" di Giulio Angioni è davvero strana, tanto più strana perché si tratta di una stranezza del tutto normale, quotidiana, plausibile, ma pure impossibile e invincibilmente strana, con una coincidenza di tempi impossibili che mettono a dura prova gli sforzi di un giornalista per restare coi piedi sulla terra. La storia è un'inverosimile verosimigliaza, anzi è tutta un ossimoro, a cominciare dalla casa del protagonista, un basso-attico su un panorama che dà le traveggole. Se si vuole è anche un giallo, ma per lo meno metafisico, e in filigrana appunto. Bisogna avere un po' di pazienza all'inizio, poi il tutto si gode con profonda leggerezza. Di Giulio Angioni consiglio molto Le fiamme di Toledo, stesso editore, stessa collana, ma una vera sorpresa.

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    angelo

    09/09/2008 22.21.06

    bella la storia che rappresenta il mistero della vita e l'importanza di guardare le cose in modo profondo..

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    sesto

    16/07/2008 19.21.23

    Ottimo libro. Bella trama, bell'assunto, bellissima lingua, grande ironia. Con serietà e intelligenza Angioni racconta e ti prende, ma non concede nulla ai luoghi comuni sulla Sardegna, tanto meno sulla Sardegna banditesco-pastorale e ancora meno alla Sardegna estivo-balneare. Ma proprio la Sardegna è lì, in una mirabolante compresenza dei tempi, dai primordi a Tiscali e alle coste d'oro. Veramente eccezionale, anche nel suo non voler essere per niente eccezionale, men che meno esotico.

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    icario

    08/07/2008 11.59.37

    Di questo libro vorrei dire tutto il bene possibile. Perché è bello, come dev'essere un romanzo che ti prende appunto per le sue qualità artistiche. Ma anche perché è esteticamente onesto, e tra l'altro non usa mezzi impropri per prenderti, anzi usa tutti i mezzi per lasciarti in balia di te stesso nei termini del suo assunto: che la vita è complicata, multiforme, plurisignificante, anche senza usare la fantasia sbrigliata per mostrarlo. Non guasta la trama quasi gialla in filigrana, esile ma robusta quanto basta. Un libro di cuore e di cervello. Che raccomando molto.

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