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Gaia Coltorti

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 357 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804626206

Recensioni dei clienti

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    Ilaria

    15/02/2015 17.37.15

    Ho notato questo libro sullo scaffale per il titolo, che mi ha invogliata alla lettura; poi se mi viene presentato come un nuovo "Giulietta e Romeo", da inguaribile romantica, non so resistere. Le prime duecento pagine sono volate, la trama scorre ed è piacevole leggere del primo innamoramento di un adolescente; il linguaggio non è quello che ti aspetti da un'autrice e da personaggi ventenni, ma è particolare e non disturba. Ma gli ultimi capitoli sono stati veramente faticosi e solo il fatto che non mi piace lasciare libri a metà mi ha frenata dall'interrompere la lettura: la trama diventa monotona e monotematica, a tratti anche ansiogena con questo amore in cui non c'è spazio per nient'altro e per nessun'altro che non siano i due giovani amanti. La scrittura, che inizialmente mi aveva positivamente colpita, qui diventa pesante e si nota tutt'insieme la sua improbabilità.

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    Stefano Tartaglino

    19/12/2014 23.45.19

    Darei il voto pieno a questo romanzo, se non fosse per lo stile ridondante - al quale però si fa presto l'abitudine - e per le espressioni fintamente giovanili. Molti hanno lamentato la poca verosimiglianza della premessa, ricordate che spesso la realtà supera la fantasia, purtroppo. Sul tema dell'incesto tra fratello e sorella avevo già letto "Proibito" di Tabitha Suzuma : quel libro mi aveva folgorato, e questo ha ripetuto la magia...tranne che per il finale, scontato, prevedibile ma forse anche inevitabile, per come si era messa la situazione. E' uno di quei libri che conserverò a lungo, per ritrovare - tra anni e anni - la meravigliosa, tenera e complicata storia d'amore tra Giovanni detto Johnny e Selvaggia. Perché, alla fine, se si tratta di Amore vero con la A maiuscola, che lei sia tua sorella non ha poi molta importanza. Questo libro parla dell'amore, e per questo l'autrice poteva e doveva eliminare molti momenti di sesso : ma si sa, oggi se un libro non descrive, mostra, spiattella il sesso rimane invenduto e finisce al macero...

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    manuela

    22/10/2014 10.42.38

    Veramente un libro splendido, mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, l'unica pecca secondo me è: a scuola l'avevano capito tutti che erano amanti, com'è possibile che la voce non era arrivata subito ai genitori?....

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    ant

    01/10/2014 08.17.45

    Esordio da sottolineare, a mio avviso, per la giovane scrittrice ventenne Coltorti. Magari il tema centrale, che a breve vi dico, è stato scelto x scatenare polemiche e curiosità, non si può negare, ma il risultato, sempre per quanto mi riguarda, è un romanzo scorrevole, mai con toni accusatori o faziosi e soprattutto molto delicato e sentimentale. I protagonisti del testo sono due fratelli gemelli(Giovanni e Selvaggia), che per motivi accidentali e soprattutto a causa della separazione dei genitori han vissuto in posti diversi fino a 17 anni, per poi ritrovarsi sotto lo stesso tetto a...Verona(città scelta non a caso...). Tra i due scocca molto di più che rispetto, stima e feeling,..i due si piacciono da tutti i punti di vista e si amano. Come avrete ben potuto capire il tema del libro è l'incesto, un argomento scottante e drammatico ed è molto brava l'autrice a descrivere e narrare tutti i turbamenti, i sensi di colpa, le passioni sfrenate e i sentimenti umani più variegati che due innamorati possano provare, con la spada di Damocle sulla testa però che tutte e due ben sanno di avere. Voglio concludere proprio con uno scambio di battute emblematico tra i due ragazzi ...""Che c'è di male ad amare?" ti aveva domandato lei "Niente" avevi risposto "Allora perché sembra tanto sbagliato amare te?" .."Perché lo è"...Solo perché sei mio fratello? L'amore non dovrebbe essere incondizionato, posto fuori da ogni controllo della società ? Dov'è scritto, e chi l'ha detto, che due fratelli come noi non possono amarsi? In fondo non facciamo male a nessuno"..."Lo hanno scritto duemila anni di storia e l'ostracismo di praticamente tutti i viventi. Bè, quasi a nessuno" avevi concluso...Lei aveva sospirato "Hai ragione , ma a me non importerebbe niente se tutto il mondo fosse contro di noi, o se il pregiudizio della gente ci emarginasse. Mi basteresti tu, per essere felice"" ... Particolare

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    Monia

    24/01/2014 10.29.59

    avrei dato zero come voto...neanche l'ho finito!!!noioso....

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    Mimi

    02/01/2014 19.24.09

    Uno stile lezioso ostentatamente cesellato accompagna una trama inverosimile e pressappochista. Questo libro estemporaneo si può riassumere con due proverbi: "tutto fumo e niente arrosto" e "il troppo storpia". Del tutto sconsigliato.

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    AS

    26/12/2013 15.44.38

    Le affinità alchemiche è la parodia di un libro: lo stile è osceno, la storia non ha senso; c'è chi ha osato paragonarlo a Romeo e Giuletta o indicarlo come un esempio di letteratura postmoderna facendolo ancor più sprofondare nel ridicolo. Oltre alle brutture formali questo libro presenta anche un vizio sostanziale in quanto rasenta il plagio di un vecchio componimento di Guido Da Verona (Colei che non si deve amare). Il mercato della carta stampata è da anni notoriamente in crisi (date le nuove tecnologie di fruizione), ma certo è che se le case editrici pubblicano certo letame, contribuiranno pur non volendo ad affossare ulteriormente questo settore. Pessimo.

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    Debora G.

    29/10/2013 13.06.03

    Una grande agenzia letteraria, non so quanti editor, la casa editrice più importante in Italia... e il risultato è a dir poco imbarazzante. Leggete Romeo e Giulietta, non questa "imitazione": parere personale...

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    Giovanna

    23/10/2013 10.49.16

    Due gemelli separati da anni si incontrano di nuovo. Fanno sesso. Fanno sesso ancora. Fanno sesso ancora e ancora. Fino a pagina 320 del libro. Poi si ammazzano perché lei resta incinta. Che dire? Banale, con un linguaggio alla disperata ricerca dell'emulazione di Shakespeare. Ma che te lo dico a fare...

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    Tina

    10/10/2013 20.47.54

    Romanzo assolutamente da non leggere... La storia è pubblicizzata come un nuovo Giulietta e Romeo mentre racconta un incesto, senza approfondirne minimamente le dinamiche psicologiche e farne trapelare un qualsiasi giudizio. Il linguaggio vorrebbe essere ricercato ma é solo lezioso, i personaggi sono completamente privi di uno spessore psicologico.

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    vulpix

    07/08/2013 23.38.58

    Brutto libro, noioso, mal scritto, troppo lungo e insulso. Periodi interminabili e frasi ridondanti, trama inverosimile. Una gran perdita di tempo.

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    CLAUDIA

    29/05/2013 11.37.12

    Di una noia mortale..una storia d'amore assolutamente banale, non fosse per il fatto che i due personaggi son fratelli..cosa che rende il tutto ancora piu' assurdo..sinceramente ho difficolta' a ricordare come ero a 18 anni..ma spero di non essere stata cosi terraterra!

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    Alekkk43

    26/05/2013 19.37.26

    A parte la stranezza della storia nel separare due gemelli alla nascita e non farli mai più incontrare, l'ho trovato piuttosto noioso e ripetitivo. Mi aspettavo di più.

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    Anna

    05/05/2013 12.00.51

    Il problema -grosso- di questo libro non è la verosimiglianza della storia, ovvero se sia possibile che due gemelli, l'uno vivente a Verona e l'altra a Genova non si siano mai visti per 18 anni. Se la verosimiglianza delle storie narrate in letteratura fosse messa in discussione, non avremmo storie meravigliose e classiche come Peter Pan, Alice in Wonderland e le favole dei fratelli Grimm, per citarne alcune. No, il problema di questo libro è la pretenziosità della scrittrice, che alla sua opera prima, non paga di aver scelto un tema di per sè scottante e difficile da gestire, infarcisce la narrazione di arzigogoli e frasi fintamente colte rielaborate malamente da libri di alta letteratura , che nulla hanno a che spartire con il tema della storia e la sua contemporaneità. Il tutto perde quindi spontaneità, emozione, anima. Non basta un linguaggio artificioso e ostentato a fare di un libro un'opera letteraria da ricordare per sempre. Non consigliato.

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    Federica

    17/04/2013 22.58.32

    Premetto che ho letto un sacco di libri di filone adolescenziale e pur amando la buona letteratura non disdegno neanche Twilight ma questo è proprio un libro scritto male, infarcito di pseudo citazioni dotte dalla giovane scrittrice. Una storia che non regge neanche se ti sforzi a cercare una trama che è ridotta al niente, il livello di dramma praticamente assente. Veramente da tempo non leggevo nulla di così insignificante. Unica consolazione averlo scaricato quando era offerto gratis, averci anche speso dei soldi sarebbe stato veramente troppo! Consiglio, se proprio vi interessa il tema del dramma dell'incesto, I figli di Hurin di Tolkien. Altro livello. Di storie d'amore drammatiche migliori poi non serve consigliarne: ce ne sono a centinaia...

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    Eli

    17/04/2013 10.30.56

    Tema già trattato da molti (Come l'acqua che scorre della Yourcenar, Il giardino di cemento di McEwan, Proibito della Suzuma solo per citarne alcuni) e rispetto ai precedenti, ciò che di nuovo apporta questo libro sono essenzialmente delle inverosimiglianze... Gemelli divisi alla nascita?? Genitori che dopo una lontananza di 18 anni tornano a convivere dall'oggi al domani così come se niente fosse?? Una figlia adolescente, scontrosa e ribelle, che asseconda senza battere ciglio il trasferimento e lo sconvolgimento di vita impostole? Un figlio per cui la madre in teoria dovrebbe essere una mera estranea che non conosce imbarazzo o ritrosia nei suoi confronti sin dal primo giorno?? Inutile nascondere le perplessità... Eppure i sentimenti di Giovanni nei confronti di Selvaggia sono descritti in modo così schietto e graffiante che coinvolgono ed emozionano. Di contro lo stile è forse un po' troppo ridondante e l'autrice si compiace di sè infarcendo le pagine di orpelli che, a mio modesto parere, non esaltano ma, anzi, appesantiscono la narrazione. Non sarà un libro memorabile ma sono felice di aver conosciuto Giovanni e Selvaggia.

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    ZioGian

    11/04/2013 11.25.56

    Devo confessare che per me non è stato facile leggere questo romanzo, avendo anch'io due figli gemelli maschio e femmina. Trovo impossibile che due gemelli vengano separati dalla nascita, poichè una madre non potrebbe mai farlo. Non mi è piaciuto come è stato scritto, l'ho trovato troppo ricercato nelle parole quasi in disuso, cosa che per una ragazza di 20anni mi pare strano. Mi hanno coinvolto solo le ultime 10 pag. Mi aspettavo di più sinceramente.

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    FEDERICA

    03/04/2013 16.54.30

    Una sorta di Romeo e Giulietta all'enensima potenza. Tutto estremizzato, troppo estremizzato. La storia di due gemelli divisi alla nascita...perchè i genitori si separano e vanno a vivere in 2 città diverse....che per 18 anni non si sono mai praticamente visti. Un amore, una passione che scoppia violentemente, portando a conseguenze disastrose. Per non parlare del linguaggio adolescenziale con cui è impermeato questo libro...i parents ( tanto per citarne una!), e di un linguaggio ridondante ( che lui fuma le Camel leggere è scritto ogni 4 pg!). Non mi è proprio piaciuto, ho faticato anche a finirlo. Non lo consiglierei.

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    Chiara Malerba

    02/04/2013 13.13.46

    Sintassi fluide e lineari al servizio d'un vocabolario limitato, coi periodi complessi evitati come la Maschera della Morte Rossa e una lingua ridotta a mero veicolo della narrazione, mentre i fattori che non riguardano direttamente il succedersi delle azioni e l'intrecciarsi delle vicende - digressioni, introspezioni psicologiche, decorazioni intrecciate a soluzioni tecniche ed esiti formali, descrizioni realmente ben fatte e degne di questo nome - vengono posti in secondo piano o totalmente ignorati poiché appesantirebbero l'opera (sic!), rendendola indigesta ai lettori eterodiretti? Se avete in mente scritture del genere, per fare la vostra diagnosi non occorre un luminare: è probabile che siate un lettore di bocca buona. Nulla di terrorizzante, comunque. Pensate alla salute dei capelli e seguite il mio consiglio: scordatevi delle "Affinità alchemiche". Diversamente, ecco una storia di passioni proibite e indomabili che, sono certa, vi terrà compagnia nel tempo. Sapido, urticante, postmoderno come nessuno; abitato da una scrittura capace di combinare "romanticismo ironico" e "narrazione realistica letterale", questo eccezionale romanzo cattura i propri personaggi (e le rivalità in cui senza saperlo sono disperatamente immersi - sia i due genitori ex-separati, sia la coppia "nuova" e subito "tragica" costituita dai figli Johnny e Selvaggia), in modo di gran lunga più efficace di quanto uno stile "letterale in senso stretto", o per converso uno "integralmente romantico", saprebbe mai. "Lo incontrai per la prima volta, questo romanzo, in un premio letterario di cui ero in giuria", ha scritto in proposito il grande critico Angelo Guglielmi. "Scopro che l'autrice ha solo diciannove anni, e non posso non rimanere ammirato; non tanto per la sgradevolezza del tema trattato (e il coraggio di affrontarlo), ma per la sua (di un'autrice ancora quasi adolescente) capacità di raccontare una storia così ardua [...] senza comprometterne la credibilità".

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    chiara c.

    13/03/2013 10.20.13

    Su "Libero" del 15 gennaio 2013, il recensore Paolo Bianchi - che ovviamente non conosco - solleva un'obiezione a proposito della "verosimiglianza" in "Le affinità alchemiche: "Cominciamo a mettere un piede sul terreno della verosimiglianza", scrive infatti. "Ma vi sembra mai possibile che due sposi separati si dividano un gemello a testa e non li facciano praticamente mai incontrare per diciassette anni, pur risiedendo in due grandi città del Norditalia facilmente collegate tra loro? E che poi, riunita la famiglia sotto lo stesso tetto, i due genitori, notaio e poliziotta in carriera, non si accorgano per almeno sei mesi che i loro rampolli in pieno uragano ormonale gli fornicano come allegri coniglietti praticamente sotto il naso?" Lì per lì non ho avuto nulla da eccepire, la critica mi appariva ben centrata. Ma quelche giorno dopo sono tornata a Shakespeare, al "Romeo e Giulietta", e mi sono chiesta: un uomo di chiesa a conoscenza dei rancori che dividono Montecchi e Capuleti, sposa in segreto due minorenni e si propone di rimediare al disastro incombente con un farmaco che procura la morte apparente ma poi va incontro a dei problemi realmente fatali con la "posta", diciamo così, e non riesce ad avverire Romeo dello stratagemma in corso? È verosimile? No. Neanche un po'. E infatti, il punto non è affatto questo. Insopportabili sdolcinerie e battute argute, sognanti tenerezze e risate giacintine scambiando baci in un volo d'uccelletti rapidissimi nel giardino del padre: oh, persino le bizzarrie (e le incongruenze, persino!) non devono disorientarci - nelle "Affinità" - sapendo benissimo che il primo a predisporne ovunque era proprio Shakespeare! Così, se guardiamo un po' sul serio alla strordinaria cover-elisabettianizzante realizzata dalla giovane Gaia Coltorti, possiamo solo salutare ammirati l'ingresso di una nuova stella nel panorama troppo spesso qualsiasi e linguisticamente esangue della nuova narrativa italiana.

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