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L' agente del caos - Giancarlo De Cataldo - copertina

L' agente del caos

Giancarlo De Cataldo

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 3 aprile 2018
Pagine: 320 p., Brossura
  • EAN: 9788806237639
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L' agente del caos

Giancarlo De Cataldo

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L'agente del caos è un libro dove realtà e finzione si intrecciano senza sosta, dando per la prima volta voce, senza alcun moralismo e senza ipocrisia, all'autocoscienza segreta e dionisiaca di un'intera generazione.

"– Il suo racconto è privo. – Ne ho sentite anche di peggio, mi creda. – Privo perché manca l'elemento essenziale, – riprese, imperterrito, Flint. – E quale sarebbe questo elemento essenziale? – lo interrogai, sarcastico. Cominciavo a perdere la pazienza. Flint assunse un'aria ispirata. – Il caos. Manca il caos. – Io mi sono attenuto alle fonti, – protestai. – Le fonti! Non deve credere a tutte le notizie che si spacciano ogni giorno. Meglio affidarsi a testimoni piú attendibili, quando si ha la fortuna di incontrarli. – Sta parlando di lei, per caso? – Sí. – E perché dovrei crederle? Flint allargò le braccia. – Io c'ero"

I ragazzi volevano cambiare il mondo. Jay Dark doveva distruggere i ragazzi. In ogni caso, il mondo non fu mai piú lo stesso. Dopo la pubblicazione di un breve romanzo ispirato alla vita di Jay Dark, agente provocatore americano la cui missione era inondare di droga i movimenti rivoluzionari degli anni Sessanta-Settanta allo scopo di annullarne lo slancio, uno scrittore romano viene contattato da un avvocato californiano, un certo Flint, che ha letto il libro ed è perplesso. La vera storia di Jay Dark è molto diversa, lui può raccontarla: lui c'era. Come in un classico di Conrad, la narrazione di Flint spalanca all'improvviso uno scenario internazionale stupefacente. Un'autentica camera delle meraviglie che attraversa trent'anni della storia occidentale, tra servizi deviati, ex nazisti, trafficanti, terroristi, poliziotti onesti e poliziotti corrotti, sesso, ideali e concerti rock. Originalissimo, avvincente, ricco di personaggi sopra le righe, L'agente del caos è un libro dove realtà e finzione si intrecciano senza sosta, dando per la prima volta voce, senza alcun moralismo e senza ipocrisia, all'autocoscienza segreta e dionisiaca di un'intera generazione.
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    Rigus68

    23/02/2019 18:38:07

    In questo romanzo De Cataldo inventa un progetto segreto CIA in voga negli anni ’60 (iniziato nei ’50) per fabbricare quantità enormi di droga (poi LSD) da distribuire tra i movimenti rivoluzionari giovanili per indurli a eccessi tali (compresi crimini e uccisioni) da costringere le autorità a intervenire con dure repressioni. Che il progetto (segreto e illegale) MK-Ultra sia esistito oggi sembra assodato, ma era di dimensioni ridotte e riguardava istituzioni, tra cui college e università, ospedali e alcune prigioni, e un manipolo di ricercatori privati. Inoltre LSD fu dichiarata droga illegale nel 1966 per atto del Congresso USA; non avrebbe potuto avere l’enorme diffusione qui narrata. La storia di Mr. Flint (pietra focaia!) e della sua creatura smontata e ricostruita, Jay Dark (una sorta di Superman da fumetti della Marvel, marionetta senza anima), è bislacca e mal-congegnata. Il fatto che personaggi reali e famosi (J. Rubin, T. Leary, A. Hoffman, A. Ginsberg, cantautori e tanti altri) siano mescolati con figure inventate complica la trama e le nega credibilità. Gli eventi pre- durante- e post-sessantotto sono stati descritti in modo superbo e con una straordinaria profondità storica da Mark Kurlansky “1968, The Year that Rocked the World” (Vintage, London, 2005). Ecco una recensione: “Kurlansky has written his magnum opus – a cultural and political history of that world-changing year of social upheaval”. De Cataldo non deve averlo letto; altrimenti si sarebbe ben guardato dal cucinare questo brodetto insipido e sgangherato. A proposito di droghe: nel 1968 Carlos Castaneda pubblicava un classico “The Teachings of Don Juan: a Yaqui Way of Knowledge” (University of California Press) che il N. Y. Times recensì così: “an extraordinary spiritual and psychological document … destined for fame”. Divenne famoso, un libro di culto. Quando si mettono le mani sul sessantotto, su cui esiste una vasta letteratura, bisogna documentarsi in profondità, non scrivere barzellette.

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    Renobb

    16/09/2018 08:36:37

    Libro diverso dagli altri a cui De Cataldo ci ha abituati, ma non per questo meno interessante... Non si legge tutto d'un fiato ma dà tempo per riflessioni e accostamenti

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    Simona

    16/08/2018 10:58:55

    Di quest'autore avevo visto solo le serie tv, è il primo libro che leggo quindi non ho termini di paragone. Lettura estiva scorrevole e non impegnativa, non ho trovato grande profondità, argomento principale: destabilizzare la ribellione giovanile attraverso la diffusione della droga nei vari stati occidentali è un po' vecchio e comunque trattato in maniera superficiale. Con qualche analisi più documentata e un contesto piu' circoscritto poteva essere un'idea di romanzo storico contemporaneo

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    Talisie

    13/08/2018 11:12:34

    Alla fine del libro si ha la sensazione che ci sia un po' troppo e anche un po' troppo confuso. I personaggi sono tratteggiati in maniera talora frettolosa e stereotipata: incontriamo così lo scienziato tedesco fuggito negli USA dopo la II guerra mondiale, pronto a seminare il caos nel mondo, tenerissimo con la sua capretta che però mangerà ormai vecchia (non si è stati nazisti invano), gli amici di Jay praticamente fotocopie superficiali l'uno dell'altro, poi traditi da lui senza un filo di esitazione, e c'è persino il banchiere svizzero, gelido affarista secondo i più sfruttati canoni letterari e cinematografici (ma chi mai l'avrebbe delineato come un simpatico pacioccone incline allo scherzo grassoccio? ). Al centro di tutto c'è Jay, il protagonista, avventuriero del XX secolo le cui peripezie vengono narrate con ritmo, in maniera accattivante cosicché alla conclusione scopriamo di aver parteggiato per lui, individuo a dir poco nefando. Insomma, la storia non è un granché, ma De Cataldo è pur sempre un ottimo scrittore e le sue pagine scorrono grazie a un mestiere consumato che spinge comunque il lettore a desiderare di sapere come andrà a finire.

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    STEFANO

    11/08/2018 09:37:44

    LIBRO AVVINCENTE FRA STORIA, REALTÀ E FINZIONE. MI HA RICORDATO PER UN CERTO PUNTO LA TRAMA DI RAPPORTO CONFIDENZIALE DI ORSON WELLES. La frase TORNERAI AD ESSERE QUELLO CHE SEI SEMPRE STATO E SARAI:UN AGENTE DEL CAOS è la linea conduttrice della vicenda. Sempre grande De Cataldo nel descrivere i conflitti interiori e l'io profondo dentro ciascun individuo.

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    chicca

    20/07/2018 10:23:03

    Quando metti troppa carne al fuoco ne mangi un po' cruda e un po' bruciata. E' quel che succede in questo romanzo; caos è la parola che più lo rappresenta. Do due stelle per stima verso l'autore che ha scritto dei veri capolavori (non questo).

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    Giorgio Ballario

    12/06/2018 15:17:08

    Un periodo storico ancora vicino e confuso, un personaggio misterioso e luciferino, una trama che intreccia politica, costume e atmosfere thriller. Sulla carta il nuovo romanzo di De Cataldo aveva tutte le carte in regola per diventare un noir con i fiocchi, ma purtroppo bastano pochi capitoli per capire che il progetto è fallito e che i bei tempi di “Romanzo criminale” sono lontani. Raccontare la storia (vera) dell’agente americano al servizio della Cia (ma anche di se stesso), che fra il ’68 e i primi Anni Settanta diffonde la cultura dello sballo e nuove droghe sintetiche per indebolire i movimenti politici anti-sistema, era un’idea geniale. Ma l’autore si perde ben presto nel déja vu (l’espediente dello scrittore italiano contattato da un vecchio avvocato americano, che conobbe l’agente Jay Dark) e in una ricostruzione molto interessante ma priva di pathos e di “mordente” narrativo. L’intero romanzo è centrato sull’esperienza americana e inglese dell’agente Cia e dell’operazione Blue Moon, mentre è quasi completamente trascurata tutta la parte italiana della vicenda, che sarebbe stata molto più coinvolgente: per chi non lo sapesse, il vero agente Ronald Stark venne arrestato a Bologna nel 1975, in carcere entrò in contatto con esponenti delle Brigate rosse e venne poi rilasciato senza processo proprio per la sua appartenenza ai servizi segreti Usa. Personaggi troppo piatti, poca psicologia, scarsi colpi di scena. Più che un romanzo thriller mozzafiato, il volume sembra un lungo reportage giornalistico sugli anni della controcultura americana. De Cataldo scrive sempre bene e il “mestiere” ogni tanto si fa largo, ma “L’agente del caos” appare più che altro come un’occasione perduta.

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    Luca

    10/06/2018 14:35:40

    Non concordo con le molte recensioni negative. Se da una parte il romanzo non è il classico thriller, e si capisce ben prima di arrivare alla fine chi sia in realtà l'avvocato Flint, dall'altra è interessante e ricco di rivelazioni che prendono spunto da fatti realmente accaduti e persone realmente esistite.

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    Charlie

    28/05/2018 15:03:06

    Per larghi tratti del libro pensavo a quando avrei dato il rating "Pessimo". Poi, un po' per non tradire De Cataldo che ha scritto due dei libri che sono nella mia top ten (Romanzo Criminale e Suburra), un po' perché, tutto sommato, la storia è abbastanza intrigante, passo a "Scarso". Ma di più è proprio impossibile anche per l'ambientazione negli anni '60 tra tossici, droghe psichedeliche e hippies che per me sono come fumo negli occhi. Forse De Cataldo rimpiange di non aver vissuto appieno quegli anni.

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    Fabio

    28/05/2018 09:11:11

    L'idea di base renderà felici tutti i complottisti contemporanei,visto che si parla della destabilizzazione dei giovani americani prima e di quelli europei dopo operata dalla CIA negli anni 60,con la diffusione di LSD e eroina e infiltrazione dei propri agenti nelle università e nei gruppi di giovani ribelli ,con l'unico scopo di impedire la crescita del comunismo e creare il caos che permette di controllare e indirizzare le masse giovanili ,per l'interesse degli USA,il tutto raccontato da uno di questi agenti,forse il più abile ed efficace. L'idea sarebbe buona,ma lo svolgimento convince a metà e in molti passaggi c'è troppo autocompiacimento narrativo e diverse forzature sono poco credibili. Si salva perché nel complesso è ben scritto e si lascia leggere,strappando qualche riflessione.

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    Massimo Mazza

    27/05/2018 08:08:39

    Mai letto nulla di De Cataldo, ma mi son preso la briga di leggere questo libro stimolato dalla presentazione su Tuttolibri, inserto settimanale de La Stampa. Mi aspettavo qualcosa di piu' sulla Roma del '68 e non solo il racconto di qualche cena tra il nostro e Flint-Jay Dark ai giorni nostri. La lettura peraltro e' spedita e ben riuscito il personaggio dell'ascetico ex (?) nazista professor Kirch. L'ambiguita' del protagonista e le allucinazioni dell' LSD, ottimi spunti per un film di Spielberg, fanno il resto in una trama tutto sommato piatta. Peccato.

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    Robroy

    05/05/2018 10:39:18

    Questa volta De Cataldo ha veramente toppato. Insulso, privo di contenuti credibili. Abbandonato a metà per disperazione.

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    Lomax

    01/05/2018 07:23:08

    Pessimo! Vuoto nei contenuti ma ricco di stereotipi (nei personaggi e nello sviluppo narrativo). Non bastano alcune dotte citazioni per colmare le lacune narrative di questo libro. Peccato, perchè -al di là delle premesse (secondo me) largamente disattese- da uno scrittore di razza come De Cataldo è doveroso aspettarsi di più.

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    Matteo

    27/04/2018 12:56:05

    Non sembra lo stesso scrittore di Suburra e Romanzo Criminale, anche se questa è una bella storia (purtroppo mal sviluppata) che potrebbe far nascere un gran bel libro.. De Cataldo ci vediamo alla prossima. Non male ma si può fare nettamente di meglio.

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    Delusione

    24/04/2018 14:43:20

    Mi aspettavo molto di più, ma alla fine non è un thriller, non è un saggio, non è un noir, non è nulla di preciso. Peccato perchè l'idea poteva essere interessante.

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    Giovanni

    13/04/2018 15:49:51

    Certo dopo Romanzo Criminale e Suburra, e difficile ripetersi.... alla prossima

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    angelo

    13/04/2018 13:03:34

    Ingredienti: uno spacciatore-agente segreto col dono delle lingue, una personalità ambigua immune alle droghe, una vita senza radici tra USA ed Europa, una fine misteriosa ricostruita dal dialogo tra uno scrittore ed un avvocato. Consigliato: a chi ha attraversato gli anni ’60 tra contestazioni giovanili, pop-art e raduni hippie, a chi vive sospeso tra caos ed ordine.

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    Sergio

    06/04/2018 10:36:57

    Ero così contento... un nuovo romanzo di De Cataldo! Ma purtroppo è una piccola delusione. Gli autori italiani non dovrebbero cercare di fare gli americani, perché finiscono come nel film di Sordi. De Cataldo ha scritto libri importanti su ciò che conosce bene e nel mondo in cui lo conosce. Leggete Romanzo criminale, o Suburra, o il racconto di Cocaina e avrete il De Cataldo migliore, che ci auguriamo torni nuovamente alla luce.

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  • Giancarlo De Cataldo Cover

    Vive a Roma dove è stato giudice presso la Corte d'Assise. Ha scritto molti romanzi (il più noto è di certo Romanzo criminale, edito nel 2002 per Einaudi e vincitore l'anno successivo del Premio Scerbanenco: da questo libro Michele Placido ha tratto un celebre film, seguito poi da una serie tv), sceneggiature per cinema e televisione e testi teatrali. Collabora a quotidiani e a riviste come, tra le altre, «la Repubblica», «Il Messaggero», «L'Unità» e «Corriere della Sera Magazine». Nel 2006 cura per la Rai il progetto "Crimini", una serie tv scritta da grandi autori italiani. Quattro anni dopo va in onda una seconda serie e il primo episodio è "La doppia vita di Natalia Blum" di Gianrico Carofiglio, girato a... Approfondisci
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