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L' Agnese va a morire

Renata Viganò

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806222178

11° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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    Elisabetta

    01/08/2015 14.50.42

    Ho adorato questo libro sulla Resistenza dalla prima all'ultima pagina. Il linguaggio pulito e sobrio della Viganò rende la lettura di questo meraviglioso documento storico incredibilmente fluida e incisiva. Gli aspetti fondamentali di quel terribile periodo storico ci sono tutti; la spietatezza senza logica dei tedeschi, il disgustoso servilismo di alcuni nei confronti degli oppressori, il desiderio di riscatto di persone profondamente buone e oneste come Agnese che, dopo aver perso tutto, vivono in continuo pericolo di vita per portare avanti i propri ideali di libertà e giustizia. Agnese è appunto un personaggio meraviglioso, a tratti commovente per la sua semplicità d'animo, il suo altruismo, la sua forza di volontà. E' talmente reale che mi sembra ancora di vederla arrancare sotto il corpo ingombrante mentre fa da staffetta per i partigiani vivendo alla giornata, incurante dei pericoli cui va incontro giorno dopo giorno, incurante della morte che non mancherà di sorprenderla quando ormai si sentiva al sicuro. Bellissimo libro. Assolutamente consigliato!

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    Rory

    31/07/2015 15.21.04

    Bellissimo. Imperdibile. Come ho potuto farmelo sfuggire finora? Una magnifica testimonianza sulla Resiatenza e un magnifico romanzo.

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    gianni

    16/03/2015 19.17.24

    Testo quasi verista, scarno e duro sulla Resistenza come guerra di popolo, ma non di tutto: la zona grigia, come avrebbe detto Primo Levi, vi compare in più di un passo. Il tedesco disumano, il fascista complice e servilmente prono allo strapotere dell'occupante, la Resistenza come dovere morale ed esperienza totale, il disprezzo per la guerra nella necessità, tuttavia, di combattere dalla parte del giusto e del bene. Libro che opprime, utilmente, il lettore di paura, di attesa, di rischio: un'opera necessaria in quest'epoca di dimenticanze, di edulcorazioni, di revisionismi da quattro soldi, di esorcismi ridicoli e abominevoli di fantasmi di un passato che si ostina a non tramontare in un unanime giudizio di biasimo e di consapevolezza storica e civile.

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    by Ax

    27/08/2014 15.10.17

    Agnese, simbolo di risveglio e di riscatto del popolo italiano, finalmente alza la testa contro l'Italia che fu fascista e asservita al nazismo.

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    morena

    05/06/2014 07.51.08

    Un gran bel libro. Mentre lo si legge si vive accanto ai personaggi, si respirano le emozioni, le paure, le gioie e i dolori, si combatte con loro e si trema davanti al nemico. E l'Agnese, pur con la paura di sbagliare, è sempre presente e rivela una forza, un coraggio ed una gran determinazione. Consigliatissimo!

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    Federico

    28/12/2013 21.34.43

    Il più bel libro sulla Resistenza che abbia mai letto. Poca letteratura, molto impressionismo. Si questo è il termine esatto che mi ha suggerito questa lettura, aderente alla realtà, sia nella quotidianità sia negli eventi tragici e forti. Eventi che conducono casualmente ma inesorabilmente la Agnese, contadina che nulla sa di politica, ad imbracciare il fucile fino al destino che l'attende sin dal titolo del libro. Le valli del comacchio, i paesaggi sono sempre presenti ma senza una parola in eccesso. Un reportage esemplare e coinvolgente. Questo genere di letteratura ti lascia col fiato sospeso ma nelle scuole della nostra repubblica sembra non avere posto. Forse che i programmi necessitino di essere spolverati un pochino?

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    Laura

    08/09/2010 18.39.56

    Mentre le parole di questo libro scorrevano sotto i miei occhi, ho provato delle emozioni in crescendo. Mentre leggevo, avevo come l'impressione di essere in mezzo al Comandante, a Clinto, a Tom, a "La Disperata", all'Agnese che si occupa dei ragazzi come una mamma. Mi sentivo una presenza tra loro, sempre all'erta durante gli agguati, rilassata quando i ragazzi cantavano perché al sicuro... insomma mi ha regalato davvero tante emozioni e sono sicura che questo libro possa far capire a chi non la conosce, cosa è stata la Resistenza e come siamo riusciti a conquistare un briciolo di libertà anche grazie ai partigiani.

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    Luciano Stolfi

    15/02/2010 19.06.24

    Mentre "Uomini e no" di Vittorini è la storia della Resistenza vissuta all'interno della città di Milano, "Una questione privata" di Fenoglio è la storia di un sentimento privato che si innesta sul tronco della Storia, "La casa in collina" di Pavese è la storia di un intellettuale solitario, "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino è la storia della Resistenza vista con gli occhi di un bambino, "L'Agnese va a morire" di Renata Viganò è la storia della lotta partigiana vista attraverso gli occhi di una donna, Agnese appunto. Non esistono altri romanzi simili sulla lotta partigiana, altri romanzi resistenziali visti e vissuti al femminile. Agnese è una donna semplice, che decide si buttarsi nella mischia dopo la morte di suo marito Palita. Tutto il romanzo è avvolgente e toccante, con momenti di alta commozione e poesia, specialmente lì dove ci fa toccare con mano la gratuità della violenza perpetrata dai tedeschi e dai fascisti sugli inermi e sui deboli.

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    marcello

    14/01/2009 19.18.59

    il mio libro preferito...da far leggere alle scuole dell'obbligo

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    Luca

    27/12/2007 20.38.41

    Diretto, impulsivo ed estremamente commovente... chi lo legge e completamente immerso in una vicenda che non lascia nemmeno il tempo di riflettere o interpretare i fatti che vede coinvolta Agnese e i suoi compagni... A chi ha letto qsto libro consiglio anche: "Il sentiero dei nidi di ragno" di Italo Calvino.

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    matteo

    23/06/2006 20.39.10

    un titolo che porta in un mondo spicciolo. Ma non per questo semplice. Così come l'Agnese. L'anima del romanzo e di chi agisce senza una vera idiologia (la sola forza che legava l'Agnese ai prtigiani era la morte di Palita e del gatto per mano dei nazisti).

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