Al di qua del bene e del male. Per una teoria dei valori

Roberta De Monticelli

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 3 novembre 2015
Pagine: XIV-258 p., Brossura
  • EAN: 9788806222734

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Descrizione

Qual è l'origine del male pubblico? l'appiattimento del valore sul fatto, della norma sulla normalità, del diritto sulla forza. La linea di cedimento è la nostra coscienza.

La nostra epoca ha profondamente bisogno di una rinnovata filosofia dei valori. Non di una retorica sui valori, che associa la nozione di valore a quelle di tradizione, passato, memoria, religione o ideologia. C'è bisogno di pensiero vivo che faccia luce su un dato essenziale della nostra esperienza: i valori, come li incontriamo, attraverso la gamma della nostra vita emotiva e affettiva nei beni e nei mali di cui son fatte le nostre giornate, con le nostre decisioni, i comportamenti privati e pubblici. La filosofia, nata con Socrate per tradurre questa esperienza viva in conosenza vera, ha dato le dimissioni da questo suo compito. Eppure la sua anima migliore si era trasferita nel corpo di documenti e istituzioni che hanno cambiato la storia del mondo: dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo fino al sogno ragionevole di un'Europa unita in pace, libertà e giustizia. Ma dove lo spirito le abbandona, le istituzioni umane vanno in rovina. Questo libro interroga tutti noi, educatori e ricercatori, sulle cause di questo male dilagante. E conduce i llettore sulle tracce di una nuova cognizione del valore.

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    Cinzia Cavallo

    31/03/2017 12:48:49

    Il degrado etico pervadente e diffuso nell’attuale società ha indotto la filosofa De Monticelli ad argomentare sull’origine del male pubblico, da sempre enigma per la filosofia. Già nel titolo del saggio, riproposizione all’incontrario di quello di una famosa opera di Nietzsche, avvalora l’idea che lo scetticismo logico del filosofo tedesco abbia contribuito ad avviare quella mutazione della coscienza ora chiaramente riconoscibile nell’indifferenza generale verso tutto ciò che contravvenga all’etica. R. De Monticelli spiega come questa forma collettiva di male prenda possesso delle menti e sia individuabile non in chi la viva, ma nella cerchia di chi gli sia prossimo. Così in un mondo capovolto in cui l’illegalità sia accettata come “normale”, l’ostracismo e lo spietato giudizio colpiscono sempre solo chi denuncia le devianze. Se nel privato fa saltare amicizie ed affetti, nel pubblico arriva a minacciare le democrazie. E proprio nelle democrazie la distribuzione del potere non avviene sulla base di un consenso esplicito, ma per una forma opaca di accettazione che fa transitare le menti dall’incertezza della possibilità alla certezza di una realtà “vincente”. H. Arendt aveva descritto la banalità del male “nell’incredibile solubilità della coscienza personale sotto la forza della pressione sociale”. Gli individui spariscono nel collettivo e accettano di sacrificare libertà e responsabilità per una chimera di sicurezza e protezione. Contro l’erosione progressiva d’idealità e di quei valori in cui essa si realizza R. De Monticelli propone qui un percorso filosofico complesso volto a rivivificare nella coscienza degli individui i valori su cui si fonda un’etica pubblica. Compito cruciale del pensiero politico “ identificare quali valori in quale ordine di priorità costituiscano la trama ideale dell’impegno”. Un dotto invito ai cittadini affinché riscoprano i valori che garantiscono una società di beni.

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Prologo
I. Unde malum? Fenomenologia del male pubblico
II. Dov'è Socrate?
III. L'incarnazione normativa della ragione pratica
IV. La verità sospesa o l'ultima difesa?
V. Valore. Prolegomeni a un'assiologia fenomenologica
Riferimenti bibliografici