Al mare con la ragazza

Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 maggio 2017
Pagine: 146 p., Brossura
  • EAN: 9788811673262
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    n.d.

    14/10/2017 15:11:24

    Very nice

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    FEDERICO

    30/01/2016 10:58:16

    Scerbanenco non è Simenon,non è Fruttero e Lucentini,non è Spillane,Scerbanenco è il volto crudo e vero dell'Italia metropolitana degli anni 60,è la lirica delle anime perdute e disgraziate,è la poesia di questi due poveri adolescenti disgraziati che vedono nel crimine l'unica uscita dal tunnel della disperazione.Scerbanenco è la desolazione dell'hinterland milanese,è la rivincita degli umiliati e offesi,è il delitto e castigo senza redenzione.Leggete anche questa toccante e disperata storia di poveri innamorati,senza compiacimento e senza retorica.

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    frame

    25/07/2015 11:55:58

    Una narrazione a tratti ingenua, imperfetta, ma sempre coinvolgente e generosa secondo lo stile del miglior Scerbanenco. La trama è semplice, i personaggi ben caratterizzati e la vicenda da incubo, si dipana in una atmosfera dal clima surreale. Non solo Milano in questa romanzo che vale assolutamente la pena di essere letto.

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    patrizia b.

    24/07/2015 15:53:24

    E' il primo libro di Scerbanenco che leggo e mi ha piacevolmente sorpresa, dopo che sono riuscita a superare quell'inizio quasi impossibile dei due ragazzini persi su altri pianeti. Dopo, la storia si dipana logicamente, con un finale altrettanto logico ed anche consolatorio, di pace.

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    Donatella

    29/07/2013 14:51:13

    La mirabile scrittura non riesce a sopperire alla banalità del contenuto

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    Truedefender

    03/01/2013 11:55:51

    Fantastico!!! Unico Scerbanenco!! Un bellissimo romanzo intriso di crudeltà e tanta tanta dolcezza. Solo i grandi riescono in questo. Da leggere assolutamente!

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    luca

    13/12/2010 22:24:58

    Un commovente gioiellino di scerbanenco. Consigliato per chi non lo conosce, e da non perdere per chi già lo ama come me...

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    matteo gaggi

    21/01/2009 19:11:21

    Sono un lettore appassionato di Scerbanenco ...in qualche modo riesce sempre a raggiungere altissimi livelli di intensità letteraria, anche quando il racconto in sé può apparire semplice. Devo confessare che "Al mare con la ragazza" è una delle opere che ha lasciato dentro di me un segno indelebile

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    Standbyme

    22/01/2006 17:23:47

    Nella periferia di Milano, tra gli anonimi e squallidi palazzoni che si ergono imponenti su polverosi spiazzi che si trasformano in stagni melmosi alle prime gocce di pioggia, crescono due piccoli amici, Dui e Ona, che scambiano questi pantani per il mare. Divenuti Dulio e Simona, poco più che adolescenti, decidono di realizzare il loro sogno e di andare a vedere il mare, quello vero, ma per poterlo fare commettono un piccolo furto che si trasforma repentinamente in tragedia. Nell’altra Milano, una piccola cerchia di amici, liberi professionisti e manager di successo, si ritrova in un ristorante del centro per una cena prima di partire per le località più esclusive per le vacanze d’agosto. Le circostanze porteranno a far incontrare questi due mondi contrapposti e il secondo, nelle persone di Edoarda e di Ernesto, dimostrerà una sensibilità d’animo encomiabile nell’aiutare, non senza rischio, Dulio. in una non scontata riabilitazione Non c’è, in questo splendido racconto, contrapposizione tra il Male e il Bene ma un’accurata analisi dei sentimenti dei personaggi così diversi con le loro debolezze e qualità che in un certo senso li accomuna. Il divario tra la felicità e l’infelicità è breve ma a volte, con un semplice gesto disinteressato, si riesce ad sopprimere le proprie insoddisfazioni e a donare uno spiraglio di fiducia al tuo prossimo riuscendo a farlo guardare al futuro con ottimismo e speranza.

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Arrivarono, col fango fino alle ginocchia, alla grandiosa pozzanghera lasciata dalla pioggia che durante la notte aveva allagato il melmoso e sconfinato spiazzo cosparso di grattacieli, lontani uno dall'altro, quasi nemici, già logori anche se nuovi, senza vere strade che li unissero, collegati alla città da carraie e sentieri che facevano bestemmiare i guidatori di tassì o di autoambulanze quando vi erano chiamati da miserande mantenute che andavano al cinema in città, o da disfatte massaie cui crollava d'improvviso il cuore o si sfasciavano le reni, o che si scioglievano per misteriose inarrestabili infezioni e venivano portate all'ospedale dove i medici di turno s'interessavano appena di distinguere se erano ancora vive o già morte. Davanti a quella grandiosa pozzanghera, la più grande che mai avessero vista, Dui disse: «Il mare», accennando di sì con violenza, e fissandola, perché anche lei si convincesse che quello che era il mare. Ona accennò di sì anche lei, perché ora finalmente vedeva il mare, che non avevano mai visto, nessuno dei due, e non sapevano che azzurro e non scuro e poltiglioso come quella specie di acquitrino. «Quei due fessi credono che sia il mare», disse all'altro lato della pozzanghera un ragazzo con una maglia rotta sul petto, verdolina di sporcizia. Un gran buco quasi circolare mostrava la pelle. «Sono bambini piccoli», disse l'altro ragazzo che aveva già i calzoni lunghi. Stavano annegando un barattolo pieno di scarafaggi; ne raccoglievano due o tre al giorno nei loro grattacieli, uno lo immergevano in qualche pozza d'acqua. un altro lo mettevano sul fuoco e stavano a osservare la morte dei loro prigionieri; una volta avevano buttato una grossa scatola piena di scarafaggi sul letto del portinaio di uno dei grattacieli: erano dei grandi cacciatori. «Lascia stare», disse vedendo che il compagno voleva lanciare un sasso contro di loro, «Sono troppo piccoli.»