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Roland Barthes

Traduttore: D. Borca
Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Anno edizione: 2016
Pagine: 489 p. , Brossura
  • EAN: 9788842822554

(…) Album è un’articolata ?e vasta collezione di lettere e testi inediti arric?chita da un ricco apparato iconografico. La selezione di testi inediti e scritti è una perfetta sintesi di temi, interessi, direzioni di ricerca e piaceri intellettuali intrapresi da Barthes: la retorica, la canzone popolare francese, l’analisi della frase in Bouvard e Pécuchet di Flaubert o ancora la “mitologia” del francobollo. A costituire però la parte più consistente del volume sono le lettere che coprono un arco temporale vastissimo, dal 1932 fino a quelle scritte qualche mese prima della sua morte e che nel loro insieme riescono a costruire quella che il curatore definisce una “cartografia dell’amicizia”.

Album riporta il lettore nello sconfinato ed eclettico universo barthesiano dove convivono gli interessi di una vita, le sfumature e le pieghe del suo pensiero e ancora quelle relazioni che hanno contribuito in qualche modo al suo percorso intellettuale (…). L’archivio proposto e suddiviso in sei sezioni è un tentativo di delineare non solo il percorso di una vita ma anche quello di una pratica, quella intellettuale, fatta di letture e scoperte, di scambi e condivisioni, di esitazioni e prese di posizione, di passioni intime e solitarie, di viaggi e interpretazioni del quotidiano.

Non siamo in presenza di una raccolta rivolta ad un pubblico di specialisti, ma a un testo che mostra da vicino quel Barthes sempre al lavoro, pur nella diversità dei luoghi e dei contesti in cui si trova (…). Album ha poi il privilegio di ritornare sul primo Barthes e le lettere scritte tra il 1932 e il 1946 si caratterizzano come un’appassionante educazione letteraria e intellettuale (…). Le riflessioni su Valéry, Racine, Proust sono una costante. Dalle prime lettere spedite da Bayonne, la città dell’infanzia “chiusa e romanzesca”, a quelle inviate dal sanatorio durante gli anni della malattia, si delineano gli autori e le amicizie che hanno contribuito alla formazione di Barthes. Le lettere che compongono la seconda parte ripercorrono le collaborazioni editoriali e il lavoro accademico, fatto spesso di entusiasmi ma anche di esitazioni e incertezze, ricostruiscono le vicende editoriali legate alla pubblicazione dei suoi primi libri, (…). Pur non essendo un carteggio veramente esaustivo e definitivo questo materiale selezionato e ordinato all’interno di un montaggio e di un’architettura discorsiva, va a comporre uno degli ultimi epistolari del secolo in grado di rievocare l’atmosfera francese di quegli anni e ribadire quella sensibilità di sguardo sempre in esercizio che ha caratterizzato il pensiero e la scrittura di Barthes.

Recensione di Marco Mondino

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    Cristiano Cant

    23/09/2016 07.54.36

    Definire Roland Barthes uno degli spiriti più genialmente raffinati del secolo scorso suona quasi declassante davanti alla mole e alla varietà dei suoi lavori: l'acutezza e l'originalità dei suoi scritti sono e rimarranno ancora sorprese aperte nel grande mondo delle vere lettere; i legami fra filosofia, teatro, fotografia, feticcio, moda, mito, l'intreccio fra queste voci nel solco delle sue imprese saggistiche, tutta una stesura d'insieme che abbraccerà la completa meraviglia del "frammento" alla sistematica dedizione su un tema. Qui dimorano le sue corrispondenze, stralci di scritti mai editati che toccano latitudini di ogni sorta, in un corredo di foto che, da solo, è un libro nel libro, un meta-testo nel ricchissimo marsupio materno. C'è tutto il Novecento francese e non solo. A George Perros: "Sono ore che guardo il mare, e in quest'umidità è terribile che io mi senta arido come pochissimi". Blanchot gli scrive a fine lettera:"L'altro giorno ti vidi sul lato opposto della strada,ci separavano un fiume di macchine,ma ti vidi,e mi bastò". La commossa gratitudine di George Perec, che vedeva in lui il suo maestro e la chiave e la traccia della sua opera, l'ammirazione di Foucault,che farà leggere i suoi lavori a Buffalo,dove insegnerà tre mesi all'Università,i timori per l'adorata madre e la sua salute,e ancora affetto giocato e versato in ogni rigo come una fraterna apertura che si sporge al fascino dell'incontro nel distante vicino che una lettera incarna.Un brusio di scintille in una prosa umile e densa di saggezza, di amicizia sentita, consigli ed ascolto. Consiglio la pagina intitolata "Il francobollo", esito a dir poco stupendo di una riflessione su questa meravigliosa tassa mobile che è un nuovo alfabeto miniato nel cielo delle arti moderne, il viaggio di una corrispondenza fra gli uomini che scopre una nuova enciclopedia nelle sue tratte più vaste. Lo definirei uno splendido libro d'arte, frammenti di una vita "amorosa" consegnati al dono della scrittura.

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