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Georges Radet

Traduttore: M. Mazziotti
Collana: Storia
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XIX-344 p. , Brossura
  • EAN: 9788817005388

Recensioni dei clienti

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    Cota Enrico

    05/01/2013 22.04.38

    Lettura scorrevole e piena di informazioni su mitologia e popoli toccati da Alessandro. Non vi sono spiegazioni su tattiche utilizzate e informazioni dettagliate a livello militare. La psicologia però è ben descritta, sia degli uomini che seguivano Alessandro che di Alessandro stesso. Ad un occhio attento questo libro ridimensiona il pensiero che si può avere su Alessandro quale eroe prediletto dagli Dei. Davvero ben fatto. Utile l'imparzialità dell'autore che si attiene ai fatti documentati e li mostra utilizzando anche i pensieri di popoli nei quali la spiritualità era al centro di ogni cosa.

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    Alessandro

    08/03/2007 23.56.37

    Bellissima lettura. Lo stile di Radet riempie di magia l'epopea del conquistatore macedone, mantenendo comunque un'accettabile obiettività. A mio avviso rende di più se letto assieme ad un libro prettamente storico (tipo Hammond). Comunque lo straconsiglio a chiunque fosse interessato all'argomento. Uno dei migliori su Alessandro Magno.

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    Francesco

    01/09/2005 16.31.19

    Il libro, per come la vedo io, può essere diviso in due parti: nella prima, la peggiore, Radet crede di essere Omero: è tutta una esaltazione del condottiero e uno sciorinamento di paroloni e di fatti mitologici e riferimenti anche eruditi, per carità, ma che lasciano il tempo che trovano in chi non sa a cosa l'autore si stia riferendo. Per fortuna la seconda parte del libro ribalta completamente il giudizio non molto positivo che mi ero fatto; si recupera un pò di sobrietà storica che mi ha permesso di farmi un giudizio finale, anche se provvisorio (per valutare personaggi così complessi ne devo ancora di leggere di libri al riguardo!): Alessandro è stato un uomo in cui l'ambizione imperiale era pari soltanto alla sua curiosità di esploratore, un uomo che ha sbagliato veramente tanto ma che ha sempre avuto almeno l'onestà di pentirsene.

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