Alexej von Jawlensky. Il valore della linea. Ediz. italiana e tedesca - copertina

Alexej von Jawlensky. Il valore della linea. Ediz. italiana e tedesca

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Editore: Silvana
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 18 ottobre 2007
Pagine: 192 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788836609512
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Per la prima volta in Svizzera una mostra si propone di mettere in luce il significato e il valore del disegno nell'opera di Alexej von Jawlensky (Torschok, 1864 -Wiesbaden, 1941). Tra i pionieri della pittura moderna, amico di Paul Klee, Vassilij Kandinskij e Franz Marc, Jawlensky ha lasciato un cospicuo corpus di disegni che, non ancora indagato debitamente dalla critica, offre nuove prospettive di studio sulla sua ricerca artistica. Rispetto agli sviluppi maturati nella pittura infatti – in cui, attraverso l'uso di campiture piatte di colore, di contorni neri marcati e di forme semplificate o stilizzate, giunge alla formulazione di un'icona moderna, tesa all'espressione della propria interiorità – nei disegni, cui si dedica fin dagli gli anni all'Accademia di San Pietroburgo, Jawlensky rimane solidamente ancorato alla realtà, rivelandosi dotato di una raffinata sensibilità erotica, di uno spiccato senso dell'umorismo e di una precisione analitica nell'osservazione dei dati ottici. Proprio l'attenzione alle valenze espressive, emozionali e psicologiche della linea, porterà Jawlensky a disegnare lungo tutto l'arco della sua carriera artistica. In mostra oltre sessanta disegni e grafiche, fra cui spiccano i nudi, i ritratti di familiari e amici e gli autoritratti; un puntuale confronto è offerto dal paragone con alcune grafiche di Matisse, Hodler e Lehmbruck. Presente anche una selezione di dipinti, che pongono in risalto la centralità della linea nella ricerca di Jawlensky, sia come elemento strutturale o disegno preparatorio, sia come inquadratura dello spazio della rappresentazione. Il volume accoglie i testi di Angelika Affentranger-Kirchrath, curatrice dell'esposizione insieme al direttore del Museo Cantonale d'Arte Marco Franciolli, e di Gottlieb Leinz, vicedirettore della Stiftung Wilhelm Lehmbruck Museum a Duisburg.

Note legali