Traduttore: M. Francescon
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2018
Pagine: 326 p., Brossura
  • EAN: 9788893253253
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Descrizione
Dall’autrice della saga dei Cazalet, un nuovo romanzo ricco di sensualità e delicata ironia, in cui commedia e tragedia si fondono magistralmente e in cui ritroviamo l’eleganza, l’acume e il talento di Elizabeth Jane Howard.

«All'ombra di Julius ha momenti di solitario dolore femminile che difficilmente uno scrittore uomo, allora, avrebbe potuto descrivere con tanta partecipazione.» - Natalia Aspesi, Robinson - la Repubblica

«Una storia intrisa di sensualità e delicata ironia.» - Alessia Gazzola, TuttoLibri - La Stampa

«Insegnando io stessa scrittura, non esiste autore che non abbia consigliato più spesso. Leggetela, era il mio consiglio. A partire da quei piccoli miracoli che sono Il lungo sguardo e All’ombra di Julius». - Hilary Mantel, The Guardian

«Un romanzo curato, elegante e moderno che non deluderà i molti fan dell’autrice» - Julian Barnes

«Magnifico, crea dipendenza… estremamente piacevole e scritto benissimo» - The Times

«Una lettura lirica, che trabocca di dettagli d’epoca, tratteggiati dall’intelligenza emotiva per la quale Howard viene giustamente lodata» - Literary Review

Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.

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Recensioni dei clienti

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    Federica

    23/09/2018 14:17:24

    Con cinque protagonisti e diverse comparse, Elizabeth Jane Howard crea un quadro dinamico, accattivante e perfetto nella sua semplicità. Con quello stile inconfondibile e che ho tanto amato con i Cazalet, Howard crea una storia semplice ma capace di incollarti alle pagine; dove i protagonisti sono i sentimenti e splendide descrizioni di interni, di giardini in fiore e fuochi d'artificio. Un storia dove passato e presente si mescolano, a poco a poco si scoprono, per confluire in un climax finale che, inutile a dirsi, mi ha davvero stupita e colpita.

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    gennaro

    22/09/2018 16:59:35

    Come per i Cazalet, il racconto è affidato a diverse voci: quella di Esme, la vedova di Julius, del quale non è mai stata innamorata; quella di Cressy, la figlia maggiore, 38 anni, vedova anche lei, destinata alla banalità di storie clandestine e a una mediocre carriera di pianesta; Emma, 28 anni, che ha ereditato la Casa Editrice del padre e rifugge ogni legame amoroso; Felix, ex amante di Esme, che torna a casa dopo vent’anni; Dan, poeta povero che nasconde un tragico dolore. Si tratta, dunque, di un romanzo corale, ma che racconta una storia ventennale condensandola in una manciata di giorni: tutti questi personaggi, infatti, si ritrovano nella tenuta di campagna di Esme per trascorrere insieme il fine settimana. In questo scenario a metà tra una tragedia shakespeariana e una commedia di Oscar Wilde, si riveleranno agli occhi dei lettori i drammi, gli amori, i segreti, le speranze di ogni personaggio. Le donne appaiono prigioniere di un mondo sessista e dei loro stessi melodrammi, sempre in bilico tra le lacrime e la folle risata, dipendenti dai loro bisogni e dalla necessità di rientrare nelle regole della buona società. La figura maschile non ha più fortuna: il migliore degli uomini è comunque un vigliacco. Nel complesso la società inglese, benpensante e profondamente bigotta, ne esce malissimo.

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    Ardid79

    20/09/2018 11:46:22

    Un inizio abbastanza lento per me, per la Howard tende a presentare i suoi personaggi in maniera estremamente minuziosa, e anche se la scrittura è piacevole e perfetta, non riuscivo ad entrare nelle vite delle sorelle Emma e Cressida, e della loro madre Esme. La seconda metà è volata peró, e il mio giudizio è quello di un romanzo bello, un po’malinconico, un po’amaro, un po’ironico, un po’caustico . Un romanzo sull’amore ? Un romanzo che racconta l’amore indissolubilmente legato alla gioventù e alla bellezza. Per il resto restano i ricordi , e i rimpianti . Molto moderno per alcuni aspetti

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    Come mia prima esperienza con la Howard devo dire che è stata assolutamente positiva. All’ombra di Julius è stata per me una lettura facile e intensa, con rivelazioni e situazioni inusuali e imprevedibili. Fino a metà romanzo non sono riuscita a capire dove l’autrice volesse andare a parare. E’ una storia che si sviluppa nell’arco di un weekend, ma che affonda le sue radici molti, molti anni prima, ed è colma di rimpianti e di rimorsi, di speranze mai nutrite a sufficienza per mancanza di coraggio ed egoismo. Esme, Emma e Cressida sono tre donne ferite e fragili, che avvertono prepotente il bisogno di avere un uomo accanto per sentirsi realizzate e in pace con loro stesse. Forse una visione, un concetto, che stride un po’ con quello di una donna moderna e indipendente, la cui felicità non dipende altri se non da lei stessa. Il perno di ogni cosa è naturalmente Julius, il marito defunto di Esme e padre di Emma e Cressida. Una presenza non presenza che permea l’intero romanzo e la vita delle tre donne, invischiate sia direttamente che indirettamente con la sua sorte. Gli eventi narrati non sono del tutto definti, non vi sono colpe da imputare, né un perdono da concedere, non è tutto bianco o nero. Si tratta piuttosto di sfumature, punti di vista e scelte probabilmente sbagliate che hanno portato alle conseguenze narrate. Un gran libro.

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    Cinzia

    19/09/2018 08:18:33

    Non è il primo libro di Simenon che leggo e devo dire che finora non mi ha mai deluso. In questo romanzo soprattutto. Chi poi lo leggerà, o lo ha già letto, potrà intuire anche l’accostamente con la frase del quadretto nella foto, una finezza molto personale. E’ una vera e propria chicca, questo libro, un breve gioiellino letterario che mi ha fatto subito empatizzare con i personaggi, con Emile in particolare, ed entrare in sintonia con i due protagonisti. Emile e Marguerite sono due anziani coniugi di seconde nozze che preferiscono, pur nelle divergenze caratteriali e di estrazione sociale, vivere insieme ma in perenne silenzio e indifferenza piuttosto che soli dopo la morte dei rispettivi primi coniugi. Unica luce nelle loro giornate buie sono i loro animali domestici, il gatto, appunto, di Emile e il pappagallo di Marguerite. E il silenzio inizia proprio con la morte di questi amati animali. Egoismo, paura della solitudine e del futuro e cinismo riempiono le pagine di questo unico e coinvolgente, un po’ amaro forse, romanzo, in cui l’autore espreime anche considerazioni opinabili su alcune categorie di persone.

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    Marina

    18/09/2018 17:08:42

    Ben scritto, tenero, amaro. Una storia di sentimenti da godersi a poco a poco

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    Silvia Arimi

    18/09/2018 15:53:02

    All'ombra di Julius è stata una piacevole lettura, la scrittura della Howard è inconfondibile anche se sia nella trama che nella costruzione del romanzo non ci sono proprio paragoni con la saga dei Cazalet. I personaggi sono ben caratterizzati ma non sono riuscita ad affezionarmi veramente a nessuno di loro, chi per un verso chi per un altro hanno dei caratteri molto particolari ed un po' difficili da comprendere. Le tre figure femminili in particolare sono troppo volubili. Tutto ciò che viene raccontato avviene in un week end trascorso nella casa di campagna della famiglia di Julius, precisa e interessante la descrizione degli ambienti mentre gli eventi in se stessi sono abbastanza inverosimili. La figura di Julius, un uomo schivo ed emblematico pur non essendo fisicamente presente permea tutta la lettura e influenza le decisioni di molti, il suo gesto eroico compiuto durante la guerra e a causa del quale perderà la vita viene svelato tramite uno scritto che verrà rivelato nelle ultime battute del romanzo. Nel complesso comunque una piacevole lettura che consiglio a chi già conosce ed è affezionato alla Howard.

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    Francesca

    01/07/2018 03:48:48

    La scrittura è elegante, l'ambientazione dettagliata, l'atmosfera avvolgente. Ma il romanzo è di un'amarezza senza pari. Ho faticato a finirlo perchè ho francamente detestato tutti i protagonisti, a parte Esme, l'unica per la quale ho provato empatia. Dan è di una grettezza e di uno sciovinismo grotteschi, Emma di una ottusità e passività tali da rasentare il ridicolo, Felix e Cress li ho trovati insopportabilmente odiosi. Peccato, è un mio limite, ma uno di quei libri che, nonostante gli innegabili pregi, non mi sognerei mai di rileggere.

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    Artemisia 79

    15/05/2018 21:42:22

    Romanzo nel perfetto stile dell'autrice, da leggere.

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    Attilio Alessandro Bollini

    10/05/2018 06:48:22

    Si fa un po' fatica ad ingranare ma dopo le prime 40/50 pagine sei a casa. Racconto bello ed affascinante quasi quanto i Cazalet ma con una punta in meno di glamour. Mi ricorda la mia adolescenza a casa ed in famiglia di un mio grande amico nobile e con magnifica villa di campagna, con tutti i rituali del te e delle passeggiate nel parco. Al di là delle mie personali sensazioni, libro molto bello, di piacevole lettura e consigliato. Da affiancare alla Saga dei Cazalet.

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    Matteo

    27/04/2018 12:27:46

    Ottimo lavoro, libro interessante e pieno di spunti per riflettere. Trama intrigante e curiosa, personaggi ben caratterizzati e struttura romanzesca buona. La saga dei Cazalet è, però, nettamente superiore

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    Tonia

    22/04/2018 19:10:03

    Anche questa volta la Howard non ha deluso le mie aspettative. Adoro questa autrice e tutti i suoi libri. Un libro piacevole, ben scritto ed elegante...Promosso a pieni voti!

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    Se il nome Elizabeth Jane Howard non vi è nuovo ma non riuscite a focalizzarlo, sappiate che questa scrittrice è l’autrice della saga dei Cazalet, diventata di successo in Italia l’estate scorsa. All’ombra di Julius ha lo stile inconfondibile della Howard ma il mio primo pensiero, formatosi già durante la lettura, è stato che fosse un’opera immatura rispetto alla saga dei Cazalet. Ho controllato la data della prima pubblicazione ed effettivamente quest’opera è stata scritta 25 anni prima de Gli anni della leggerezza, primo volume dei Cazalet. Come ho detto qualche riga più su, il suo stile è inconfondibile. Ne All’ombra di Julius si nota già quello che sarà imprenscindibile nella saga dei Cazalet: le ottime descrizioni degli ambienti, i personaggi ben caratterizzati, i dialoghi accattivanti, gli intrecci, i pensieri, la vita in campagna e la vita nella grande città, Londra. I punti in comune sono veramente moltissimi. La casa in campagna nel Sussex dove ci si reca con la famiglia ogni week-end, la consapevolezza che per lavorare bisogna spostarsi a Londra e che lì probabilmente i propri partner hanno l’amante, la domestica/cuoca che cucina dei pranzi come se fosse sempre Natale e potrei continuare così per molto ancora. Se All’ombra di Julius non è all’altezza dei Cazalet mi è comunque sembrato di essere tornata a casa, come se in quel momento abitassi con Cressy, Esme, Emma, Felix e Dan e i miei vicini di casa fossero proprio i Cazalet. È stato emozionante e quasi magico rivivere queste emozioni. Sono sincera però, ho fatto fatica ad ingranare per le prime 100 pagine del libro. C’erano dei momenti particolarmente interessanti e altri che mi annoiavano un po’. Sicuramente trovo che la Howard sia bravissima nella costruzione dei dialoghi e del non detto: più persone ci sono in una stanza più l’autrice sa destreggiarsi e creare situazioni interessanti dalle quali non ti vorresti mai staccare. L’ho trovata più carente nel momento in cui i [continua sul blog]

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