Alla ricerca di Omega

Gregory J. Chaitin

Traduttore: S. Frediani
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 10 ottobre 2007
Pagine: XV-266 p., Brossura
  • EAN: 9788845922053
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Descrizione
Tutta la scienza d'Occidente poggia sulla matematica, ma sin dagli anni Trenta i matematici sono divenuti penosamente consapevoli del fatto che la loro disciplina soffre di serie limitazioni. Gregory Chaitin ne ha ampliato il concetto, sostenendo che vi sono molte condizioni dove le verità non possono essere dimostrate da alcuna regola a priori. Il matematico ha trovato nel numero Omega il concetto chiave per confermare l'incompletezza della sua scienza. Omega ha preso forma quando Chaitin si è provato a calcolare la probabilità che un programma informatico prima o poi si fermi (il famoso problema della fermata di Alan Turing) e si è reso conto che tale numero ha un valore perfettamente definito ma non potrà mai essere calcolato: è irriducibile. Il motivo conduttore della lucida argomentazione di Chaitin è dato dalla nozione di complessità, già anticipata da Leibniz. Il migliore dei mondi possibili, infatti, non è quello ottimistico in cui "tutto è bene", ma quello, ben più interessante, che "nel medesimo tempo è il più semplice quanto a ipotesi e il più ricco di fenomeni". L'intelligibilità del mondo - della fisica come della mente - presuppone la possibilità di operare compressioni algoritmiche (riduzioni della complessità). Questa tesi apre la via a una concezione della matematica come scienza empirica.

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    n.d.

    10/02/2008 10:50:29

    Questo libro commette due tra i peggiori errori possibili nella divulgazione: non spiega <i>niente</i> e l'autore inserisce continuamente note personali che non sono collegate alla sua supposta scoperta. Il libro dovrebbe condurre il lettore alla scopera di Omega, peccato che prima di introdurre il concetto il libro sia già bello e finito, nel mezzo ci sono una serie di concetti che spaziano dalla matematica alla logica all'informatica alla biologia che sono debolmente legati. L'autore fa diverse dimostrazioni nel libro, ma evidentemetne gli sfugge il fatto che una <i>dimostrazione</i> è molto diversa da una <i>spiegazione</i> ed essendo questo un libro divulgativo bisognerebbe dedicarsi alla seconda, più che alla prima. Ne risulta quindi che il lettore con una preparazione media in matematica e logica capisca ben poco di quello che è scritto nel testo. All'interno della narrazione c'è anche una breve introduzione (del tutto fuori luogo) al linguaggio di programmazione LISP che l'autore dice di avere derivato più e più volte, anche se di questo non c'è traccia ufficiale al di fuori del testo stesso. Visto che l'autore è impiegato presso i laboratori di ricerca dell'IBM, ci sono anche delle digressioni sulla ingegneria del software che però presentano idee del tutto arbitrarie e superficiali. Dulcis in fundo, una raccolta di poesie e di referenze non solo bibliografiche, ma anche teatrali, un vero guazzabuglio. Personalmente lo trovo un libro estremamente parziale e complesso che solo un estimatore dell'autore prima ancora che della materia potrebbe trovare attraente. L'edizione rimane invariata anche per questa ennesima uscita della Biblioteca Scientifica Adelphi, come al solito il prezzo è elevato.

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