Categorie

Marco Presta

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2014
Pagine: 255 p. , Brossura
  • EAN: 9788806223915
  A trentadue anni, senza un lavoro e senza un amore, la normalità può diventare un sogno irraggiungibile e "poter tornare presto ad alzarsi alle sei per svolgere quotidianamente un lavoro mortificante" trasformarsi in una vera e propria utopia. La comicità amara e intelligente di Marco Presta, conduttore della trasmissione cult Il ruggito del coniglio, dà voce a Lorenzo, geometra disoccupato che vive di disperati equilibrismi, lavori improbabili e colloqui ormai ridotti a semplici "riti di cortesia". In caduta libera attraverso il senso della propria esistenza, tra le attenzioni materne e gli amici di sempre, Lorenzo riflette con rassegnata ironia sulla propria condizione di non-lavoratore, al chimerico inseguimento di una vita ordinaria e di un pacchetto di sigarette. "Niente come la disoccupazione ti dà l'impressione di non esistere" e, quando l'inquietudine, ormai infiacchita, si diluisce nell'assuefazione "il rischio più grande è cominciare a trovare normale ciò che ti sta capitando". Perciò anche una lunga veste dorata ricoperta di geroglifici può assumere l'inaspettata forma di viatico per non impazzire e una "dolorosa pagliacciata" suggerire una nuova prospettiva sul mondo. L'allegria degli angoli mette a nudo, con una leggerezza punteggiata di senso del tragico, le storture di un tempo (il nostro) in cui la parola "crisi" ha perso ogni pretesa di eccezionalità, mentre benessere e felicità sembrano essere diventati la reale anomalia. Ma dal suo angolo di statua vivente, attraverso la maschera di cartapesta, Lorenzo troverà quelle "motivazioni insospettabili e fragilissime" in grado di renderlo felice.   Ilaria Villata

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Daniele B.

    28/03/2016 18.10.52

    A questo giro Presta non mi ha convinto. Il libro tratta tematiche importanti come la crisi del mercato del lavoro e l'amicizia, ma il conduttore radiofonico m'è sembrato meno espressivo nella sua prosa e la lettura era abbastanza lenta. Purtroppo non me la sento di dare un giudizio positivo.

  • User Icon

    paolo

    23/03/2016 10.06.56

    Storia piuttosto debole. Il libro si sostiene grazie alla scrittura ironica e divertente dell'autore. "Un calcio in bocca... " era decisamente superiore

  • User Icon

    Valentina

    29/11/2015 12.58.52

    Molto bello. Consigliatissimo.

  • User Icon

    Alessio

    20/07/2015 03.23.51

    Non conoscevo il Presta radiofonico, sono arrivato a lui comprando "Un calcio in bocca fa miracoli". Divertentissimo. Ho invece trovato assolutamente geniale dalla prima all'ultima pagina "Il piantagrane", che mi ha fatto pensare "a questo qui Stefano Benni fa una pippa". Ho proseguito con la raccolta di racconti "Il paradosso terrestre", alcuni da farmi saltare sulla sedia ridendo da solo (già il primo descrive un intreccio di episodi che da una causa minima portano a un effetto gigantesco e inimmaginabile, pura lucida e intelligentissima "follia"). Questo l'ho finito ieri, e devo dire che ho faticato, non tanto per la scrittura godibile ma per una sensazione di non appartenenza allo stesso filone e di mancanza di quella genialità di cui sopra. L'ho trovato serioso e poco accattivante, tanto divertente quanto serio (cioè appunto poco). Mi ha lasciato in superficie e non mi ha mai fatto sentire "agganciato" alla storia, pur descrivendo situazioni molto attuali, ma anche molto all'insegna di una immaturità da parte dei personaggi che speriamo sia solo una fase passeggera di questo Paese e di questo autore. Fila, per carità, ma non prende, almeno non ha preso me, nonostante penso avrebbe potuto farlo raccontando la storia in modo più frizzante. Ho invece sentito solo e sempre una continua pesantezza, pur condivisibile dati i personaggi e il tema ma con un ché di già troppo sentito e risentito. Dopo gli altri tre libri ho avuto la sensazione di leggerne uno scritto da un ghost writer poco capace. Ho apprezzato il finale, che per fortuna mi ha fatto comunque chiudere il libro dicendomi "vabbè, niente di che ma sono contento di averlo letto". In fin dei conti però, e sperando che l'autore non me ne voglia, penso meriti un voto a metà (3 su 5) per la sensazione di "né carne né pesce" che mi ha lasciato. Spero di leggere presto qualcosa nuovamente all'altezza del "Piantagrane", che è stato uno dei pochi libri del genere che ho divorato in poco meno di due giorni.

  • User Icon

    monia S.

    27/06/2015 21.42.44

    Non so se capita anche a voi, ma oggi come oggi trovare tempo per leggere un libro e goderselo è sempre più difficile...beh trovatelo per questo libro! merita, scritto con abilità linguistica e travolgente ironia, ti fa respirare la quotidianità dei rapporti e delle relazioni, ti fa piombare nella dura realtà del lavoro vedendola però con un briciolo di speranza, ti regala attimi di pura ilarità (mi ritrovavo a ridere ad alta voce!).Il primo suo libro,"Un calcio in bocca fa miracoli",resta comunque il mio preferito per cui leggete anche quello.

  • User Icon

    Massimo F.

    17/04/2015 18.01.25

    Un po' imbolsito quest'ultimo lavoro di Presta. Per carità, lo stile è sempre effervescente e assai piacevole, ma la storia non è trainante più di tanto ed i personaggi sono un po' stereotipati, immersi in un'eccessiva melanconia. Mi ha ricordato molto (forse troppo) i romanzi di Fabio Volo.

  • User Icon

    Carol

    24/02/2015 22.05.00

    Una storia dei nostri giorni, raccontata con un'allegria amara, o con un'amarezza allegra. Incisiva e profonda, pur nella sua semplicità. A dimostrazione che non bisogna trattare grandi temi per dire qualcosa di importante. Scrittura precisa e pungente. Qualche battuta ironica in meno avrebbe giovato però alla narrazione: nessuno fa battute ironiche quando è immerso in pensieri o riflessioni, si usano invece nelle conversazioni per far colpo sugli altri (o negli spettacoli per suscitare l'ilarità del pubblico). In questo modo, pur facendo sorridere chi legge, il protagonista perde a volte di credibilità e dietro le sue spalle si intravede l'autore sgomitare.

  • User Icon

    Alessandro

    08/02/2015 21.41.27

    La ricetta per ottenere un libro piacevolissimo? Un antieroe nel quale ci si può immedesimare immediatamente, una scrittura ricercata ma scorrevole, una storia semplice ma non banale. Ecco il segreto del successo di questo libro. Non condivido i commenti negativi e vi assicuro che sono un lettore vorace ma con gusti più che difficili...

  • User Icon

    susy

    24/01/2015 10.50.40

    Mi sono dovuta ricredere, avevo dato un giudizio pessimo ad un altro suo libro e giurato che non avrei letto altro dell'autore. Poi mi sono fatta tentare e ho letto questo. Bello, malinconico, poetico, ironico, triste e perfino attuale. Secondo me è riuscito a rendere bene lo stato d'animo del protagonista, notevole considerato che probabilmente lui non ci è mai passato. La sua capacità di giocare con le parole mi affascina sempre, anche ascoltandolo per radio. Forse in alcuni punti ha voluto giocare un po' troppo, facendo perdere il ritmo al libro, ma glielo perdono volentieri.

  • User Icon

    Andrea

    19/01/2015 20.05.49

    Pessimo, quoto in pieno il commento di Sid, ma aggiungo che neanche la scrittura può salvare una roba del genere. Personaggi introdotti senza senso e non analizzati. Addirittura un tentativo di suicidio banalizzato. Un salvataggio con conseguente ricovero in ospedale messo lì a caso. E un finale vergognoso, buono giusto per gli allocchi.

  • User Icon

    stefano

    09/01/2015 12.56.03

    Secondo me questo è il migliore dei romanzi di Marco Presta. Rispetto ai precedenti noto un tono più pessimista che del resto ben si sposa sia con la situazione personale del protagonista, trentaduenne, disoccupato, senza prospettiva certe, sia con i tempi che stiamo vivendo. Lo stile mi sembra si sia molto affinato e la ricerca della parola sia più puntigliosa. Rispetto ai precedenti, il romanzo è meno paradossale ma non per questo meno intrigante, più riflessivo e maturo. C'è sempre il gusto della battuta ma il tono complessivo è più malinconico. La bravura dell'autore, secondo me, consiste proprio nell'aver scelto di scrivere qualcosa di diverso rispetto al passato. Scelta impegnativa e coraggiosa e comunque vincente.

  • User Icon

    Sid

    06/01/2015 15.01.43

    L'unico punto forte di questo romanzo è la scrittura. Per il resto è abbastanza inutile. Più di metà delle cose che succedono riguardano gli amici del protagonista e non lui. A sto punto protagonista sarebbe potuto essere benissimo Giorgio (e su questo non vado oltre per non svelare troppo). Il "gesto imprevisto" finale che ci viene promesso nella copertina è semplicemente uno specchietto per le allodole e noto dai commenti che mi precedono che molti ci son cascati: Presta ha utilizzato l'immagine poetica del ricordo del padre per dare una conclusione semplicemente ridicola perché fuori dalla realtà. Nessuno nel mondo reale si comporterebbe così. Ma è facile per il lettore cascarci se prima lo si commuove con i ricordi. Ripeto, il punto forte è la scrittura perché Presta è bravo a scrivere. Ma del resto rimane molto ma molto poco. Darei come voto una via di mezzo (3/5) perché cmq si legge velocemente, ma per riequilibrare tutto metto un 2 (/5).

  • User Icon

    adriana

    01/01/2015 13.52.40

    molto carino. scorrevolissino, leggero ma non troppo, attuale lo consiglio per una lettura veloce e simpatica

  • User Icon

    PaolaG

    28/12/2014 20.05.10

    Ho letto tutti i libri di Marco Presta, che apprezzo molto come autore e conduttore radiofonico. L'allegria degli angoli è stata la mia lettura del giorno di Santo Stefano, un romanzo assolutamente piacevole, tenero e divertente, nello stile dell'autore. Lo consiglierei ad un amico.

  • User Icon

    angelo

    21/12/2014 13.10.51

    Ingredienti: un trentenne vittima della crisi e della società odierna, la ricerca disperata di un lavoro stabile, il timido inseguimento di una donna irraggiungibile, uno stile narrativo vivace, brillante e malinconico. Consigliato: ai cacciatori disarmati di una felicità duratura braccati da continue sofferenze, ai cercatori di una rassicurante normalità dentro un mondo illogico e ingiusto.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione