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Martin Suter

Traduttore: E. Cervini
Collana: La memoria
Anno edizione: 2015
Pagine: 224 p. , Brossura
  • EAN: 9788838932588

Recensioni dei clienti

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    jane

    08/10/2016 17.05.58

    Confesso di averlo scelto quasi per caso per la piccola mole, prima di un viaggio. L' ho trovato noioso e anche ripetitivo, le "complicazioni" del caso non creano nessuna suspense. Al ritorno l'ho abbandonato nella tasca del sedile dell'aereo...

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    raffaello

    26/06/2016 18.54.47

    Suter è uno di quegli autori che scrive sempre lo stesso libro, ma ha il pregio di non annoiare il lettore. Qui troviamo il raffinato Von Allmen, agiato signore che ha comunque visto ben altri splendori, con il suo tuttofare guatemalteco alla loro terza avventura investigativa, che come si capirà alla fine del libro, non sarà l'ultima. Come al solito il mondo descritto da Suter ruota attorno a grandi ricchezze, uomini e donne anziani e potenti che si muovono in un'atmosfera raffinata e decadente, personaggi démodé quel tanto che pasta per renderli originali. Il bello di Suter è la sua capacità di descrivere questa dimensione, che evidentemente gli è familiare, nei dettagli. Ci sembra di entrare in questo hotel in cui è ambientata la vicenda, vederne i pesanti tendaggi e i velluti, i salottini privé con divani biedermaier e solerti camerieri che annuiscono discretamente al tocco di un dito sul bicchiere servendo celeri un altro cocktail. Inoltre l'autore non manca mai di adornare il racconto con qualche suggerimento letterario, mettendo in mano a quel personaggio "Un americano tranquillo" o le poesie di Rainer Brambach. Lo stesso con le suggestioni musicali suonate nella hall dal pianista. Il resto è quasi un pretesto. La stessa agenzia investigativa è la più strampalata che si possa immaginare e Suter stesso ironizza parlando di vari reparti quando a rispondere al telefono e sempre e solo Carlos. La vicenda ruota attorno ad un quadro come ne L'ultimo dei Weynfeldt, romanzo più riuscito di questo. E forse anche il quadro è un pretesto per Suter che ci fa così conoscere Fantin-Latour e le sue Dalie.

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    Claudio

    09/06/2016 08.15.24

    E' sempre piacevole leggere le avventure di Allmen e del suo maggiordomo Carlos, cui si è aggiunta da poco Maria, amante di Carlos. I tre formano tutta la nuova società di investigazioni sull'arte, il cui rappresentante è proprio Allmen. Chiamato a risolvere il caso di un furto di un pregevole quadro, la cui proprietaria vuole assolutamente tornarne in possesso, Allmen risolve il caso, che però si riapre proprio all'ultima pagina.

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    AdrianaT.

    11/05/2015 11.54.53

    Bella la vita per il dandy Johann Friedrich von Allmen, semi-decadente, raffinato, metodico ed elegante investigatore/mediatore/ collezionista d'arte svizzero che, di professione, rimette insieme persone e opere. Uno di quei gentlemen d'altri tempi che pur non fumando, tiene sempre in tasca (oltre al coltellino svizzero, naturalmente), un accendino, galantemente pronto ad accendere sigarette ad altolocate signore munite di bocchino. L'algido esteta Allmen accudito, coccolato, servito e riverito dai tanto fidi, servizievoli ed efficienti quanto clandestini centro-sudamericani nonché preziosissimi collaboratori domestici e non solo, Carlos e Marìa. Sì bella la sua vita, anche quando, alle prese con il furto di un quadro rubato per la seconda volta, si becca una bella strapazzata, ma nulla di irreparabile. Terzo caso per la Allmen International Inquiries dalla clientela jet set, e niente di sorprendente o particolarmente eclatante rispetto agli altri due, (a parte il fatto che rimane in sospeso), ma sempre un gialletto gustoso; una semplice, ben scritta, rilassante e gradevole lettura, e Martin Suter, in questo senso, è una garanzia. Tre stelle e mezzo anche dettate dalla simpatia che nutro per questo scrittore, per aver fatto leggere al protagonista, ancora nel primo episodio 'Allmen e le libellule', l'avvincente 'La casa sull'estuario' di Daphne du Maurier; ora gli mette in mano 'Un americano tranquillo' di Graham Greene, e mi sa che un'occhiatina gliela do.

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