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Curatore: M. Masini
Collana: La memoria
Anno edizione: 2000
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788838915574


scheda di Pallotta, P. L'Indice del 2000, n. 09

Deszö Kosztolányi (1885-1936) è stato una figura di rilievo nel gruppo di scrittori raccolti intorno alla rivista "Occidente", fondata nel 1908 con l'intento di sprovincializzare la cultura ungherese. Scrittore colto e versatile, Kosztolányi fu saggista, poeta, traduttore e romanziere. Tra le sue opere di narrativa, Allodola è senz'altro una delle più felici sia per la resa dei caratteri, sia per il realistico spaccato di vita di provincia che presenta, emblematico di una precisa situazione storica. La tessitura narrativa risulta improntata a una grande scioltezza di scrittura, sempre vivida e incisiva, in cui l'ironia è demistificatoria di un mondo piccolo-borghese insidiato da un'insanabile degradazione spirituale. Kosztolányi racconta - sullo sfondo di una società esteriormente sana e piena di vita ma che in realtà vive di illusioni ed è destinata a dissolversi - un breve periodo dell'esistenza di una famiglia nell'immaginaria città di Saeszeg, dove il modo di essere degli abitanti è del tutto disancorato dalla realtà e privo di valori autentici. La famiglia è composta da due genitori anziani, Ákos Vajkay e la moglie, e da una figlia, non più giovane, non bella, ancora da maritare, detta "Allodola". La loro vita procede rutinaria e mediocre, ma subisce un cambiamento grazie a un'imprevista vacanza della figlia (che si rivelerà assai spiacevole peraltro) e dell'anziana coppia: una settimana di esperienze nuove, specie per i due coniugi, le quali renderanno Ákos Vajkay (un uomo scrupoloso e metodico, attaccato alle tradizioni) dolorosamente consapevole che le sue certezze e la sua fiducia nella realtà sono illusorie: tutto è ingannevole, mera apparenza, anche il proprio amore paterno. Le persone che ha conosciuto e frequentato sono moralmente e spiritualmente false come la vita della cittadina, che, se in superficie appare serena e vitale, è invece barbarica e amorale, spesso violenta. Terminata la vacanza la famiglia di Ákos riprende i ritmi tediosi e insensati di sempre, nella casa che è anche la loro prigione: tutto torna come prima, cioè falsamente rassicurante. Un finale desolato, che vede Allodola sola nella sua camera a piangere nell'oscurità. Il sistema di certezze che Vajkay si era costruito attorno è definitivamente crollato: il vecchio incarna tutta una generazione, e il mondo di ieri è ormai finito per sempre.

Paolo Pallotta

Ambientato in una città immaginaria, un romanzo incentrato sulle dinamiche familiari che si realizzano nella vuota quotidianità di infelici esistenze, che assumono tuttavia in queste pagine straordinaria dignità.

Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    08/11/2014 13.37.13

    Impeccabile, non una riga fuori posto, un congegno magnifico in una prosa senza cedimenti. Talvolta è la curiosità che si dirige da sola verso mete in apparenza stonate; in verità cerchiamo il sicuro, il buono a tutti i costi, e invece l'inatteso genera di colpo un paesaggio in uno schiocco. Questo è capitato, lo stupore di una grande lettura nel delicato volo di un'allodola.

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    antonio

    29/06/2012 18.49.36

    una bellissima scoperta.un maestro,al pari di Sandor Marai.Da non perdere.

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