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Recensioni Altai

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    23/01/2021 13:34:07

    Dopo aver letto "Lepanto" di Barbero, trovo questo romanzo ben documentato e realizzato magnificamente.

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    10/11/2020 18:00:25

    un bel romanzo storico, per niente banale e che si lascia leggere. consiglio

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    17/05/2020 18:59:54

    Pur non essendo valido come Q, Altai è un bel romanzo storico, che a Q si ricollega in modo non scontato pur considerando il complesso degli eventi da un punto di vista geograficamente opposto. Lo stile è valido e la storia anche, e la qualità soprattutto delle pagine finali è alta: pagine intense, che a chi ha letto Q e conosce già il protagonista di Altai potranno lasciare un po' di nostalgia. Le valutazioni su una scala di 5 stelle risultano sempre mutilate (3 è nella media, 4 è già troppo buono), diciamo che da 1 a 10 Altai si aggiudicherebbe anche un 7.5, qui facciamo 4 stelle, magari non pienissime ma comunque indice di un romanzo storico ben fatto.

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    16/05/2020 20:44:50

    Premessa: non ho letto Q. Ma trovo che Altai sia un romanzo che regge bene la narrazione, in modo autonomo ed efficace. Una storia interessante, ben documentata, che tuttavia non è riuscita a trasmettermi il pathos che mi aspettavo. Ho avvertito una certa distanza con i protagonisti, anche se il racconto è senza dubbio ben strutturato.

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    15/05/2020 00:36:37

    Il collettivo di autori Wu Ming riprende idealmente la trama del romanzo d'esordio e di grande successo "Q" (uscito con lo pseudonimo d'autore Luther Blissett) riportandoci dentro la Storia dell'Europa divisa nelle lotte tra cattolicesimo e riforme protestanti, l'immanente spettro del pericolo ottomano, i commerci e la nascita delle monarchie nazionali e della forza della piccola repubblica marinara di Venezia. La storia tende spesso verso il genere delle spy story ante litteram e si dipana a tratti in modi non sempre lineari, ma con un crescendo che ci porta all'evento del secolo nel Mar Mediterraneo, ovvero la battaglia di Lepanto (1571) e la vittoria della grande coalizione cattolica che fermerà l'avanzato mussulmana. Da leggere per ogni amante di romanzi che s'intrecciano con la Storia.

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    14/05/2020 13:32:28

    Il seguito di Q e come il suo predecessore anche questo é di altissimo livello. Emozionante,avvincente, ti porta per mano attraverso i luoghi e la storia,e vorresti non finisse mai...meraviglioso.

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    12/05/2020 15:39:16

    Prosecuzione del libro "Q". Consigliato per chi volesse continuare a scoprire le vicende del prequel. In questo romanzo storico la protagonista è la lotta tra Venezia e Impero ottomano sullo sfondo della guerra di Cipro e le due battaglie più importanti: Famagosta e Lepanto.

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    23/09/2019 09:46:14

    Coinvolgente fino alla fine, la narrazione dei Wu Ming ti immerge nel mondo di metà '500 dilaniato dai conflitti tra ottomani e veneziani, delinea la figura dell'utopico opportunista Yossef Nasi e dei personaggi memorabili che ruotano attorno al suo folle sogno di fare di Cipro la nuova Sion. Il punto di vista del narratore in cerca di un'identità in un mondo di trame, raggiri, segreti e giochi di potere sostiene il ritmo di un libro davvero ben strutturato, brillante anche nell'uso di un lessico ricercato e prezioso

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    21/09/2019 10:37:27

    Questo libro è un'occasione per lasciarsi catturare dal passato, da vite colme di intrighi ed emozioni. Lo consiglio.

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    19/09/2019 08:39:33

    Le aspettative su questo romanzo erano forzatamente molto alte e non sono state, almeno per me, deluse. Fin dall’inizio del libro è evidente che lo scontato (ed inconscio paragone) con Q è inutile, anche se credo molesterà i Wu Ming a lungo: sono due libri diversi scritti in momenti diversi ed Altai non può essere visto come il sequel di Q. Ogni volta che leggo un loro romanzo, rimango colpita dal lavoro documentativo e preparatorio che c’e’ alle spalle e dall’attenzione minuziosa, ma che non diventa mai pedante divulgazione, ai particolari storici. Che dire del romanzo? E’ molto ben ambientato e la storia avvincente, anche se talvolta manca un po’ di pathos e solo per questo motivo le stelle non sono 5. E’ un libro che fa meditare sul concetto d’identità, accompagnando il lettore in un percorso fra lingue e culture diverse ed indicandogli una sola certezza: noi siamo il risultato del sedimentarsi del tempo, con tutte le infinite contraddizioni che ne conseguono.

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    14/08/2019 14:26:32

    Dopo aver apprezzato "Q" non potevo lasciarmi scappare "Altai". Più breve del suo predecessore, meno contorto e più lineare. Manca un po' di tensione ma l'ambientazione storica e i personaggi reali bastano a rendere questo romanzo davvero affascinante. Non all'altezza di "Q" ma altrettanto ben scritto e pensato.

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    15/06/2019 10:57:24

    Per mio gusto non al livello di Q, però bella lettura

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    14/12/2018 08:25:09

    Altai è il degno e naturale proseguimento delle vicende narrate in Q. Essendo ambientato tra Venezia e Costantinopoli, il libro ha un sapore orientale, le pagine trasudano aria calda d'Oriente e come al solito non si riesce a staccare gli occhi dalla lettura.

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    29/11/2018 13:39:49

    Senza dubbio non il migliore libro del collettivo, che però con la nota caratterizzazione dei propri romanzi riesce a farti respirare l'aria di quel periodo. 3 stelle forse sono poche ma questo è perchè sappiamo di cosa sono capaci.

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    01/11/2018 15:48:33

    Lettura piacevole, ma non all'altezza di Q.

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    31/07/2018 07:09:43

    Neppure confrontabile a Q e soprattutto a Manituana. Non ti rimane il ricordo di personaggi o vicende a distanza di mesi dalla lettura. Il protagonista lo conosciamo già, la Storia un po' meno (ed è forse l'unica vera ragione per cui ha senso leggerlo). Però resta un romanzo accettabile.

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    21/02/2018 20:06:51

    Uno die più bei libri che ho letto. Un concentrato di storia sorretto da una appassionante avvincente storia di due enormi potenze a confronto: la serenissima e l'impero ottomano. Rivolte, intrighi, scontri di civiltà. Bellissimo!

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    10/09/2016 11:07:47

    L'inutilità della lettera Q? Anche se 'soccuadro' si pronuncerebbe esattamente allo stesso modo, per me la lettera Q è stata essenziale. Essenziale perché senza 'Q' (Luther Blissett), non ci sarebbe stato Altai e senza Altai non avrei fatto un magnifico viaggio fra storia, avventura e amore di profonda affascinazione.

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    15/08/2016 01:53:35

    Altra perla dei Wu Ming che ci portano stavolta tramite i tre personaggi principali, la spia veneziana traditrice e tradita Manuel Cardoso,Ismail (il reduce di Munster) e soprattutto Yossef Nasi personaggio veramente esistito e molto influente nella Costantinopoli della seconda metà 500, nella direttrice di quattro tra le principali città protagoniste del xvi secolo padrone del mediterraneo e dei destini degli uomini: Venezia, Dubrovnik, Salonicco e Costantinopoli; mirabile la descrizione di tali città come le guerre di Famogosta e Lepanto; ancora una volta Wu Ming ci fa amare i perdenti per una causa della storia di qualunque secolo

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    17/09/2014 13:30:59

    Non è vero che Q è un'altra cosa rispetto ad Altai. Sono romanzi diversi:Q ha una più forte connotazione storica, con descrizione ripetuta di eventi e con il richiamo di numerosi personaggi storici. Altai è più lirico, commovente, introspettivo, con espressione profonda di sentimenti e di domande sull'esistenza, sul tradimento politico e religioso.Certo, anche qui compaiono personaggi storici, ma i due protagonisti rimarranno per sempre nella mente del lettore. Se Q è e rimane meraviglioso, la prosa di Altai, falco cacciatore, è inimitabile e densa ed induce alla riflessione sui temi fondanti della vita.

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    18/04/2014 12:58:06

    Bel romanzone storico,genere che io prediligo,ottimamente documentato e scritto in maniera chiara e piacevole,anche se non perfetto come ere stato "Q". Ha per me il pregio di essere ambientato in un contesto storico che mi ha sempre interessato e che conosco abbastanza bene. Il ripescaggio del protagonista di "Q" sa un po' di operazione pubblicitaria,però perdonabile ,visto il buon risultato. Ho l'impressione che potrebbe esserci qualche altro seguito in programma ( il manoscritto di Ismail o le vicende successive dello stesso e del suo seguito per esempio ). Forse era più da tre stelle ma gliene do quattro di stima .

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    04/04/2013 21:48:46

    Parimenti al suo illustre predecessore, "Altai" mantiene intatta la potenza di una scrittura sempre lucida, dotta senza essere pedante, evocativa, asciutta, veloce e profonda. Un libro che non si compiace mai, fatto di intenzioni e trame che si susseguono con finalità precise. Insomma un libro imperdibile.

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    18/01/2012 17:12:54

    Questo estroso manipolo di autori prova a doppiare il successo ottenuto con Q per mezzo di un nuovo, entusiasmante e più elaborato romanzo ai confini tra storia e leggenda. Sullo sfondo ancora un episodio storicamente fondato: la battaglia di Lepanto del 1571, il cui esito ha determinato la supercelebrazione della potenza militare cristiana, veneziana e spagnola contro lo schieramento musulmano degli ottomani. Originale, tuttavia, è l'intreccio, il quale rivela i motivi scatenanti il conflitto, vale a dire l'ambizione, la spregiudicatezza e l'importanza delle finanze dei giudei che cercano di assicurarsi un territorio come Cipro, succedaneo alla terra promessa in cui vivere in piena autonomia. Un ruolo interessante è svolto dalle donne, quasi un personaggio unico, un soggetto corale che dietro gli uomini di potere muove le fila del processo storico e ne imprime la direzione. La nota più bella del romanzo resta, ad ogni modo, l'originale interpretazione dell'integrazione sociale e culturale dei popoli sotto il dominio islamico, una integrazione non concessa dall'alto come la tolleranza dispensata dei regnanti illuminati europei, ma esigita dal basso, come fosse un'esigenza procedurale imprescindibile per la convivenza, Tahammül la definiscono gli autori. Simpatica e significativa, infine, è la macchietta del romanzo, il pirata barese che rappresenta pienamente l'istanza geneticamente anarchica degli iapigi, il quale non esita a combattere con ardore e coraggio contro il moloch cristiano per una gloria tutta personale.

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    15/04/2011 16:34:29

    Tentativo di riprendere le atmosfere dell'ormai mitico Q, naufraga abbastanza rapidamente, perdendosi in una trama piuttosto scialba, con pochi personaggi in grado di lasciare il segno ed una scrittura che non è all'altezza. Manca l'arte dello scrivere, che sta nel far capire al lettore ciò che si vuol comunicare, ma senza esporlo in maniera didascalica. Proprio il contrario di quanto ritrovato in diversi punti di questo romanzo, nei quali gli autori assumono un tono più vicino al trattato che al romanzo, con cadute a volte addirittura fragorose: un esempio la parte in cui il protagonista si reca presso i falconieri nell'entroterra turco, per avere informazioni su come raggiungere un pirata: veramente pessima, ha la qualità narrativa che mi aspetterei da un alunno delle medie. Tutto questo detto con gran dolore al cuore, perchè ho sempre ammirato i ragazzi del Wu Ming e ho amato moltissimo Q, che ritengo un autentico capolavoro. Un punto in più per l'accuratezza delle ricerche storiche. Peccato, perchè il periodo storico e le vicende narrate sono tali da far presagire ben altri risultati.

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    13/03/2011 14:52:47

    All'inizio non è così coinvolgente come lo è stato "Q" che fin dalla prima pagina ha stregato il lettore. Siamo a Venezia da dove un giovane agente segreto, accusato di alto tradimento, è costretto a fuggire. Seguiamo il giovane De Zante fino a Costantinopoli dove incontrerà Giuseppe Nasi il nemico giurato della Serenissima. E qui il romanzo prende quota ed ha un'impennata quando appare sulla scena l'eroe di "Q" anche se con un ruolo apparentemente secondario. Nasi ha un grande sogno: quello di dare una terra, una patria, a tutti gli ebrei e per realizzarlo non esita ad investire tutte le sue enormi ricchezze ma la Storia seguirà un altro corso. Una giusta speranza, una giusta rivendicazione quella narrata in Altai che si infrangerà come una nave su degli scogli che qui sono, come nella migliore tradizione dei romanzi storici, complotti, tradimenti, intrighi di corte e delazioni. Molto violento nel narrare la sorte riservata ai vinti da parte dei turchi; non dobbiamo meravigliarci più di quel tanto: in tutti i confitti religiosi di ieri, di oggi, di domani, senza far distinzioni di sorta tra i vari credo, la violenza ha regnato e regnerà sempre e come sempre un falco volerà ineffabile sopra le tragedie umane ma non so se in cuor suo ride o piange.

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    29/11/2010 13:52:24

    Q è un'altra cosa. E per chi ha amato Q, Altai è deludente. Ancora una volta un protagonista (questa volta ha un nome e cognome, anzi due) che lotta e viaggia per trovare la sua strada e la sua identità e che alla fine compie il suo destino attraverso una libera scelta, non costretto da nessuno se non da se stesso, libero come i rapaci degli Altai. Romanzo scritto con grande perizia, pretenzioso nel lessico in particolar modo, documentato sugli usi e costumi dell'epoca, unisce sapientemente personaggi storici e personaggi di fantasia, eventi reali ed eventi inventati, ma appare sempre freddo e poco coinvolgente. Si riprende nella parte finale con la descrizione della battaglia di Famagosta e la successiva Lepanto che conducono il protagonista al suo destino, ma non conosce il respiro che Q ci ha regalato. Certo i paragoni sono sempre inutili e poco rispettosi, ma da Wu Ming ci si aspetta sempre qualcosa di più.

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    18/04/2010 17:52:43

    Bello e piacevole immergersi nel mondo di questa storia 'romanzata'. Non so quanto ci sia di vero oltre, ovviamente, alla battaglia di Lepanto. Certo è affascinante la ricostruzione ambientale in cui i personaggi si muovono: aiuta a vivere in modo più intrigante la Storia, quella con la esse maiuscola. Sono d'accordo con chi sostiene che sia ben lontana la magia di Q; al di là dell'operazione commerciale del lancio che chiaramente 'sfrutta' il successo di quell'opera di 15 anni fa, resta in ogni caso un lavoro ampiamente godibile.

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    24/03/2010 16:55:34

    A volte ti prende, altre no. Bella l'ambientazione e la descrizione dei luoghi. Q resta di un altro livello...

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    13/03/2010 20:13:08

    Il primo aggettivo che mi viene in mente per definire il libro è deludente, tanto che non l'ho nemmeno terminato. Al di là che sia o non sia la continuazione di Q, mi aspettavo sicuramente di più dal collettivo Wu Ming. Ho trovato il romanzo scontato, superficiale privo di quella miscela di originalità e impegno civile nella scelta del luogo e del periodo storico, complessità della trama e di quel pizzico di avventura che ha fatto di Q un grande romanzo. Purtroppo qualche anno fà leggendo quasi in rapida successione Q e American tabloid di James Ellroy mi sono illuso che valesse ancora la pena di spendere qualche soldo per dei libri di narrativa, ora mi rendo conto che i lampi di luce sono rari.

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    04/03/2010 09:47:37

    Opera matura, dimostra un percorso evolutivo importante del collettivo verso una prosa ad ampio respiro, dove si fondono con equilibrio contesto storico e narrazione limpida degli avvenimenti. Altai si sedimenta tra conscio e inconscio, matura lentamente offrendo spunti di riflessione sul presente; inutile il paragone con Q, il mondo è cambiato, come gli sguardi, le prospettive, le finalità di chi scrive oggi.

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