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L' altalena del respiro - Herta Müller - copertina
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L' altalena del respiro
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L' altalena del respiro - Herta Müller - copertina
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Descrizione

Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza tedesca rumena nei campi di lavoro forzato dell'Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leo Auberg, partito per il lager con l'ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all'angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà l'esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un'opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest'ultimo, e cioè quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale - come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell'ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione, questo romanzo è un potente testo narrativo.
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Dettagli

2010
251 p., Brossura
9788807018114

Valutazioni e recensioni

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Cristina
Recensioni: 1/5

non ho mai sospeso un libro in vita mia. beh sono arrivata a pagina 31 ed ho mollato. impossibile continuare. difficile da leggere, prolisso e terribilmente noioso. ripete cento volte lo stesso concetto. orribile.

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Vincenzo
Recensioni: 5/5

Libro terribile ed allo stesso tempo delicatissimo. Herta Muller ci descrive l'intima disperazione dei campi di prigionia sovietici dove la vita si aggrappa ad ogni particolare, ogni privazione, ogni singolo oggetto per perpetuare un umanità fiaccata ed ormai dimentica di qualsiasi dignità. Ombre di persone si muovono in un impalpabile poesia della sofferenza. Personaggi indimenticabili marchiati, impregnati della vita dei campi, ormai incapaci di muoversi in un'altra realtà, ci commuovono facendoci inorridire. Nessun giudizio, nessuna condanna, soltanto una descrizione allucinata in cui la fame assume reale consistenza e le cose si umanizzano con ciclo inverso alla spersonalizzazione degli internati. Libro da centellinare, da assaporare, la cui intensità è accuratamente dosata per non scadere in pietà. Un'Herta Muller in stato di grazia che riesce a restituirci l'essenza di un orrore mostrandocene un inedito lato poetico.

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Alessandro
Recensioni: 4/5

Un romanzo-non-romanzo quello del premio Nobel Herta Muller che lascia davvero il segno: non c'è una trama vera e proprio perchè nel lager il tempo non passa mai e allora e la magistrale narrativa dell'autrice a trasmettere colori, odori, rumori, sentimenti, angosce dei protagonisti. Certamente un testo lento e non semplice che può essere apprezzato a patto di accettarne il contesto.

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Herta Müller

1953, Nitchidorf (Romania)

Nasce a Nitchidorf, un villaggio tedesco del Banato rumeno. Studia all'Università di Timisoara, e nel 1976 inizia a lavorare come traduttrice in una azienda ingegneristica, dalla quale sarà licenziata nel 1979 per mancata collaborazione con la Securitate, i servizi segreti del regime di Ceausescu.Si guadagna da vivere come maestra d'asilo e insegnante di lingua tedesca. Nel 1982 pubblica il suo primo libro, che uscirà in forma censurata, come gran parte delle pubblicazioni dell'epoca. Nel 1987, lascia la Romania per andare a vivere in Germania dove vive tuttora insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner, e da lì inizierà a ricevere proposte per divenire professore universitario.Nel 2009 ha vinto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione:...

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