Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro. Saggi 1938-2008

Tzvetan Todorov

Traduttore: E. Lana
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 19 maggio 2011
Pagine: 518 p., Brossura
  • EAN: 9788811601159
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Descrizione

Il volume raccoglie i saggi più significativi scritti da Tzvetan Todorov nell'arco degli ultimi venticinque anni. È la summa di un intellettuale di enorme prestigio e autorevolezza, che affronta i temi centrali della sua opera. Giovane e brillante studioso approdato nel 1960 a Parigi dalla Bulgaria sovietica, Todorov si è subito affermato come teorico della letteratura, usando gli strumenti dello strutturalismo e della semiotica. Ha poi dedicato saggi fondamentali alla scoperta dell'America e al rapporto-scontro con l'Altro. La sua riflessione si è poi concentrata sul rapporto tra l'etica e la storia nell'era dei totalitarismi. Negli ultimi anni, ha condotto una lucida riflessione politica sul ruolo e sul futuro dell'Europa tra globalizzazione e migrazioni; e al tempo stesso ha continuato a occuparsi dei capolavori della letteratura e dei loro autori. Attraverso un itinerario personale che illumina gli oggetti della sua riflessione (da Aron a Goethe, da Primo Levi a Mozart, da Stendhal a Beckett, passando per uno "Stalin visto da vicino" e una riflessione su "Artisti e dittatori"), Todorov traccia un affascinante autoritratto. Facendoci incontrare i libri e gli autori che si nascondono dietro di essi, "Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro" ci trasmette la saggezza di un umanesimo segnato dall'incontro con il male, che tuttavia evita rassegnazione e pessimismo.

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    antonio d'agostino

    21/11/2011 07:47:37

    è una raccolta di saggi molto interessanti quest'ultimo libro di Todorov. Il saggio su Aron è bellissimo. Il cuore del libro è situato nelle pagine su La Rochefoucauld, in cui Todorov fa emergere gli elementi su cui si basa la lettura di tutta la raccolta. Elementi che raccordano insieme tutti gli scritti del volume. Il capitolo su Bechett è stimolante nel suo leggere l'opera del drammaturgo come dimensione disperante in cui la speranza ho lo spazio ideale per rigenerarsi, uscire alla luce nella sua purezza. consiglio

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