Recensioni Americana

Americana Don DeLillo Einaudi
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    13/05/2020 19:58:09

    DeLillo regala fotografie splendide di un’America forse sconosciuta a molti, la descrive con la stessa dolcezza di un padre e proprio come un buon padre non risparmia rimproveri. L’America criticata da DeLillo è quella che vive di edonismo e beni materiali, quella che ha azzerato la bellezza delle cose semplici per fare posto solo a denaro e potere. Da questo forte punto di vista DeLillo parte alla ricerca di un nuovo io, un viaggio a ritroso per ritornare là dove si è partiti, là dove si è lasciata una grande fetta di felicità.

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    16/09/2014 10:14:48

    Questo libro mantiene esattamente ciò che promette. E' il romanzo d'esordio di quello che negli anni successivi sarebbe diventato uno dei massimi esponenti della narrativa americana. DeLillo mette forse un po' troppa carne al fuoco e soprattutto non ha ancora asciugato la sua scrittura, cosa che gli permetterà nei lavori successivi di raggiungere la massima maturità espressiva. Le microstorie, ad esempio quella raccontata da Sullivan verso la fine del romanzo, sono un po' forzate e tolgono l'attenzione dai temi principali del libro. Detto questo, la qualità della scrittura di Delillo è elevatissima. L'autore affronta temi impegnativi con grande maestria: la critica della società americana, la ricerca della libertà, i continui riferimenti al tema paura della morte che sarà poi ripresa in maniera superlativa in "Rumore Bianco". Leggendo la trama ci si potrebbe aspettare un libro "on the road". Ma Americana è qualcosa in meno di un libro "on the road" ma sopratutto è qualcosa in più: un viaggio all'interno del proprio io. Consigliato sopratutto a chi ha intenzione di conoscere meglio questo autore prima di leggere o dopo aver letto i suoi lavori più importanti.

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    20/09/2012 16:46:23

    Questo è un romanzo fortemente "derridiano", che pratica il procedimento della disseminazione in modi molto simili a quelli scelti da Wim Wenders per «Lisbon Story», e infatti con analoghi limiti. Può essere considerata la storia di un uomo che desidera fortemente perdersi in un mondo diverso dal suo ma non ci riesce mai del tutto. La trama viene sviluppata in modo accettabile, specie se si considera che «Americana» rappresenta pur sempre l'esordio di DeLillo, ma il lettore fatica a sentirsi coinvolto realmente nel "cupio dissolvi" del protagonista, come invece accade in molte opere successive di questo gigante della letteratura statunitense.

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    13/09/2010 11:06:53

    A pagina 219 di questa edizione trovo scritto: "vorrei scrivere un romanzo lungo e incasinato sul genere autobiografico". Credo che l'autore ci sia riuscito.

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    05/02/2010 10:19:55

    E' un libro che rispecchia molto un'epoca (fine anni '60) ed un luogo, anzi un doppio luogo (New York e il "corpaccione" dell'America delle small towns e delle lunghe strade Interstate). La scrittura terrenziale e in parte immaginifica di De Lillo, non ancora affinata come nelle opere successive, risulta alla lunga stucchevole.

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    14/01/2010 10:52:47

    Bel libro, forse non il capolavoro che mi aspettavo di leggere, ma sicuramente un gran bel libro. E pensare che questo è un libro di esordio….. Il libro narra la storia di un giovane di successo che lavora come dirigente in un network ma da cui decide di allontanarsi per girare gli States e girare il film che ha in testa. Il film è caratterizzato da estremo sperimentalismo nella tecnica mentre la trama sono frammenti della vita dei suoi genitori. La scrittura del giovane De Lillo è comunque una scrittura già ”matura” già di un livello molto alto e secondo me la fa da padrona nel libro, non essendo un romanzo in cui l’azione sia predominante. Il bello di questo libro è però il modo in cui vengono narrate le cose, le descrizioni, le situazioni a volte surreali, ecc.. Sicuramente un bel libro, da leggere.

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    16/09/2009 19:42:41

    Americana come si può intuire dal titolo non mi è piaciuto. Non sono riuscito a terminarlo, lasciandolo sul comodino a 100 pagine dalla fine. Perchè? Il libro è inutilmente lungo e la prima parte va a pescare nel passato del protagonista, fatto di decine di nomi difficili da ricordare ed episodi molto comuni e poco interessanti. Sprazzi di grande scrittura emergono nelle parti descrittive ma può questo bastare a rendere interessante un libro tutto rivolto al passato e in sovrappeso di almeno 150 pagine di episodi superflui di vita d'ufficio? Mi sono ritrovato a metà libro a chiedermi quando sarebbe accaduto qualcosa nella storia, sono arrivato a tre quarti di libro con la sensazione che ancora la storia non fosse iniziata.

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    17/11/2008 17:09:54

    forse il libro più fresco di Delillo, adesso capisco da chi hanno copiato lo stile i cosiddetti "rivoluzionari della letteratura" Ellis e Palahniuk

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    25/09/2008 11:08:04

    Per chi ama questo autore è assolutamente un libro da leggere, da ricordare che è il suo romanzo d'esordio, pubblicato negli State nel lontano 1971.

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    10/09/2008 15:55:30

    é il primo libro di De Lillo che leggo(e non sarà l'ultimo).Devo ammettere che è uno dei libri più strani che abbia mai letto,pieno di passaggi al limite della realtà quasi,ma assolutamente divertenti ed esilaranti.Davvero un gran bel libro,non mi ha stancato mai,consiglio vivamente di leggerlo

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    02/09/2008 11:20:41

    Parte bene e poi si perde un poco per strada.

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