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John Le Carré

Traduttore: F. Pezzoli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 405 p. , Brossura
  • EAN: 9788804550075

Recensioni dei clienti

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    Ele

    15/09/2012 16.47.26

    Sublime e straziante.

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    Paolo

    18/06/2009 15.11.54

    Sarà che a me le storie di spionaggio e contro-spionaggio sono sempre piaciute poco in letteratura come al cinema, ma questo libro è veramente un supplizio di una crudeltà senza pari. Ho cominciato ad aumentare il ritmo della lettura a 80 pagine dalla fine non so se perché la storia si stava finalmente facendo un po' più interessante o perché non vedevo l'ora di andarlo a nascondere in qualche scaffale della mia libreria (meglio in quella di qualcun altro in verità). Comunque, era un regalo e non potevo far finta di niente. Prima volta di Le Carrè nella mia carriera di lettore e, quasi sicuramente, l'ultima. Senza rancore.

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    CLAUDIO

    06/02/2008 16.51.06

    E' triste leggere Le Carrè dopo tanti anni.Ricordarsi de La Talpa, La spia che venne al freddo o Tutti gli uomini di Smiley. Senz'altro la caduta del Muro ha portato via al Nostro tanti buoni argomenti, ma forse anche l'età non è dalla sua. Una mezza delusione.

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    mr

    11/01/2008 15.17.50

    Come era bello, onesto e romantico il mondo delle spie durante la guerra fredda. C’erano doppie e triplici tradimenti, spie scaltre pronte a tutti ma tutto sommato seguivano delle regole ‘’oneste’’. Non è una idea folle, il pensiero nasce dal confronto da quel mondo a quello spietato, crudele e cattivo che nasce nel mondo attuale del ‘’terrorismo’’. Non sono neppure delle spie, non hanno nessun ideale salvo quello del guadagno, sono competitors, mercenari che come mestiere fanno le spie ed alimentano la guerra, le tensione, l’opinione pubblica per proteggere interessi privati. Il John Le Carrè è assolutamente puntuale e preciso nel descriversi in modo superbo questi due mondi e le atroci differenze che ci sono. Si parte tutto con un flash back addirittura dal Pakistan inglese per raggiungere poi l’Inghilterra post coloniale che ha schiacciato non solo le sue colonie ma anche i tanti servitori che in quello avevano creduto. Arriviamo poi a Berlino dove i nostri Mundy e Sasha si incontrano e si conoscono. Sono due idealisti che credono nei loro ideali che sono di base comunista ma che toccano anche la sfera privata e il mondo intero che possa essere felice. Si c’è molta utopia, c’è molta speranza e anche molta ipocrisia di figli di ricchi che fanno una rivoluzione per ‘’noia’’, ma Mundy e Sasha ci credono in tutto questo. Da questa esperienza comune avranno modo di incontrarsi ancora per iniziare una attività di spionaggio nei paesi dell’Est. Mundy è il collegamento con Sasha che trasferito nella Germania Orientale passa informazioni in Inghilterra e viceversa. E’ il solito mondo delle spie di Le Carrè. Non siamo di fronte ad eroi alla 007 ma persone che hanno una vita, dei sentimenti comuni, dove fare la spia non vuol dire bella vita, donne e soldi anzi i nostri di soldi ne vedono pochi, fanno lavori di copertura infami, devono mostrarsi apatici comportando distruzioni familiari. Ma è anche un lavoro fatto di regole comuni fra i vari fronti dove si sa quello che ci si deve aspettare. Ma la guerra fredda v

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    michele costantini

    31/12/2007 12.57.37

    Non è il miglior Le Carré. Da spesso l'impressione di essere un libro che il buon John doveva finire per contratto. Gli elementi narrativi della saga di un'amicizia che attraversa mezzo secolo di storia ci sono tutti ma sono sviluppati a mio avviso con una certa frettolosità. Il romanzo è secondo me sul genere di La spia perfetta. Ma quel vecchio romanzo aveva una ricchezza e uno spessore che questo nemmeno sfiora. Finito La spia perfetta, sono stato ancora una settimana a ritornare sulle pagine per rivivere certe fasi della storia, per approfondire le sfumature. Insomma, lasciate perdere questo e magari, se cercate una grande saga dello spionaggio del XX secolo dirigetevi sul vecchio romanzo e nn su questo. IMHO

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    monica.xyz

    10/01/2006 18.39.21

    Libro interessante che offre diversi spunti di riflessione: a partire dall'evolversi dei movimenti universitari che agitavano la fine dei '60 in mezza Europa, quegli ideali utopistici, il Muro, la Guerra Fredda, fino ad arrivare all'attuale situazione internazionale. L'eterna lotta interiore tra ciò che si desidera e ciò che è giusto o dovuto, le frustrazioni, le angosce, il pericolo... Tutto si intreccia su questa grande amicizia che cancella ogni dubbio. Non sempre scorrevole, mantiene comunque un buon livello narrativo. Improvvise "riapparizioni" di personaggi menzionati 200pg. prima rallentano un pò il ritmo. Richiede un alto e costante livello d'attenzione per non perdere le sfumature migliori, che comunque ripagano pienamente.

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