Traduttore: E. Picco
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 7 aprile 2004
Pagine: 105 p., Brossura
  • EAN: 9788845918575
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Descrizione
Amok è una parola malese che indica una "follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica". Lo sa bene il protagonista di questa novella, un medico dai tanti conti in sospeso: con la giustizia, con la professione, con la propria vita ormai annientata. In una confessione simile a un delirio, racconta di un mondo febbrile dove si scontrano la dispotica imperiosità di una donna, convinta che tutto si compri con il denaro, e la divorante passione di un uomo cui i tropici e la solitudine hanno sviato la mente e i sensi.

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Recensioni dei clienti

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    giorgio g

    18/11/2015 14:14:38

    Leggo nella presentazione del libro che questa è una delle prime opere di Steven Zwieg che io conoscevo soprattutto come autore di splendide biografie. Apprendo anche che "Amok è una parola malese che indica una follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana, un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica." Ricordo anche che, sempre di Zweig avevo letto la "Novella degli scacchi", magnifico libro quello, ancora superiore questo. Che fare di più se non consigliarli entrambi a tutti gli amanti delle buone letture?

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    spaggio

    01/09/2014 22:12:04

    Buona la prima con Zweig: non lo conoscevo, recupererò il perduto. Consigliato.

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    Melania

    10/01/2014 23:37:07

    Tensione, angoscia, maestria. Grande Zweig.

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    Maurizio

    05/01/2013 23:07:35

    Racconto breve,ma veramente intenso.La vicenda narrata (ovviamente non la accenno.. ) è toccante,e porta con sè,via via che le pagine si susseguono,una tensione ed un climax sempre in crescendo,dischiudendo nel finale il mistero che aleggia in tutto libro. Lo scavo psicologico dei personaggi è davvero notevole e intrigante. Da leggere,vivamente consigliato.

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    lina

    27/09/2012 01:35:05

    notevole pathos: la "narrazione nella narrazione" cattura il lettore in modo quasi morboso, e la storia ripaga le attese fino all'ultima pagina. quasi perfetto.

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    Damiano

    16/07/2012 14:45:20

    Tormenti tropicali, passioni di altri tempi malattia da tardo impero. Mi ha tanto ricordato le storie di Somerset Maugham nei Mari del Sud. La storia è assurda e inverosimile ma Zweig ce la fa amare come solo i grandi della letteratura sanno fare. Non so bene il perché ma punteggio pieno senza dubbi.

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    Filippo Nox

    10/03/2012 07:39:57

    Breve ed intenso. Consigliato!

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    Lucia

    12/01/2011 08:47:21

    Breve e intenso, come l'Amok, come Zweig sa essere. Da leggere anche "Sovvertimento dei sensi".

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    Giulia

    10/11/2010 19:00:36

    Troppo breve e troppo bello

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    Nihil

    12/06/2010 11:37:52

    Davvero un peccato che sia un libro così piccolo. Zweig riesce a cesellare situazioni talmente improbabili da essere realistiche. Il protagonista si condanna per non aver saputo aiutare una donna, ma si riscatta proteggendo la sua memoria. I personaggi sono dei piccoli capolavori di psicologia.

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    claudio

    21/05/2010 18:56:29

    Piccolo capolavoro, nel senso che ha solo un centinaio di pagine. Ma anche in poche pagine il grande Zweig dà il meglio di sè.

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    Daniela

    04/07/2007 17:14:26

    Stupendo! Da assaporare parola per parola. E da rileggere di tanto in tanto, per gustarselo di nuovo!

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    Andrea

    31/05/2006 14:06:45

    Il punto è: cosa è Amok? Di là dall'accezione malese, è il climax di una parossistica tensione decadente. Il grigio volo dell' incantanto Icaro: la fatiscenza, il tormento, la ferocia della modernità.

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    Benedetta

    29/04/2006 23:24:12

    Per pienezza di pensiero, per capacità espositive, per solidità narratologica, Zweig si conferma scrittore eccelso. Grazie ad Adelphi per aver divulgato questo misconosciuto gioiello del ricco scrigno di Stefen Zweig!

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    co

    13/03/2006 16:23:03

    trionfo dell'irrazionalità e della rabbiosa follia sulla ragione, la scoperta dei propri limiti, dei limiti di un medico "imbottito di scienza" davanti alla morte, la considerazione della miseria intrinseca all'esistenza umana, questo è quello che caratterizza il breve, ma realmente intenso viaggio che il grande Zweig propone in une delle più coinvolgenti opere della letteratura tedesca. sconvolgente..

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    marilia

    15/02/2006 09:05:02

    peccato che non ci sia la possibilità di dare un giudizio altissimo!

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    marilia

    20/01/2006 10:15:06

    una scrittura elaborata e carica ma piacevolissima. le descrizioni dei pochi personaggi sono efficaci.la vicenda che poteva risultare improbabile è invece tanto ben impostata da risultare credibile.un solo difetto(...o è un pregio?)si legge in un'ora.

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    stefano

    16/11/2004 12:55:16

    Discreta lettura. Lo scrittore ha un "passo" decisamente svelto e le emozioni si susseguono incessantemente dall'inizio alla fine del racconto. Il vantaggio di avere solo 100 pagine fa di questo libro un concentrato di buona scrittura lasciando al lettore un libro facile da leggere ma non semplice da interpretare.

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    Alberto

    22/10/2004 18:55:32

    Circa 6 anni fa, in edicola, mi e' capitato tra le mani il libricino di Zweig "Gli occhi dell'eterno fratello"; l'autore mi ha immediatamente stregato. Da allora ho letto quasi tutto, o meglio, tutto quello che sono riuscito a reperire in libreria e tra la polvere dei venditori ambulanti. Ogni suo libro e' un capolavoro. Un evviva all'Adelphi per questo titolo. Finalmente qualcuno si e' ricordato di Lui. Da assaporare!

Vedi tutte le 19 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Amok è la prima delle opere di Stefan Zweig (1881-1942) che Adelphi ripubblica in lingua italiana. La novella apparve nel 1922 come feuilletton nella "Neue Freie Presse", prestigioso quotidiano viennese che aveva contribuito al definitivo lancio del giovane Zweig nel 1902. Uscito in Italia nel 1930 presso Sperling & Kupfer, il testo venne dimenticato fino al 1992, quando Frassinelli lo ripropose nella bella traduzione di Emilio Picco. Ora ci si augura che finalmente Zweig possa godere di una riscoperta vera e propria, visto che Adelphi annuncia la riedizione di altre opere significative. Scrittore di rango europeo, grazie ai suoi valori pacifisti e al suo anelito di fratellanza tra le culture tedesca e francese, Zweig è in Francia "uno dei due o tre scrittori di lingua tedesca mai dimenticati", tanto da aver meritato nel 2003 un busto commissionato dalla presidenza del senato, collocato accanto a quelli di Verlaine e Stendhal nei giardini del Luxembourg. Il titolo originale di questo libro è Der A mokläufer: "amok" è un termine di origine malese tuttora di uso comune nella lingua tedesca per designare comportamenti dettati da un improvviso, irrefrenabile raptus. A un simile incontrollabile impulso soggiace il protagonista della novella, un medico tedesco che, dopo aver tentato di rifarsi una vita nelle Indie olandesi, non riesce a sottrarsi alla passione divorante per una giovane donna inglese, di cui causerà indirettamente la morte. Il narratore, nel quale riconosciamo lo stesso Zweig, quando afferma che "le situazioni psicologiche misteriose esercitano su di lui un fascino addirittura sconvolgente", ne riferisce il tormentato racconto, raccolto nel corso del lungo viaggio in nave che riporterà in Europa i suoi personaggi principali, comprese le spoglie della giovane inglese. La novella è ambientata nel 1912, l'anno in cui il naufragio del Titanic anticiperà il vicino crollo di tutte le infondate speranze del "mondo di ieri".

Giorgio Kurschinski