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Catherine Dunne

Traduttore: E. Kampmann
Editore: Guanda
Collana: Le Fenici
Anno edizione: 2013
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788823504837
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Recensioni dei clienti

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    Laura

    18/01/2017 15.59.20

    Dopo aver terminato, e anche con una certa fatica, questo romanzo, mi sono domandata che senso avesse. Tanto è bello, intenso e profondo "La metà di niente", tanto è insulso questo. L'idea di riprendere le vicende di Rose, dopo 8 anni, ritrovarla di nuovo alle prese con un marito letteralmente sparito, che torna solo per ottenere la liquidazione di quanto gli spetta, rivederla nella gestione non solo della sua attività commerciale, ma anche dei tre figli ormai cresciuti, era ottima. Peccato che la piega presa sa tanto di Harmony, tutto viene banalizzato. Alcune parti sembrano inserite a forza, altre lasciano sbigottiti per la superficialità e la pochezza. Non so come funzioni il diritto irlandese, ma un padre che scompare per 8 anni senza mai fare nemmeno una telefonata ai figli, da noi non avrebbe diritto nemmeno di varcare la soglia di un tribunale! Deludente

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    francesca

    29/07/2016 09.48.27

    Avevo letto "La Metà di nulla", conoscevo quindi la protagonista e l'autrice, mi aspettavo qualcosa di leggero, ma è riuscito comunque a deludermi. Banale, scontato, prevedibile. Non mi sento di consigliarlo neppure sotto l'ombrellone.

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    faffa

    06/04/2013 16.47.59

    Scrittrice consigliatami qualche tempo fa da una mia amica e per tale motivo, in biblioteca, lo sguardo è caduto su "L'amore o quasi" che ho letto con piacere, scorrevolezza e percependo tutte le ansie, le paure, i timori, la rabbia e le speranze di Rose. Lei gestisce la società di catering "Bonnie Bouche" con tre affiatate colleghe, è mamma di tre figli ognuno dei quali con il proprio carattere, con le proprie peculiarità e con la propria rabbia nei confronti del padre che è andato via 8 anni e 3 mesi prima. Ben, il padre e il quasi ex marito d Rose, torna all'improvviso, sconvolge una serenità conquistata dalla sua ex famiglia con forza e dolore. Vuole ricomporre un rapporto con i tre figli che in maniera critica e matura riescono -anche perché ben allevati da Rose- ad andare oltre l'affronto subito. Rose con caparbietà e affiancata dall'avvocatessa Pauline e dal commercialista Sam riuscirà ad affrontare questa nuova rottura del suo equilibrio che, però, le sta già a prendo una nuova strada, quella dell' AMORE O QUASI ...

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    elf

    27/04/2012 10.56.34

    Dopo aver letto con piacere e coinvolgimento La meta' di niente, quando sono incappata nel seguito l'ho comprato entusiasta, ma mentre il primo aveva grande respiro e profondita', L'amore o quasi e' scontato, amorfo e piuttosto banale. Dialoghi forzati e pieni di luoghi comuni, scene zeppe di stereotipi, sembra una sitcom dozzinale in relazione al film di buona fattura che era il primo volume. Personaggi inesorabilmente piatti, profusione di particolari insipidi, alcune vicende di contorno sembrano messe li' solo per fare massa (quello che accade al Bonne Bouche non contribuisce minimamente alla sostanza della storia, ma pare un riempitivo casuale), mentre non viene svolta, per esempio, la figura del marito redivivo - questo, secondo me, avrebbe forse dato un po' di spessore. E' come se mancasse un ordito su cui ricomporre fatti che restano invece sparpagliati e autoreferenziali. E l'effetto e' noia. Leggendo, non riuscivo a calarmi nelle scene, ma vedevo solo la scrittrice intenta a rassegnarsi alla stesura del testo tra una tazza di te' e due passi in giardino. In definitiva mi e' parso un libro scritto senza passione e solo per esigenze commerciali. O scritto da un'altra persona. L'ho rivenduto.

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    ru

    11/10/2010 18.47.56

    lento, noioso, stupido. una donna che deve divorziare e allora? un marito avido e allora? figli perfetti naturlmente. amiche super. avvocati che non esistono nemmeno nelle fiabe e commercialisti che invece di fare i conti si innamorano...insomma un tedio infinito!!!!!!!!

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    Sofia

    05/09/2010 19.19.16

    .. sarò impopolare, ma a me questo libro è piaciuto, anche più di "La metà di niente". Leggevo qualche tempo fa un articolo sulla "resilienza" e cioè sulla capacità di affrontare i problemi come opportunità di crescita e questo libro rende perfettamente l'idea. Rose si rialza, ancora una volta, dopo una nuova catastrofe, ma questa volta non perde tempo a rimettere insieme i cocci, anzi, butta tutto e decide finalmente di comprarsi un vaso nuovo che le piace e la gratifica di più. Coglie il ritorno del marito, dopo 8 anni di silenzio, come occasione per chiudere definitivamente la partita e lascare andare una volta per tutte ciò che era stata le permette di rinascere. Bello davvero perchè "non si può cedere solo perchè è più facile che vincere"!

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    simona

    23/09/2009 10.49.42

    l'ho smesso di leggere a metà quando doveva ancora dire al terzo figlio del ritorno del padre! Meno male che di figli ne ha solo tre! Illeggibile

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    Brunella

    29/07/2009 15.41.01

    Al primo romanzo "la metà di niente" avevo dato 5 stelle ma questo non ne meriterebbe nemmeno 1. Non capisco perchè la Dunne abbia voluto scrivere il seguito di un romanzo che le era venuto così bene. Questo? Questo è un romanzetto melenso stile Harmony, tutto "peace and love", i figli sono perfetti, le amiche sono sempre disposte ad accollarsi tutti i problemi e sempre pronte ad aiutarti, l'ex marito un emerito fallito. E la protagonista Rose? Lei in tutto questo romanzetto (scritto forzatamente) è la divina creatura alla quale tutto è concesso, tutto è regalato e....vissero a lungo felice e contenti. E poi non credo che in tutta Dublino, o meglio in tutta l'Irlanda, qualcuno si sia bevuto ettolitri di tè come tutti in questi libro. Ok il rito del tè ma qui è decisamente paradossale. Stento persino a credere che questo romanzo l'abbia scritto la stessa autrice. Brutto, brutto, brutto, bruttissimo!!!!

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    paola

    02/11/2008 19.24.09

    Il seguito un po' forzato della "Metà del niente".Scorrevole ma poco approfondito il ritorno dell'ex marito, scontato l'innamoramento per Sam.Si rimane comunque incollati al libro come in tutti i romanzi della Dunne.

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    Roberta

    29/08/2008 10.10.40

    Meno bello de "La meta' di niente" di cui e' il seguito, la storia si legge in breve tempo senza particolari coinvolgimenti. Simpatica Lisa, la figlia di Rose, alle prese con i problemi adolescenzial

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    Tiziana

    11/12/2007 14.44.01

    Da leggersi dopo "La metà di niente" per una questione di continuità della storia. Questo romanzo, decisamente meno coinvolgente del primo, lascia un pò a bocca asciutta. Nonostante sia a tratti scontato e prevedibile, la protagonista riesce sempre a trasmettere una grande forza d'animo. Consigliato a tutte le donne che lavorano con figli.

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    eugenio

    10/01/2007 19.11.35

    Il libro mi è piaciuto anche se l'ho trovato inferiore a "La metà di niente". Come in altri libri della Dunne il motivo dominante è sempre quello di una donna abbandonata dal marito. Però la scrittura è fluida e scorrevole e si legge piacevolmente.

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    daniela

    21/09/2006 10.16.34

    Anche per me noioso e ripetitivo... Metà del romanzo per dire ai figli che l'ex marito è tornato, l'altra metà stiracchiata fino al finale dell'innamoramento "forzato" della protagonista. Pensavo che la storia di Angela avesse un qualche nesso col ritorno del marito,invece niente... piantata lì per caso. Bocciato in pieno, solamente scorrevole.

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    luciana

    18/09/2006 15.15.58

    La meta' di niente mi ha stregata l'ho letto in due giorni, fantastico! L'amore o quasi mi è piaciuto e mi ha interessata perchè è la continuazione del primo, anche se per certi versi mi ha annoiata riguardo al fatto di Angela, che poteva anche essere tralasciato non avendo una particolare importanza. Molto bella la figura di Sam anche se troppo romantica e perfetta.

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    Elena

    07/09/2006 16.07.54

    scrittrice straordinaria, incantatrice, dispensatrice di emozioni incredibilmente reali, tangibili, vere... sembra quasi di conoscere i personaggi da sempre, sembra di poterli ascoltare, osservare in silenzio, annusare, toccare, tanto sono veri...diventano parte di te, della tua giornata e ne puoi sentire le voci e i profumi... A chi ha scritto che la storia è banale e surreale (es: le amiche che ci sono sempre, ecc...) dico con certezza che la vita a Dublino è esattamente come la descrive questa scrittrice... Se la incontrassi, vorrei solo abbracciarla e ringraziarla di cuore di tutte le emozioni che mi ha fatto provare con la sola forza -straordinaria- delle parole.... Vi prego leggete i suoi libri e vi si aprirà un mondo.....

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    cristina torri

    26/07/2006 13.44.22

    consigliato a tutte le donne sposate dai quaranta in su. è terapeutico.

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    Serena

    29/06/2006 08.56.11

    Non sono rimasta particolarmente soddisfatta... il libro è scorrevole e indubbiamente si legge bene però la storia è deludente, priva di forti emozioni... poco più di un romanzetto noioso!

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    marisa

    25/06/2006 22.33.43

    la dunne sa scrivere bene, ma in questo libro non dice assolutamente niente! il libro è noioso, si resta sempre in attesa che accada qualcosa, la figura di ben è solo accennata ed è priva di introspezione psicologica. Meglio il ritratto della quotidianità. Completamente inutile l'episodio di angela. Si legge con la voglia di finirlo al più presto per passare a qualcosa di meglio. Un libro inutile che non lascia tracce nel lettore.

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    chiara

    14/06/2006 19.10.14

    Rose, la protagonista, è veramente una donna FORTE, ha lottato con tutte le sue forze per provvedere ai suoi tre figli, sia dal punto di vista economico che affettivo, reagendo alle numerose e grosse difficoltà con grinta e tenacia, non esaurendosi ma rimanendo lucida e presente con i pensieri. E alla fine la vita le concede una seconda possibilità di amare…credete che una donna simile se la faccia scappare?…inoltre lo trovo rilassante e rassicurante il rito del thè così spesso riproposto nei momenti critici, un “punto fermo” durante le “tempeste” delle vita…e purtroppo avere dei figli adolescenti che creano qualche problema è molto reale!

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    Squalo

    13/06/2006 11.40.54

    Un fatto indiscutibile è che la Dunne sa scrivere, lo sa fare bene e sa coinvolgere al punto giusto il lettore. Ma oltre la forma cosa c’è?...si ha l’impressione che il romanzo sia un’accozzaglia di luoghi comuni, di ripetizioni e di banalità ben confezionati: lo stramaledetto e ripetitivo rito del the (ne ho la nausea!), messo lì in qualsiasi circostanza, quasi a fare da riempitivo nei momenti “morti” del romanzo – e ve n’è a iosa! – quell’inverosimilmente falso mondo di amiche sempre pronte ad aiutare la protagonista e a farla sorridere anche nei momenti piu’ catastrofici (ma lo sono davvero o sono solo una forzatura?), quei tre figli forzatamente problematici e Rose, la protagonista, che sembra essere arrabbiata per forza d'inerzia…Insomma, cara Catherine, perché non ti sei fermata a “La metà di niente”?...avresti continuato a fare del bene a tutti!

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