Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2008
Pagine: 204 p., Rilegato
  • EAN: 9788806187231
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Recensioni dei clienti

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    Laura

    10/11/2008 14:00:32

    Questo libro descrive una uomo: come appare, come è. E così si alternano il senso di impotenza, di accettazione di una società (quella africana) marcia, in grado di annullare il valore di una vita (quella della madre per esempio); l'illusione di poter cambiare le cose partecipando in modo attivo con la "rivoluzione", sacrificando la propria vita ad una giusta causa; la disillusione di questo sogno. Il sentimento che più mi ha colpito comunque è quello della consapevolezza che questo mondo non è certo cambiato, ma "mi sarei odiato se non avessi lottato per farlo...".

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    philo

    28/04/2008 11:26:48

    Ho letto gli altri libri di makine, che ritengo molto belli, purtroppo questo mi ha profondamente deluso. Troppa confusione, il "che", Lenin, Angola, Russia, Cuba, insomma un po troppa carne al fuoco.

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    gianluca guidomei

    18/04/2008 17:17:24

    Il libro di Makine è un' opera assolutamente straordinaria. E' la storia di Elias, combattente angolano, che diventerà un vero e proprio rivoluzionario: prima nel suo paese, poi passando per Cuba e per l' Urss, che eleggerà patria del suo cuore, grazie al suo amore eterno per Anna, una donna che non potrà avere. Quello che però è impressionante, è il modo in cui l' autore descrive l' Africa, in tutte le sue contraddizioni: con sguardo lucido non si sofferma sull' esotismo, la magia o la bellezza di questo martoriato continente, ma lo descrive come un luogo di stupro continuo (metaforico e non), una zona di conquista e sfruttamento per le potenze occidentali, un mondo che non riesce ad uscire da una situazione di estrema corruzione, povertà, violenza, tremenda violenza. Anche le utopie del comunismo hanno fallito e la rivoluzione marxista diventa una squallida caricatura della voglia di libertà e uguaglianza che dovrebbe animare gli uomini di ogni parte del mondo. Dice Elias..."A che serve fare la rivoluzione, se poi gli uomini non imparano ad amare diversamente?". E' questo il senso de "L' amore umano": gli ideali possono fare volare le nostre aspirazioni,ma Elias ci spiega che..."Avevo seguito con attenzione il discorso di Fidel Castro, il suo fervore nello sposare la causa degli ultimi, nella necessità della rivoluzione permanente, ma in due ore di comizio, non aveva mai pronunciato la parola amore, non aveva mai accennato all' amore di un uomo per una donna...dov' era questa rivoluzione?".

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