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Senofonte

Curatore: F. Ferrari
Collana: I grandi romanzi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 276 p. , Brossura
  • EAN: 9788817020794

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    Gorgo

    04/03/2014 18.30.37

    Libro per appassionati di diari militari, realistici e asciutti, e di storia greca. Letto come "libro d'avventura" (così fra gli altri Calvino), risulta anomalo: perché è anche diario, pieno di dettagli, libro di viaggi, con qualche curioso particolare esotico, e auto-apologia. S. rifugge da pathos ed epico, salvo che non siano i fatti stessi drammatici o epici. Povero pure ad analisi psicologica dei mercenari: in un unico discorso S. rapidamente cita fra le motivazioni di tutti la voglia di arricchirsi e quella di farsi onore con imprese guerresche; e più volte nei fatti e nelle scelte emerge la prima, anzi il desiderio di non tornare in patria più poveri di prima. Ed è tutto. Lo stesso realismo sincero e asciutto ispira la narrazione. Focalizzazione coinvolgente, interna al gruppo dei soldati, perduti in territorio ostile (behind enemy lines: vi ricorda qualche film?) ma che resistono a nemici e gelo. S. parla di sé in 3a persona, anche se il suo personaggio diventa via via protagonista, e l'umiltà, la ragionevolezza ce lo rendono simpatico. Narrazione perciò impersonale, quasi spietata: sono appena citati i compagni che in un assalto riportano i fianchi fratturati e, subito dopo, lo "spettacolo spaventoso" del suicidio collettivo, compresi i bambini uccisi dalle madri, dei Taochi, assediati e vinti dai Greci in cerca di vettovaglie. Stessa semplicità nel citare la non rara omosessualità tra i soldati. La mentalità antica: fede e fatalismo, con continui sacrifici agli dei, prima di prendere decisioni - fissazione soprattutto di Senofonte -; ma attenzione pure all'intelligenza degli uomini, tattica o dialettica: pur brevi, i discorsi sono sempre efficaci ("E chi vuol sopravvivere, cerchi di vincere: i vincitori uccidono, i vinti restano uccisi"). Buona l'edizione, non la rilegatura: utili biografia, giudizi critici, cartina geografica; traduzione discutibile talora nella scelta del registro linguistico (numerosi i pleonasmi, specie dei pronomi) e del lessico.

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    Vincenzo Ferrara

    16/12/2013 02.20.53

    Forse la migliore edizione dell'Anabasi letta. La traduzione è una "reale" traduzione in un corretto Italiano. Perché specifico questo? Altre versioni che mi sono capitate sottomano in passato vantavano una traduzione troppo letterale nei confronti dell'originale versione greca. Una traduzione deve essere si rigorosa, ma renderla troppo letterale, secondo me, fa venire meno il principio stesso di traduzione minando fortemente la lettura di un'opera. Questa versione dell'Anabasi è rigorosamente tradotta, ma anche perfettamente italianizzata rendendo così la lettura fluida e, sicuramente, più appassionante riuscendo comunque a mantenere in toto l'impostazione che Senofonte ha dato all'opera, senza alcuna snaturalizzazione. Ottimo lavoro. Riguardo l'opera in se, che dire, avventura fantastica, emozionante e, soprattutto, storica. Da avere.

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