Anatomia di un giocatore d'azzardo

Jonathan Lethem

Traduttore: A. Silvestri
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2017
Pagine: 436 p.
  • EAN: 9788893441636
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Uno stralcio dell’intervista a Jonathan Lethem apparsa su TuttoLibri:

Ho imparato a giocare a backgammon con il mio migliore amico Joel, che viveva dietro l'angolo del nostro isolato a Brooklyn, su Pacific Street. [...] Dopo la scuola, Joel ed io ci piazzavamo nel suo salotto deserto per dedicarci a diversi giochi da tavolo e di carte - scacchi, Monopoly, Othello, Mille Bornes - ma firmammo per scegliere il backgammon come occupazione principale. Il backgammon era facile da imparare eppure impossibile da padroneggiare, e fondeva l'aleatorietà di un gioco basato sui dadi alla scienza strategica degli scacchi. Questa era una benedizione, per due adolescenti ebbri di testosterone, la cui amicizia era avvelenata dalla competizione: l'esito di qualunque partita poteva essere attribuita al capriccio dei dadi. C'era sempre un'altra vittoria, e un'altra sconfitta, proprio dietro l'angolo. In seguito scoprii due cose: il backgammon era un rito vetusto, risalente (almeno) alla Mesopotamia - uno dei giochi più vecchi, praticati dall'uomo senza soluzione di continuità fin dall'antichità. [...] Giocandovi da adulto, ed esplorandone le potenzialità nel mio romanzo, ho incontrato di nuovo il perdurante, irriducibile mistero del backgammon: ogni congiuntura sulla tavola è del tutto manifesta e trasparente, e tuttavia nessuna partita è uguale a un'altra, né in qualche modo prevedibile. Il Backgammon [...] in quanto microcosmo che rispecchia e compendia la vita, annulla il tempo pietrificandolo e sospendendolo - ma forse questo è il fervido desiderio di qualunque giocatore d'azzardo. La storia del mio libro è la storia di quanto rimane quando il giocatore d'azzardo perde tutto ciò che lo rendeva se stesso.