Categorie
Traduttore: F. Bruno
Editore: TEA
Collana: TEA biblioteca
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 217 p., Brossura
  • EAN: 9788850235711
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 7,50

€ 10,00

Risparmi € 2,50 (25%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Paolo

    25/01/2009 18.03.41

    Si legge, ma siamo ben lontani da un capolavoro. Piuttosto prevedibile, non lascia granché alla fine della lettura, che sembra più mirata alla spiaggia.

  • User Icon

    gianfranco marchioni

    30/11/2008 18.48.46

    bellissimo, pervaso da una tristezza lieve e intrigante, lo ho letto con vero piacere. La mia passione per i gialli americani, pieni di ritmo e suspence, si è infranta su questo leggero e avvincente romanzo. Da non perdere

  • User Icon

    Davide

    14/07/2008 20.26.52

    Un affresco ottimamente confezionato di un paese e di un momento storico è da contorno alla vera protagonista di questo romanzo: la complessità e l'impenetrabilità dell'anima. Ragazzi, qui non si salva nessuno: colpevoli e giustizialisti, personaggi di contorno e narratore, ognuno ha il suo lato oscuro ed inquietante. Ognuno ha una vita che deve essere soppesata e rivalutata, ognuno deve scontare una condanna ben più dura di quanto può essere deciso da un tribunale. Il grigio appartiene all'anima ma anche all'angoscia con cui il lettore vede dipanarsi la storia di un romanzo stilisticamente e poeticamente perfetto. Un plauso a chi ha curato la traduzione.

  • User Icon

    giacomo

    09/10/2006 22.05.52

    Bello! Da leggere. La descrizione dei personaggi è ottima. La storia è triste ed inquietante ma scritta in un modo che sa essere invitante.

  • User Icon

    Giulia

    11/06/2006 18.26.45

    Complice una rara domenica sonnacchiosa ho letteralmente divorato le 200 pagine di questo splebdido romanzo.. Mi avevano i bellissimi commenti su IBS, per cui mi sono avvicinata a questo libro che a tutta prima sembra un semplice giallo: Una bambina di 10 anni viene trovata uccisa in un canale del suo piccolo paese, un caso chiuso in fretta, che per viene riaperto, a distanza di quasi 20 anni da un poliziotto che cerca di scoprire cosa sia veramente successo. Siamo in Francia, durante la prima Guerra Mondiale, e alla tragedia "privata" del paese, si contrappone la tragedia umana della guerra. Non posso dire molto della trama perché rovinerei il piacere (o il dolore?) della scoperta personale. Vi dico solo che non è un giallo, è un romanzo sull'anima, un romanzo drammatico. Un libro condensa tanto tantissimo: in sole 200 pagine vediamo sfilare dei personaggi indimenticabili, la storia di un mistero e della sua risoluzione, tantissime riflessioni che vorreste sottolineare e ricordare. A differenza di romanzi come La valle dell'Eden, dove il male aveva contorni definiti, quasi affilati, qui è quasi impossibile capire dove di trova, quale sia il confine tra il dolore, il vuoto e la crudeltà: non esistono santi né carogne, "Siamo tutti delle anime graziosamente grigie" pronte a fare del male se un dolore profondo ci uccide l'anima, capaci di mostrare un sorriso sereno e di essere morti dentro..un romanzo sulle apparenze sull'impossibilità di penetrare davvero nell'animo umano e capire cosa spinge a compiere un'azione. Un romanzo che non giudica, ma neppure assolve. Leggetelo perché è struggente, doloroso, vero e commovente. Un'ultima parola sullo stile,a tratti duro e sanguigno, a tratti sottile e poetico, con una traduzione perfetta.

  • User Icon

    gianni43

    09/06/2006 10.43.55

    Si è gridato, da parte di quasi tutti, lettori e critici, al capolavoro e mi sembra francamente un'esagerazione. Il libro funziona soltanto in parte e per il resto è un po' noiosetto. Inizia piuttosto bene, poi perde colpi nella parte centrale e si riprende alla grande nell'ultima parte. Probabilmente nuocciono al romanzo l'eccessiva quantità di personaggi, a volte francamente non necessari, e i continui rovesciamenti temporali che, alla lunga, diventano "maniera" e sono piuttosto meccanici.

  • User Icon

    Isa

    15/11/2005 14.39.43

    Ben scritto, sicuramente anche ben tradotto, per ricordare a tutti che "non è mai come sembra".

  • User Icon

    franco

    29/07/2005 11.29.03

    Pagine affilate come lama di rasoio, parole mai così opportune e scomode, immagini che non esprimono ma imprimono e impressionano come quadri violenti, come la vita occulta che ci divora giorno dopo giorno. Ci sono due parti emblematiche, almeno seguendo le mie emozioni: il delirio omicida ai danni del milite, straziante parabola umana, e la visita al Castello, capitolo che ha un'anima a sè, capolavoro di purezza stilistica e verità. Un immenso plauso a Francesco Bruno per la splendida traduzione.

  • User Icon

    Greta

    07/07/2005 10.12.24

    La voce narrante del libro è quella del poliziotto che seguì le indagini. Un uomo che ripercorre la vicenda e la sua stessa vita ormai al termine, pensavo fosse un thriller e in vece non lo è. E’ di più. E’ un viaggio della persona nelle persone, un libro intimistico che cerca in poco più di duececento pagine di raccontare e capire il cuore degli uomini. Drammatico. Ognuno dei personaggi ha il proprio segreto nel cuore, ognuno ha la propria colpa da espiare. Alla fine del libro ci sono i colpevoli, tutti, chi più chi meno, come dice il titolo: “Carogne, santi non ne ho mai visti. Niente è tutto nero o tutto bianco, è il grigio che vince. Idem gli uomini e le loro anime….Sei un’anima grigia, graziosamente grigia, come noi tutti…”. Scritto benissimo da questo giovane autore francese, vincitore del premio Renaudot, (già assegnato in passato a Cèline). Uno stile semplice, scorrevole e a volte ironico. Fresco insomma. Quante volte vorremmo leggere nei pensieri delle persone? Quante volte facciamo dei grossi sbagli di giudizio sulle persone? C’è un personaggio nel libro, una giovane insegnante bella e delicata come una rosa a cui tutti attribuiscono una grande serenità e una pace interiore. Viene seguita con tenerezza dagli occhi degli abitanti del villaggio e lei dispensa sorrisi e buone parole a tutti. Se dovessi darle un colore le darei tutti i colori dell’arcobaleno. Ma questa è l’apparenza, quello che noi vogliamo vedere, perché guardiamo solo con gli occhi e non basta mai, non è sufficiente, è solo uno sguardo superficiale. La trama del libro è questa: la nostra superficialità, la nostra leggerezza quando pensiamo di capire le persone, pieni di noi stessi quando pontifichiamo sui nostri pareri, sui nostri giudizi. Il libro è amarezza. Non è il primo autore che cerca di svelare la viltà umana. Magari non è neanche quello che l’ha fatto meglio, magari è inutile parlarne più di tanto, basta guardarsi intorno o cercare di guardarsi dentro. Siamo non siamo delle anime grigie?

  • User Icon

    Albys

    11/06/2005 10.13.24

    Ci sono scrittori che mettono su carta il mondo degli uomini e, recitando poesie vestite col mantello della prosa, trascinano altri uomini a leggere di loro stessi, spaventandoli di fascino. Claudel è uno di questi eroi. Coltivando la poesia grigia della vita come fosse una vestale della salvezza, ci immerge in un campo di umori e battaglia bagnandoci il cuore di scempi e solitudini, di iniquità e rimorsi, per raccontare l’unica storia che in fondo merita di essere raccontata: la storia di ciò che rode l’anima. Con una penna difficilmente eguagliabile per soffice lirismo e spietata allegoria, Claudel ci fa sentire il respiro degli anni della prima guerra mondiale in una campagna francese dove il male di vivere sembra abbia costruito il proprio quartiere generale. Sfilano, sotto i nostri occhi golosi di intimismo, i quieti lamenti di persone disabitate dagli affetti, di arroganti personaggi che hanno un ruolo che credono discenda direttamente da Dio, di gente che cerca qualcosa e altra gente che da quel qualcosa è in fuga. C’è dolcezza e malinconia, in quel che si racconta. C’è la tristezza e la dura ironia della morte. Ma Claudel sa fare in modo che nulla prenda il sopravvento, spargendo i colori sulle sue pagine in modo che ognuno sappia cogliere la sfumatura che preferisce sulla paziente tavola grigia di carta. I tempi della narrazione sono spesso sospesi, come tutta la storia. Un esercizio rischioso e difficile, ma il francese è narratore di razza, oltre che scrittore sublime, e al termine di duecento pagine stupende tutto si definisce nel solo risultato possibile. Un libro meraviglioso, che merita almeno due letture, un’opera romantica e crudele proprio come i tramonti rossi e ghiacciati dell’inverno. Un romanzo come non se ne scrivono quasi più, recita un giudizio di Le Nouvel Observateur riportato nella terza di copertina, una volta tanto perfetta nel presentare il libro. Claudel si prende i suoi tempi e manda a quel paese il freddo minimalismo narrativo moderno. Il risultato è di agghiacciante bellezza.

  • User Icon

    Ceia

    08/05/2005 14.46.36

    Personaggi complessi, densi di sfumature, di tutte le tonalità del grigio. Non è un thriller bensì un romanzo drammatico. Duro, cupo, doloroso. Non c’è riscatto, non c’è un raggio di sole che buchi la nebbia o che disciolga il ghiaccio perenne di quelle anime. E’ un romanzo che parte da un omicidio ma non si pone la questione della colpa. Non si cerca il colpevole. Non più, almeno. Sono passati troppi anni, sono successe troppe cose. Il Caso ha inquinato tutte le acque del mondo, anche quelle che stanno ancora in cielo pronte per scendere. Ha insozzato il candore della neve, la frescura della pioggia. No, questo romanzo non vuole trovare l’assassino di quella bambina. Si va oltre. Si entra nei pensieri, nelle sensazioni, nella mente dei personaggi. Si riflette. Su quanto la vita possa essere stronza. Su quanto il destino possa divertirsi a muovere i fili di noi tutti, suoi piccoli e insignificanti burattini. Su che cosa saremmo capaci di fare, quando l’amore diventa dolore. Dolore, il dolore quello eterno, quello senza più scampo. Quello che non ti lascia via d’uscita. Il dolore che, quando smette di fare male, è ancora peggio perché viene sostituito dall’assenza di emozione. Arriva il vuoto. Questo libro mi ha colpito. Mi ha scossa. Ricorda un po’ il Mason di Anime alla deriva. La costruzione della trama è fatta pressappoco nello stesso modo, nel senso che veniamo a conoscenza dei fatti per voce di un uomo anziano che racconta di come sia andato alla deriva. Inesorabilmente. E, come mi è accaduto con Mason, ho fatto un po’ fatica a prender le misure con il tempo dei verbi. Mason anche per la profondità e per tutto quel che si può dire della vita che ti porta a compiere certe scelte.Ho trovato Claudel un narratore attento, anche alle singole parole, uno di quegli autori che si prendono i loro tempi per descrivere un paesaggio, o una voce, o i sentimenti. Poca azione - ma un lungo e continuo racconto dove il presente e il passato si intrecciano – la lettura è scorrevole, interessante. E’ bravo. PUNTO.

  • User Icon

    Silvia

    04/05/2005 14.42.40

    E' uno dei libri più sconvolgemente belli che abbia letto. Splendide le atmosfere rarefatte, i personaggi intensamente umani, la vicenda - paradigmatica della solitudine umana di fronte al mistero della morte. Assolutamente indimenticabile anche lo stile, così consono al tempo e alla vicenda ritratti. Non è il genere di libro che si legge per divertimento, ma, una volta incominciato, è difficile non lasciarsi avvolgere dal suo fascino.

  • User Icon

    CINZIA

    13/04/2005 16.05.15

    Un bel libro. Ci sono tutti gli ingredienti per leggerlo tutto d'un fiato. La tecnica di scrittura dell'autore è originale: parla a sè stesso, parla a noi lettori, si confessa, ci trasmette la sua disperazione e la disperazione di un' epoca e di un luogo di confine e il tutto senza giudicare ma rapportandosi come un'anima grigia in mezzo ai suoi simili.

  • User Icon

    valentino massardi

    03/03/2005 19.40.16

    Un libro bellissimo e tristissimo... sconvolgente alla fine. Nel leggerlo a momwenti ho provato anche una certa sensazione di fastidio: la vita è proprio così grigia? Forse no, ma se ci fermiamo un attimo a riflettere sulla condizione umana... Meglio non pensarci troppo e mantenere almeno un briciolo di speranza.

  • User Icon

    Sandro69

    22/02/2005 22.40.46

    Libro di buonissima qualità, letterariamente parlando, con una struttura complessa che l'autore sa gestire bene. Purtroppo questo libro ha il "difetto" di essere breve e si riduce quasi ad una riflessione semi-filosofica dell'autore sulla insensatezza della guerra e sulla pochezza di alcuni omuncoli. Sono tutte anime grigie alla fine... Sconsiglio la lettura a chi è già depresso. E' il libro più triste e con una visione più negativa e rassegnata del mondo che abbia mai letto. Perciò per leggerlo bisogna essere solidi di testa, altrimenti dopo 30 pagine si rischia di gettarlo nel caminetto o fuori della finestra. E' certamente un capolavoro, o almeno l'esercitazione per un capolavoro.

  • User Icon

    amazanz

    25/01/2005 11.40.41

    Davvero un ottimo libro...forse un po' troppo "metafisico" l'inizio (ed è per questo che non mi sento di dargli il massimo dei voti), ma se si ha il corggio di proseguire illibro diventa davvero fantastico e sconvolgente nel suo realismo. Claudel è bravissimo nello scrivere ed anche il traduttore e stato all'altezza. La costruzione dei periodi e l'uso degli aggettivi è così buono che il libro potrebbe parlare di qualsiasi cosa. Ma il bello sta proprio qui: il libro non parla di qualsiasi cosa, ma parla del bianco e del nero, o meglio parla di quello che sembra il bianco e di quello che sembra il nero ma in realtà è sempre grigio

  • User Icon

    cla

    24/01/2005 13.38.55

    Un bel libro, splendido nel suo grigiore, struggente per il destino dei protagonisti. Va comprato sensa indugi.

  • User Icon

    ale

    23/01/2005 00.23.41

    Un libro crudo, triste, ma al contempo bello e struggente. Da leggere con gli occhi e con il cuore.

  • User Icon

    Vale

    07/01/2005 20.08.30

    C'è chi ha coraggio di dire che questo è un libro bellissimo...lo pensavo anche io quando l'ho acquistato...i nomi sono difficilissimi da leggere e sono troppi,ci impiego molto tempo per ricordare chi è quello e chi è quell'altro con il risultato che non ci capisco più niente...a volte l'autore descrive alcune cose che a mio parere sono sconclusionate e non si riesce bene a capire dove vuole andare a parare...sarà che il mio vocabolario è un pò povero,ma usa termini alquanto difficili(almeno chi ha tradotto)!Lo stile mi piace molto e anche la storia,purtroppo per leggere un libro ho bisogno di concentrazione e questo libro ne richiede troppa...lo rivedrò sicuramente più avanti...

  • User Icon

    sober

    04/01/2005 21.40.24

    il miglior romanzo straniero che ho letto nel 2004.

Vedi tutte le 30 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione