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Paolo Rumiz

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 189 p. , Brossura

53 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Reportage e raccolte giornalistiche

  • EAN: 9788807882876

Recensioni dei clienti

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    enza

    10/10/2016 13.43.53

    Una grande delusione; solo un susseguirsi di nomi di località, di fiumi, di paesi, per la maggior parte a noi sconosciuti e senza mai entrare nel personaggio di Annibile. Non è un libro storico non è una biografia, e allora cos'è?????

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    boc59

    15/07/2016 18.36.46

    A me è piaciuto. Escursionismo storico sulle tracce di eventi di oltre 2200 anni fa. Come base di partenza i labili reportages di Polibio. Rumiz ripercorre vecchie vie di comunicazione alla ricerca di un fantasma. Nel frattempo, da buon escursionista, sosta in locande e ostelli assaporando cibi, annusando odori, ammirando colori. Riflette sulla portata degli eventi della spedizione di Annibale e su ciò che ne è rimasto. Conosce luoghi e persone. Un diario di viaggio. Certo, la realtà è sempre troppo cruda: probabilmente Annibale era molto peggio di Hitler. Ma apprezzo la poesia di Rumiz. Anche se gli eventi di cui segue le tracce sono in pratica delle tremende carneficine a noi che viviamo in momenti pacifici (sperando che durino) viene da osservarli con sbigottimento rimanendone anche ammaliati.

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    alida airaghi

    07/09/2014 10.17.29

    Paolo Rumiz non è solo un ottimo giornalista, indagatore di luoghi e di storie, e di storie che si intrecciano a luoghi: ma è anche un bravo, intrigante scrittore, e un abilissimo affabulatore. Con queste qualità ha saputo comporre un affresco descrittivo sul condottiero cartaginese Annibale, sfruttando fonti classiche (Polibio in primis) e profonde conoscenze geografiche, mitologiche, sociologiche, animato da un'indomabile passione per la ricerca e la ricostruzione di avvenimenti e personaggi pubblici e privati. Così è riuscito a seguire tutto il tragitto che nel 218 a.C. Annibale percorse, con novantamila uomini, dodicimila cavalli e decine di elefanti, per arrivare in Italia. "Cerco di immaginare questa massa in movimento, il polverone che solleva, l'odore che lascia, il rumore che fa. I bagagli, le scarpe, i vestiti, il foraggio". E noi lettori immaginiamo con l'autore, riflettendo sulle sue considerazioni, sui paralleli che suggerisce tra l'attualità e il passato remoto, reso infine più vicino e familiare. Nel maggio del 2007 Rumiz rimane folgorato da questo temerario e avventuroso progetto: cimentarsi con il mito di Annibale, ripercorrendo le stesse strade tortuose, attraverso montagne, corsi d'acqua e paludi; cercando di recuperare tracce ormai inesistenti, interrogando chiunque incontri (archeologi, contadini, osti, ricercatori dilettanti, professori universitari...). Parte quindi da Cartagena, in Spagna, munito di uno zaino e qualche mappa. Attraversa la Francia meridionale, varca le Alpi, visita i luoghi delle battaglie più cruente e vittoriose del generale cartaginese, scopre che in duemila anni città e fiumi si sono spostati o sono stati cancellati, che la carneficina di Canne forse non è stata combattuta a Canne, che Annibale non è stato solo storia, ma mito, leggenda, epos, meteora incendiaria polverizzata dal suo stesso odio contro il potere imperialista e corrotto di Roma. Ci coinvolge e appassiona, insegnandoci tante cose.

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    susanna

    10/05/2014 00.35.28

    Bellissimo, coinvolgente e molto attuale. Un viaggio nella memoria di un nostro passato solo apparentemente lontano, un racconto di un Mediterraneo crocevia di culture e scoperte, ripercorso dall'autore sulle tracce di un grande viaggiatore del passato da cui provengono tante delle nostre radici.

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