L' antro delle ninfe. Testo greco a fronte

Porfirio

Curatore: L. Simonini
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 maggio 2006
Pagine: 285 p., Brossura
  • EAN: 9788845920561
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Descrizione
La letteratura classica nasconde alcune gemme che, per circostanze varie, non sono conosciute in maniera adeguata. In questo breve scritto, dedicato al commento di alcuni versi dell'"Odissea" sull'antro dove Odisseo nascose i ricchi doni dei Feaci, si trova la condensazione, nel minimo numero di parole, della sapienza simbolica dell'antichità classica. Quell'antro, spiega subito Porfirio, non si trova a Itaca né in alcun altro luogo. Quell'antro è geroglifico del mondo stesso, un'ostensione figurata della vita e della morte.

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    Cristiano Cant

    20/12/2017 11:23:53

    Dovremo arrivare a dire che più avanza il tempo più gli dei son lontani? Davvero dovremo rimpiangere d'esser stati ospiti di secoli così distanti da radici così intense e vicine? Dovremo mendicarle nei sogni queste fughe, questi intensi desideri di essere, sentire, conoscere? Testo formidabile, un vero e proprio viaggio fra simboli e scoperte, curiosità e circostanze. Porfirio indaga su e nell'anima, in quest'acqua incerta e perigliosa che se non supera e affronta le scogliere dell'esperienza non tocca che frammenti meno che monchi sulla sua possibile compiutezza. Ma bisogna farsi coraggio, occorre il senso del rischio, il gesto e la fiducia verso uno scontro sempre impari, misterico e attraente insieme. Perché dall'altra parte ci sono sfingi e trucchi, tranelli e prove, ma anche allori di enorme consapevolezza, il dardo esatto fissato nel seno di una sfida. Omero di tutto questo ha cantato, con una Grazia e una sommità poetica che è ancora oggi vetta di insuperata meraviglia. Fantasmi, oracoli, segreti e tentazioni, in quello che è un racconto dei racconti, visibile e invisibile mai scissi, mito e ragione fusi in un poema assoluto. Porfirio entra nella grandezza Omerica con questa gemma, cuce l'umano e il divino nelle due porte di cui parla il testo, quella degli dei appunto e quella degli uomini, e lo fa attraverso il viaggio di Ulisse, l'uomo che, nella visione Porfiriana, ha smarrito l'anima in mare e che tenta, nelle sue mille peripezie, di ritrovarla nella sua navigazione e poi nel suo approdo ad Itaca. Un succedersi di elementi che cingono l'uomo e il suo bagaglio di forze, la natura e gli dei sul suo cammino a intralciargli la rotta, ma nelle allegorie più alte che lo chiamano all'impegno: l'Amore, la Fedeltà, la metafisica. C'è una verità più grande, un tesoro da tradurre nel verbo del poeta, antri di riflessione dove indagare e scoprire il messaggio oscuro che la parola lancia nell'opera. Testo da leggere accanto ai versi Omerici, una luce di rara virtù.

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