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Antropologia giuridica

Norbert Rouland

Traduttore: R. Aluffi Beck-Peccoz
Editore: Giuffrè
Anno edizione: 1992
Tipo: Libro tecnico professionale
Pagine: XII-500 p.
  • EAN: 9788814032868
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scheda di Natali, F., L'Indice 1993, n. 6

L'antropologia giuridica è settore depresso: pochissimi sono i suoi cultori. Ben venga allora la traduzione e pubblicazione di quest'opera di Norbert Rouland, antropologo e insigne comparatista che si spera possa contribuire alla divulgazione di una disciplina così poco apprezzata anche da noi. Ogni cultura ha diritto a una autonomia relativa nei confronti delle altre, perché non esistono società più o meno ragionevoli, ma solamente società che combinano in modo diverso elementi presenti in ognuna: è questa la lezione dell'antropologia. A essa si deve riconoscere il merito di aver mostrato i limiti della 'Weltanschauung' dei giuristi: conservatrice ed etnocentrica identifica il diritto con lo stato, respingendo nelle tenebre della primitività le società senza stato e senza scrittura.
Il compito dell'antropologia giuridica è di interpretare la realtà, di scrutare i comportamenti più dei codici, perché il diritto può esistere senza lo stato, non consistendo in un insieme di regole ma nella qualificazione giuridica che ogni società sceglie di dare a certe relazioni. Qual è dunque l'apporto che l'antropologia può dare al giurista? Dinnanzi alla variabilità del campo giuridico, Norbert Rouland riconosce come preliminare (e fondamentale) l'approccio antropologico perché volto a interpretare i tre livelli giuridici (discorsi, pratiche e rappresentazioni) presenti in modo ineguale in ogni società e soprattutto perché capace di esplicitare la dimensione tacita del diritto, che non appartiene alle sole società tradizionali. Ecco perché l'antropologia giuridica sarà in futuro anche antropologia del diritto positivo.