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Applausi a scena vuota - David Grossman - copertina
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Descrizione

Il palcoscenico è deserto. Il grido echeggia da dietro le quinte. Il pubblico in sala a poco a poco si zittisce. Un uomo con gli occhiali, di bassa statura e di corporatura esile, piomba sul palco da una porta laterale. Signore e signori un bell'applauso per Dova'le G.! C'è qualcosa di strano nella serata. Tra le sedie c'è un intruso, trascinato fino a quella cittadina poco raccomandabile da una telefonata inattesa: è l'onorevole giudice Avishai Lazar, amico d'infanzia di Dova'le. Deve giudicare la vita intera di quello che, lo ricorda solo ora, era un ragazzino macilento e incredibilmente vivace, con l'abitudine stramba di camminare sulle mani. Dova'le sul palco si mette a nudo, e imprigiona la sala nella terribile tentazione di sbirciare nell'inferno di qualcun altro. Nella storia di un bambino che camminava a testa in giù e da quella posizione riusciva ad affrontare il mondo. Un ragazzino che al campeggio paramilitare viene raggiunto dalla notizia della morte di un genitore e deve partire per arrivare in tempo al funerale. Ma chi è morto? Nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo, o forse lui non ha compreso. Il giovane Dova'le ha un viaggio intero nel deserto per torturarsi con l'angoscia di un calcolo oscuro che gli avvelena la testa. Mio padre o mia madre? Ora eccolo, quel ragazzino, ancora impigliato nell'estremo tentativo di venire a capo di quella giornata lontana, ancora incapace di camminare dritto.
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Dettagli

2014
11 novembre 2014
176 p., Brossura
9788804648680

Valutazioni e recensioni

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Pesce Luna
Recensioni: 3/5

Affascinante spettacolo a cui si partecipa seduti nel buio della mente del protagonista. Affiorano rivelazioni come illuminate dai riflettori, restano in ombra quesiti non risolti. Come succede per il pubblico della sala anche il lettore, a volte, si entusiasma, batte le mani ma piomba anche nell'insofferenza, nella commozione, nel silenzio di coloro che restano fino all'ultimo ad ascoltare una storia.

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anna
Recensioni: 3/5

E' un'opera particolare che ti irrita e ti attrae.Bella ed originale l'idea iniziale del cabarettista che tenta di coinvolgere un pubblico, che vuole dimenticare e divertirsi,usando le due facce della medaglia: riso e tragedia. Ma alla fine ti accorgi che c'erano tanti, troppi temi: la fanciullezza tradita, la memoria, l'eterno dramma dell'olocausto, la vita reale e la vita rappresentata, la morte, l'amicizia. E la fatica di seguire il tutto, raccontato da un istrionico e non sempre gradevole personaggio,limita, secondo me,il gradimento di un'opera non molto convincente.

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anna
Recensioni: 4/5

Una bella fatica. Leggere uno dei miei autori preferiti in assoluto con fatica fino all'ultima pagina non mi era mai successo. Però nuovo, originale, sospeso, forse una svolta nella sua produzione e ideazione.

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Voce della critica

  Uno spettacolo di cabaret che prende una piega inaspettata e porta il comico in scena, Dova'le, ad accantonare aneddoti divertenti per raccontare la sua storia, tradendo così i desideri del pubblico pagante che per protesta, o forse per mancanza di coraggio, lascerà la sala. La presenza, solo velatamente casuale, di due personaggi legati al passato del protagonista (Avishai Lazar, un ex giudice, e una donnina gracilissima la cui identità rimarrà misteriosa), che saranno gli unici a rimanere fino alla fine, per ascoltare la sua confessione. Questi i cardini della storia raccontata in Applausi a scena vuota, ultimo romanzo del prolifico autore israeliano David Grossman. Una narrazione intensa e sospesa, a tratti racconto struggente e viscerale della commedia tragica che è la vita del protagonista, a tratti evocazione di un umorismo argentino e verace che si distacca dal consueto tono meditativo dell'autore per amplificare i temi a lui cari. Ricorrono, infatti, il tema dell'Olocausto nella figura antologica della madre sopravvissuta, i rimandi alla ha-matsav (letteralmente "la situazione", cioè la questione mediorientale ancora in attesa di una soluzione) e il riferimento alla storia di Israele in divenire, che Grossman riflette nelle vicende del protagonista. A dominare il racconto è soprattutto la figura quasi epica del protagonista, anche se la sua narrazione non sarà un one-man show, bensì un'esposizione cui si aggiungeranno le voci della donnina e di Lazar (l'io narrante) che, testimoni rispettivamente dell'infanzia e dell'adolescenza di Dova'le, ripercorreranno insieme a lui la sua vita, in un romanzo di formazione a ritroso che porterà in scena le vessazioni subite da bambino, la tenerezza mischiata a violenza della famiglia, la strana abitudine di camminare sulle mani come difesa contro la crudeltà del mondo e, infine, la notizia della morte di un genitore che, appresa da ragazzino, lo lascerà per lunghe ore in balia di un dilemma terribile e senza appello: quale dei due genitori preferirebbe fosse morto? Dipanando le pieghe del dissidio interiore del ragazzino Dova'le (un dramma che lo tormenterà tutta la vita), Grossman ritrae una personalità allo stesso tempo ruvida e tenera, acerba e consapevole, ardita e sopraffatta dalle emozioni, mettendo così a nudo lo straordinario universo interiore di un uomo comune.   Alice Balestrino  

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Conosci l'autore

David Grossman

1954, Gerusalemme

David Grossman è un autore israeliano di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue. Ha cominciato la sua carriera lavorando in una radio israeliana come corrispondente di un programma per ragazzi. Il suo stile è stato definito «semplice e avvincente»: scrittore impegnato politicamente per trovare una soluzione al conflitto tra arabi e israeliani, è noto in tutto il mondo per i suoi scritti, editi in Italia da Mondadori (se non diversamente specificato). Tra le sue molte opere, ricordiamo i romanzi Vedi alla voce: amore (1998, ripubblicato da Einaudi l'anno successivo), Ci sono bambini a zig-zag (1998), Il libro della grammatica interiore (1999), Che tu sia per me il coltello (2000), Qualcuno...

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