Applausi a scena vuota - David Grossman - copertina

Applausi a scena vuota

David Grossman

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Traduttore: Alessandra Shomroni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 11 novembre 2014
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788804648680
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Gaia la libraia

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Il palcoscenico è deserto. Il grido echeggia da dietro le quinte. Il pubblico in sala a poco a poco si zittisce. Un uomo con gli occhiali, di bassa statura e di corporatura esile, piomba sul palco da una porta laterale. Signore e signori un bell'applauso per Dova'le G.! C'è qualcosa di strano nella serata. Tra le sedie c'è un intruso, trascinato fino a quella cittadina poco raccomandabile da una telefonata inattesa: è l'onorevole giudice Avishai Lazar, amico d'infanzia di Dova'le. Deve giudicare la vita intera di quello che, lo ricorda solo ora, era un ragazzino macilento e incredibilmente vivace, con l'abitudine stramba di camminare sulle mani. Dova'le sul palco si mette a nudo, e imprigiona la sala nella terribile tentazione di sbirciare nell'inferno di qualcun altro. Nella storia di un bambino che camminava a testa in giù e da quella posizione riusciva ad affrontare il mondo. Un ragazzino che al campeggio paramilitare viene raggiunto dalla notizia della morte di un genitore e deve partire per arrivare in tempo al funerale. Ma chi è morto? Nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo, o forse lui non ha compreso. Il giovane Dova'le ha un viaggio intero nel deserto per torturarsi con l'angoscia di un calcolo oscuro che gli avvelena la testa. Mio padre o mia madre? Ora eccolo, quel ragazzino, ancora impigliato nell'estremo tentativo di venire a capo di quella giornata lontana, ancora incapace di camminare dritto.
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    Pesce Luna

    04/06/2020 07:26:26

    Affascinante spettacolo a cui si partecipa seduti nel buio della mente del protagonista. Affiorano rivelazioni come illuminate dai riflettori, restano in ombra quesiti non risolti. Come succede per il pubblico della sala anche il lettore, a volte, si entusiasma, batte le mani ma piomba anche nell'insofferenza, nella commozione, nel silenzio di coloro che restano fino all'ultimo ad ascoltare una storia.

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    anna

    01/05/2015 11:44:55

    E' un'opera particolare che ti irrita e ti attrae.Bella ed originale l'idea iniziale del cabarettista che tenta di coinvolgere un pubblico, che vuole dimenticare e divertirsi,usando le due facce della medaglia: riso e tragedia. Ma alla fine ti accorgi che c'erano tanti, troppi temi: la fanciullezza tradita, la memoria, l'eterno dramma dell'olocausto, la vita reale e la vita rappresentata, la morte, l'amicizia. E la fatica di seguire il tutto, raccontato da un istrionico e non sempre gradevole personaggio,limita, secondo me,il gradimento di un'opera non molto convincente.

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    anna

    15/12/2014 22:15:16

    Una bella fatica. Leggere uno dei miei autori preferiti in assoluto con fatica fino all'ultima pagina non mi era mai successo. Però nuovo, originale, sospeso, forse una svolta nella sua produzione e ideazione.

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    Lomax

    13/12/2014 23:32:16

    Spazi angusti, tavole di legno rabberciate dai solchi di mille passi, stille di sudore e sapori acri. Anime a caccia di leggerezza e tre vite in cerca di redenzione. Saranno lacrime per tutti. Una bella prova d'autore, anche se non il miglior Grossman.

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    gianni

    08/12/2014 10:55:27

    insieme a Oz e Yehoushua uno dei grandi della letteratura mondiale. Bisognerebbe capire perché questi tre scrittori non vengano mai considerati per il Nobel. Questo libro, letto subito dopo Giuda di Oz, lo ho trovato bellissimo.

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    Agata

    03/12/2014 15:35:58

    No, non mi ha convinta appieno questo nuovo di Grossman. Ha delle pagine niente male, ma anche una serie di inutili orpelli e alcune lentezze che non mi hanno entusiasmata per niente.

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    claudio

    20/11/2014 15:47:20

    Romanzo "strano", con soli due o tre personaggi: uno principale, uno un po' meno e uno (una donna) marginale, ma non del tutto. Siamo in un cabaret, con tavoli dove la gente beve e mangia e dove c'è un palco su cui si esibisce questo famoso cabarettista di 57 anni (il personaggio principale). Il secondo è un suo vecchio amico d'infanzia (ma è più di quarant'anni che non si vedono) invitato a questa serata proprio dal cabarettista. La terza è una donna che da piccola ha conosciuto Dova'le, il personaggio principale. Il quale fra aforismi, barzellette, racconti arriva al nocciolo della serata: il suo primo funerale. Era a un campo paramilitare, aveva 14 anni e lo chiamano per andare ad un funerale senza dirgli chi era il defunto. E da questa triste esperienza il nostro non ne è più uscito. Nel frattempo tutti i presenti in più riprese se ne vanno e restano soli i due vecchi amici.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  Uno spettacolo di cabaret che prende una piega inaspettata e porta il comico in scena, Dova'le, ad accantonare aneddoti divertenti per raccontare la sua storia, tradendo così i desideri del pubblico pagante che per protesta, o forse per mancanza di coraggio, lascerà la sala. La presenza, solo velatamente casuale, di due personaggi legati al passato del protagonista (Avishai Lazar, un ex giudice, e una donnina gracilissima la cui identità rimarrà misteriosa), che saranno gli unici a rimanere fino alla fine, per ascoltare la sua confessione. Questi i cardini della storia raccontata in Applausi a scena vuota, ultimo romanzo del prolifico autore israeliano David Grossman. Una narrazione intensa e sospesa, a tratti racconto struggente e viscerale della commedia tragica che è la vita del protagonista, a tratti evocazione di un umorismo argentino e verace che si distacca dal consueto tono meditativo dell'autore per amplificare i temi a lui cari. Ricorrono, infatti, il tema dell'Olocausto nella figura antologica della madre sopravvissuta, i rimandi alla ha-matsav (letteralmente "la situazione", cioè la questione mediorientale ancora in attesa di una soluzione) e il riferimento alla storia di Israele in divenire, che Grossman riflette nelle vicende del protagonista. A dominare il racconto è soprattutto la figura quasi epica del protagonista, anche se la sua narrazione non sarà un one-man show, bensì un'esposizione cui si aggiungeranno le voci della donnina e di Lazar (l'io narrante) che, testimoni rispettivamente dell'infanzia e dell'adolescenza di Dova'le, ripercorreranno insieme a lui la sua vita, in un romanzo di formazione a ritroso che porterà in scena le vessazioni subite da bambino, la tenerezza mischiata a violenza della famiglia, la strana abitudine di camminare sulle mani come difesa contro la crudeltà del mondo e, infine, la notizia della morte di un genitore che, appresa da ragazzino, lo lascerà per lunghe ore in balia di un dilemma terribile e senza appello: quale dei due genitori preferirebbe fosse morto? Dipanando le pieghe del dissidio interiore del ragazzino Dova'le (un dramma che lo tormenterà tutta la vita), Grossman ritrae una personalità allo stesso tempo ruvida e tenera, acerba e consapevole, ardita e sopraffatta dalle emozioni, mettendo così a nudo lo straordinario universo interiore di un uomo comune.   Alice Balestrino  
  • David Grossman Cover

    David Grossman è un autore israeliano di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue. Ha cominciato la sua carriera lavorando in una radio israeliana come corrispondente di un programma per ragazzi. Il suo stile è stato definito «semplice e avvincente»: scrittore impegnato politicamente per trovare una soluzione al conflitto tra arabi e israeliani, è noto in tutto il mondo per i suoi scritti, editi in Italia da Mondadori (se non diversamente specificato). Tra le sue molte opere, ricordiamo i romanzi Vedi alla voce: amore (1998, ripubblicato da Einaudi l'anno successivo), Ci sono bambini a zig-zag (1998), Il libro della grammatica interiore (1999), Che tu sia per me il coltello (2000), Qualcuno... Approfondisci
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