L' armata Brancaleone (DVD)

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Paese: Italia; Francia
Anno: 1966
Supporto: DVD
Salvato in 82 liste dei desideri

€ 12,90

Venduto e spedito da TUTTOSULVIDEO

Solo 1 prodotto disponibile

+ 5,00 € Spese di spedizione

Quantità:
DVD

Altri venditori

Mostra tutti (2 offerte da 12,90 €)

In un'Italia medievale famelica e stracciata, Brancaleone soldato di ventura vaga al comando di un'armata ancor più malmessa di lui. Salva fanciulle, ma non ne approfitta, difende le città della costa dai musulmani, ma per poco non finisce impalato. Sul punto di essere messo a morte dai Turchi verrà salvato da un monaco che lo condurrà in una crociata in Terra Santa...
5
di 5
Totale 8
5
8
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    antonio musci

    08/04/2019 21:27:37

    Ottimo acquisto, spedizione rapida. consigliatissimo

  • User Icon

    m.

    20/11/2018 09:02:19

    una umanità scalcinata che ambisce a grandi imprese e non avendone di proprie, va appropriandosi di quelle altrui. Quante armate brancaleone esistono ancora oggi ? Dal successo del film... la risposta

  • User Icon

    Ernesto

    13/10/2018 13:15:53

    Basterebbe solo l'incedere della scalcinata armata accompagnato dalla marcia: Branca Branca Branca... leon leon leon! Lione al vento stiam marciando noi siamo l'armata Brancaleon, le...e...on leon leon, leon leon, siamo l'armata Brancaleon!

  • User Icon

    Schulz

    06/07/2015 12:27:02

    Film grottesco avventuroso. Ironico, e ricco di colpi di scena. Intramontabile! Davvero esilaranti alcune scene, e la parlata antica medievale, con terminologie da imitare. Da collezionare!

  • User Icon

    Davide

    13/03/2013 13:55:07

    Una rievocazione disincantata, fantasiosa e ironica del Medioevo italiano, tramite cui Monicelli rievoca un vasto patrimonio culturale tutt'altro che banale : dalla letteratura (Pulci, Cervantes,Ariosto, fino al più moderno Calvino) al cinema (Bergman, Kurosawa,Rossellini). Il grande regista che altrove gettò luce sull' "altra Storia" (quella dei perdenti), in capolavori come "I soliti ignoti" e "La grande guerra", qui si spinge a ritroso nei secoli donandoci un affresco che a distanza di decenni non perde fascino e carica ironica, spiazzando una marea di presunti moderni capolavori della commedia. Tutto in questa pellicola è degno di nota, dal geniale linguaggio di impasto maccheronico-volgare-dialettale nato dalla sceneggiatura di Age&Scarpelli, ai costumi e alle scenografie in forte contrasto cromatico ed esuberanza stilistica che riprendono chiaramente la visione estetica del Medioevo che si aveva nel periodo barocco di Cervantes, sino alle magistrale prove degli interpreti, a cominciare da Vittorio Gassman, magnetico, carismatico, plastico e più che convincente, passando a quel grandissimo caratterista che fu Pisacane (nel ruolo azzeccatissimo dell'usuraio ebreo Abacuc) sino al sempre bravo Gian Maria Volonté, che interpreta uno scanzonato principe bizantino con la stessa verve e l'istrionismo con cui si seppe calare nei panni di Enrico Mattei o di un desperados tossicomane.

  • User Icon

    JD

    04/01/2011 11:50:38

    Una delle punte più alte mai toccate dal nostro cinema,nonchè uno dei capolavori di Monicelli(riposi in pace).Intelligente e pirotecnica ricostruzione nazionalpopolare del medioevo italiano,in chiara polemica col metodo hollywoodiano di metterlo in scena.Numerose strizzate d'occhio("La sfida dei Samurai"di Kurosawa,il Cottafavi dei "Cento cavalieri",il malerba di "Donne e soldati",nonchè Pulci,Cervantes e tutta la tradizione picaresca),struttura volutamente sgangherata,e un idioma(postlatino-viterbese)ormai entrato nel mito.Ne esce una visione del medioevo farsesca,fantasiosa,irresistibile e spigliata,dove momenti di comicità esilarante si fondono a episodi di truculenza stupefacenti per l'epoca(si potrebbe tranquillamente parlare di splatter).Ottime musiche di Carlo Rustichelli e bellissimi titoli di testa e di coda animati,opera di Gianni e Luzzati.Grande prova di tutto il cast(anche se Monicelli non era affatto entusiasta di Volontè,e lo affermò a più riprese in varie interviste).Terzo incasso della stagione.Con un seguito decisamente inferiore.

  • User Icon

    Luca

    04/06/2009 23:27:52

    Questa recensione la dedico a due film che mi hanno dato molto. Che posso dire? Un sogno! Un capolavoro di genialità creativa e recitativa... I costumi bellissimi, l'ambientazione unica, la trama... "balorda" come i personaggi che lo fanno vivere; Brancaleone non cade mai di tono un minuto e le gags sono da spisciarsi (OOOPS!) dalle risate. Questo film, e anche il successivo - Brancaleone alle crociate - li ho amati fin da piccolo e li ho visti e rivisti decine di volte, e ogni volta rido a tutte le battute (che conosco a memoria!); Monicelli è stato veramente un drago (altro che Sergio Lone!), Gassman si rivela un attore POLIMORFO E SUPERMATTATORE, Proietti, Villaggio, la Sandrelli, E. M. Salerno, la Spaak, Adolfo Celi, Lino Toffolo... tutti bravissimi (ma è un eufemismo). L'armata brancaleone & Brancaleone alle crociate sono i 2 più bei film storici italiani in assoluto, forse per la loro freschezza o forse perchè il Medioevo è "la vera radice" dell'identità italiana, in cui tutti possiamo riconoscerci... Insomma, il genio artistico degli italiani è qui espresso alla massima potenza. Questi due film (entrambi campioni d'incasso quando uscirono, e non solo in Italia!) sono e saranno sempre una leggenda. Due film da CINETECA esagerati!

  • User Icon

    Alberto

    22/04/2009 15:01:36

    Assolutamente stupendo! Anche dopo più di 40 anni mantiene intatta la sua carica comica.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente
  • Produzione: Titanus, 2020
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 120 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0)
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Vittorio Gassman Cover

    "Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la... Approfondisci
  • Catherine Spaak Cover

    Attrice francese. Non ancora quindicenne esordisce sul grande schermo in una parte di sfondo nel cupo dramma carcerario Il buco (1960) di J. Becker, che le spalanca le porte del cinema. Nello stesso anno è chiamata da A. Lattuada, amico del padre (lo sceneggiatore Charles S.), per interpretare l’adolescente romantica protagonista dello «scandaloso» I dolci inganni (1960). Seguono pellicole che evidenziano il suo fascino acerbo e provocante grazie a ruoli a lei ben congeniali: è la ragazza sbarazzina che fa perdere la testa a un maturo U. Tognazzi nel satirico La voglia matta (1961) di L. Salce, la sedicenne fidanzata di un industriale attempato nel cinico Il sorpasso (1962) di D. Risi, la spregiudicata protagonista delusa dagli uomini nell’amaro La parmigiana (1963) di A. Pietrangeli, una... Approfondisci
Note legali