Armi indiane. Rivoluzione e profezie maya nel Chiapas messicano

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Curatore: P. Coppo, L. Pisani
Anno edizione: 1994
In commercio dal: 1 gennaio 2019
Pagine: 184 p., ill.
  • EAN: 9788886345033

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Gaia la libraia

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scheda di Giacomasso, S., L'Indice 1995, n. 1

Questo è il primo libro che compare nella collana "Sviluppo e Salute" curata dall'omonima organizzazione (Oriss), i cui obiettivi sono lo sviluppo "come processo volto a creare le condizioni, materiali e non, necessarie al dispiegamento delle potenzialità della specie umana in armonia con l'ambiente in cui essa evolve", e la salute "come pieno benessere fisico, mentale e sociale". Risulta dunque chiaro perché, all'interno di quest'ottica, vengano ricostruiti i fatti d'inizio anno, tuttora in attesa di autentica conclusione verificatisi nel Chiapas, la regione messicana ai confini con il Guatemala. "Armi indiane" si divide in tre parti. La prima, più strettamente di cronaca, racconta, anche attraverso articoli, luoghi e fatti precedenti e contemporanei all'insurrezione dell'EZLN, tentando di collocarla nel contesto messicano (si veda il saggio "La guerra delle formiche" di Claudio Albertani). La seconda, rappresentata da "Utopia capitale" (Coppo e Pisani), esamina i fatti ciapanechi in relazione alla firma del NAFTA. Gli autori sottolineano in proposito il contrasto tra questa ideologia, che vorrebbe costruire un mondo moderno retto dal profitto e dal libero mercato, e la realtà in cui vive la maggior parte della popolazione mondiale. Concludono con l'affermazione che è strano non che gli indiani abbiano deciso di tornare a combattere, ma che abbiano deciso di farlo con una rivoluzione "che porta con sé, e sviluppa, un progetto cosciente di rovesciamento dell'esistente, che si propone di ricentrarlo, non più sui valori del profitto, ma su quelli della comunità umana: libertà, democrazia, giustizia, solidarietà". E ciò attraverso una rottura sia con gli elementi oppressivi della loro tradizione culturale, sia con ideologie importate altrettanto estranee. Molto moderno è l'uso dei mezzi di comunicazione di massa, che ha evitato all'esercito zapatista l'inevitabile sconfitta se lo scontro si fosse limitato al campo militare. L'ultima parte raccoglie documenti degli insorti, tra cui spiccano gli scritti del misterioso sub-comandante Insorto Marcos (si veda "Venti, tormenti e profezie").
Note legali