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Ramón del Valle-Inclán

Curatore: G. Allegra
Editore: Novecento
Anno edizione: 1987
Pagine: 203 p.
  • EAN: 9788837300548

recensione di Marazzini, C., L'Indice 1989, n. 1

Questo libro non interesserà soltanto i cultori della letteratura spagnola, ma più generalmente tutti coloro che amano frequentare le testimonianze della cultura europea a cavallo tra Otto e Novecento, alla ricerca dei "topoi" culturali del simbolismo. I temi, i modelli, le scelte tecnicostilistiche di quest'epoca, come è noto, sono caratterizzati da una notevole omogeneità, per la circolazione rapida dei libri degli autori-guida ai quali si ispirò il gusto fin-de-siècle. Le poesie di Ram¢n del Valle-lncl n, curate ed elegantemente tradotte da Giovanni Allegra, rappresentano un'occasione da non perdere: intanto perché queste due raccolte non erano mai state tradotte in italiano (l'edizione della "Biblioteca Narciso di Novecento" le presenta con il testo a fronte), e poi perché Valle-lncl n era noto al pubblico del nostro paese per altre opere, mentre gli aspetti "minori" ma raffinatissimi della sua lirica restavano irraggiungibili ai non specialisti.
Si può ripercorrere rapidamente la storia della fortuna di Valle-lncl n in Italia: il riferimento va subito alla sua produzione narrativa ed al teatro. Nel 1946 uscì la traduzione curata da Oreste Macrì delle "Memorie del Marchese di Brandom¡n*, una quadrilogia caratterizzata dall'acceso satanismo e da turbamenti erotico-trasgressivi, con un protagonista erede ideale di Don Giovanni e Casanova, discendente dal superomismo di Barbey d'Aurevilly e di D'Annunzio. Ricorderò ancora la traduzione del dramma "Parole divine", nel "Teatro spagnolo" curato da Elio Vittorini. Ma la poesia di Valle-Incl n attendeva ancora la sensibilità di un mediatore che la proponesse al pubblico italiano, e l'ha trovata ora in Giovanni Allegra, il quale presenta "Aromi di leggenda" (1907) e "Il passeggero" (1920). La prima è una serie di poesie fiabesche, che trasportano il lettore in una sorta di medioevo fantastico popolato di apparizioni simboliche (eremiti, poveri mendicanti, la guaritrice, l'uccello fatato, la mugnaia). Un primitivismo di ascendenza preraffaellita ha per sfondo il paesaggio della terra di Galizia, patria dello scrittore. Affascina il delicato sentimento dell'ambiente (greggi, pastori, villaggi, campanili, mulini "picareschi"), a cui si mescola un senso religioso intriso di echi popolari, riconoscibili anche nelle scelte metriche: basta pensare ai "frammenti " di "cantiga" natalizi collocati in chiusura di diverse poesie.
La raccolta "Il passeggero", invece, richiede di essere interpretata alla luce di una complessa poetica che affonda le sue radici in concezioni magico-esoteriche (dai Rosa-Croce all'estetismo di personaggi curiosi, come quel Sƒr Peladan, che influenzò anche D'Annunzio: su questi temi, come su tutti i "topoi" che ricollegano Valle lncl n al simbolismo, l'introduzione di Allegra fornisce ricche ed interessanti notizie). La concentrazione linguistico-simbolica richiama (fatta salva la struttura metrica, qui sempre regolare) la capacità di deformazione dei poeti visionari come Rimbaud. Anche nelle poesie di Valle-lncl n si ritroveranno punte di satanismo trasgressivo e misteriose contaminazioni di sacro e profano, tradizione europea e suggestioni esotiche.