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Gianrico Carofiglio

Collana: La memoria
Anno edizione: 2007
Pagine: 231 p. , Brossura

3 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Economia e diritto - Diritto di specifiche giurisdizioni - Sistema legale - Tribunali e procedimenti

  • EAN: 9788838922497

Già pubblicato anni fa per un'altra casa editrice, in origine questo libro non era altro che un manuale di tecnica del controesame giudiziario. Attraverso l'utilizzo di casi realmente accaduti, Carofiglio descriveva minuziosamente le varie fattispecie di interrogatorio e i metodi che potevano essere utilizzati per verificare l'attendibilità e la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dai testimoni.
Un manuale tecnico professionale, dunque, che però, stranamente, riscosse un successo clamoroso incontrando il favore anche dei non addetti ai lavori. Il motivo, per chi abbia apprezzato in questi anni la prosa di Carofiglio, è facilmente intuibile. Uno stile asciutto, diretto, lontano dalla prosopopea tipica di molti testi giuridici, una grande chiarezza di linguaggio, scevro dal vocabolario "burocratese" che imperversa nella aule universitarie e giudiziarie, ma soprattutto un argomento estremamente interessante.
"Per capire che una risposta è sbagliata non occorre un'intelligenza eccezionale, ma per capire che è sbagliata una domanda ci vuole una mente creativa". Nelle prime pagine di questo libro, Gianrico Carofiglio cita una massima che poi si rivelerà la chiave di lettura di tutta la sua opera. Una mente creativa è lo scrittore che immaginando descrive e coinvolge, ma altrettanto creativa è la mente dell'avvocato che accompagna un teste reticente, confuso, prevenuto o semplicemente bugiardo, ad allinearsi alla tesi difensiva o all'impianto accusatorio.Le recita teatrale del processo, che si celebra come se fosse una funzione religiosa e che si svolge attraverso uno scambio continuo di informazioni interpersonali, vede il Pubblico Ministero nei panni del direttore d'orchestra, in grado di influenzare il convincimento del giudice e della giuria, e l'avvocato difensore come l'elemento portatore del dubbio, che interviene e si insinua nella mente dei soggetti giudicanti per stravolgere quel convincimento.
La particolarità di queste pagine, "bonificate" dalle parti più squisitamente tecniche e adattate al nuovo codice di procedura penale da poco in vigore, sta proprio nel rivelare il sottilissimo gioco psicologico che sta alla base dell'interazione tra avvocato, giudice e teste. Un triangolo in cui tutti sono in grado di influenzarsi a vicenda, non solo attraverso le dichiarazioni orali rilasciate, o gli altri momenti di interazione dibattimentale, ma soprattutto attraverso il linguaggio dei gesti, l'atteggiamento mentale, i feedback che ogni individuo rimanda inconsapevolmente e che l'avvocato deve saper cogliere.
La mente creativa sarà allora quella in grado di utilizzare i messaggi impercettibili del teste per insinuare il dubbio nel giudice. Un'arte che presuppone un intuito spiccato per i meccanismi dell'animo umano, l'abilità propria di chi è in grado di osservare e scandagliare le diverse personalità che si immolano sull'altare della giustizia. La verità, nella recita processuale, non è che un espediente. Il processo è un duello tra esseri che tentano di far prevalere una verità su un'altra e Gianrico Carofiglio, in queste pagine, traccia e descrive il percorso altalenante attraverso cui la verità si forma e si concretizza nell'atto giuridico, nella sentenza.
Un libro che svela l'arte di un magistrato-scrittore, la sua attività di scandagliatore di animi umani - all'interno delle aule giudiziarie - e di creatore di vite - lungo le pagine bianche dei suoi straordinari romanzi.

Recensioni dei clienti

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    ormos

    26/05/2016 10.36.13

    Che si trattasse di un saggio e non di un romanzo era chiaro fin dal risvolto di copertina. Ciò che alla fine è risultato meno chiaro è che il saggio aveva uno spiccato tenore giudiziario, concentrandosi esclusivamente sulla tecnica del controesame dei testimoni (c.d. cross-examination). Per chi come me è laureato in giurisprudenza la lettura non ha presentato particolari difficoltà, ma credo che il lettore comune non sia dello stesso avviso (per esempio, vogliamo spiegare almeno cos'è un incidente probatorio?). Quindi ho deciso per un voto "mediato": 5 per l'esposizione a livello di tesi universitaria, 1 per non aver precisato che, anche liberato dagli orpelli meramente giuridici, il testo non è assolutamente una raccolta di racconti e si presta più facilmente agli addetti ai lavori.

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    Gloria M

    24/09/2014 09.55.51

    Ignoro le intenzioni originarie di questo lavoro, ma ritengo che sia un ottimo libro per gli addetti ai lavori,e anche per laureandi in giurisprudenza. per gli altri è sicuramente troppo tecnico e didascalico.

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    Giosetta

    16/01/2012 17.56.02

    E' un libro valido solo per una fascia di lettori: la scrittura perfetta nel suo lessico giuridico poco coinvolge il lettore comune a meno che non sia un aspirante avvocato o magistrato. E' un saggio sugli interrogatori , non un romanzo come è stato pubblicizzato sfruttando il successo dell'autore. Forse... si potrebbe inserire nel filone della letteratura giuridica.

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    Brunella

    29/09/2010 15.23.36

    Mah, che dire? Ho letto parecchi romanzi di Carofiglio e non mi ero documentata in anticipo su questo e credevo, appunto, fosse un romanzo mentre invece si tratta di un manuale tecnico sugli interrogatori. Sicuramente gli addetti ai lavori apprezzeranno io un po' meno, se l'avessi saputo non l'avrei comprato.

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    silvia

    13/10/2008 15.41.39

    L'errore sta nel presentarlo come un romanzo. In libreria dovrebbe stare nel reparto "saggistica". Sotto questo profilo è interessante, scritto bene e comprensibile. Ma chi ha intenzione di leggere una storia, nons celga questo.

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    Raffaele

    12/09/2008 13.44.50

    Il testo è ben scritto, autorevole. A parere di chi scrive sono pubblicazioni non per tutti. Ben venga l'idea di scoprire il diritto, ma per il tecnicismo giuridico adoperato, è più consono per chi studi: giurisprudenza. Istituti di diritto processuale penale, come: esame, controesame, interrogatorio, dibattimento, P.M., P.G., affrontati e posti in un contesto a mò di romanzo tutto di un fiato, modestia a parte, ma un pò di difficoltà, la si incontra. Non credete? Libro che consiglio. Buona lettura.

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    anna

    21/04/2008 16.45.55

    leggendo le altre recensioni, mi scappa la voglia di approfondire il discorso Carofiglio. Gli altri libri mi sono piaciuti, divorati, ma questo, da quanto ho capito troppo tecnico, mi sa che mi deluderà...peccato!

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    pasquale

    27/03/2008 18.20.01

    Che dire, non e' un romanzo. Meno male che e' la versione "edulcorata" alla portata anche dei non addetti ai lavori. L'ho trovato molto tecnco e lontano dal Carofiglio che amo. Comunque nulla da eccepire sotto il profilo didattico. Per i miei guisti voto 3-

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    Francesco Santorio

    06/03/2008 19.17.28

    Una pura operazione commerciale di cui Carofiglio (che ci ha abituato a ben altro )poteva fare a meno. Spero che la sua campagna elettorale sia migliore del libro.In bocca al lupo.

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    star

    18/02/2008 11.03.00

    Ancora una volta, grazie al bravo Carofiglio che con il suo stile pulito, lineare e diretto, ma mai banale, ci conduce all'interno di ingranaggi oscuri ai "non addetti ai lavori", fornendo la giusta chiave di lettura a temi che altrimenti verrebbero percepiti in modo semplicistico da chi vi si accosta da profano. Di fronte a dibattimenti processuali, sarei in grado, ora, di cogliere sfumature che in precedenza non avrei di certo colto. Ma ora, caro Gianrico, noi, fidi lettori, con ansia attendiamo nuove avventure del "nostro amico" avvocato Guerrieri.

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    Luigia Benedetto

    18/02/2008 10.08.27

    Secondo me, è stato confezionato un discutibile prodotto a tavolino (lo si legge anche nella prefazione) per colmare un vuoto editoriale. Meglio se si limitava all'uscita di Cacciatori nelle tenebre.

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    Avvocato Rossi

    29/01/2008 13.12.34

    Copertina=4 Trama=// Suspence=1 Personaggi=1 Ambientazioni=4 Conclusione=//. In una parola = troppo tecnico. Libro per gli addetti ai lavori camuffato da romanzo

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    ilmarz

    28/01/2008 15.14.10

    Deluso...un autore che ho consigliato a tutti...ancora quando nessuno ne conosceva il nome..però è una tristezza incredibile..anche Carofiglio si è fatto prendere dall'effetto bancarella e tutti ad acquistare i suoi vecchi libri...per chi non è addetto al lavoro risulta molto ardua la lettura... Purtroppo ancora una volta l'effetto marketing ha vinto sulla genialità dello scrittore...io consiglio sempre e caldamente IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA..quello è un bel libro scritto da Carofiglio...questo è un postumo..un libro tanto per vendere..

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    Pablo

    28/01/2008 02.10.05

    che noia!

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    francesca

    17/01/2008 20.30.51

    Essendo io una laureanda in giurisprudenza e precisamente con tesi in procedura penale, ho trovato questo libro davvero interessante, mi ha fatto riflettere esono certa che mi sará utile per la professione. Credo che per i non addetti ai lavori sia difficile comprendere appieno tutto quello che si racconta.

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    Newe

    17/01/2008 09.59.08

    Da un punto di vista didattico ho trovato questo libro interessante, utile e ben scritto. Un ottimo approfondimento del manuale di procedura penale ricco di esempi e di utili suggerimenti. Da un punto di vista narrativo, invece, non ho trovato proprio nulla.Forse sarà colpa del fatto che di verbali ed esempi del genere ne leggo molti ma ho avuto, appunto, la sensazione di leggere un manuale giuridico piuttosto che un racconto.

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    fede75

    09/01/2008 10.29.19

    Carofiglio "vende", come dite, perché scrive con onestà. Questo libro è certamente - e lo chiarisce il risvolto - un saggio che ha a che fare con la procedura penale (non la procedura civile, signora...): e del saggio accademico conserva la struttura, l'andamento, talora lo stile. Ma è anche, per chi sa leggerlo, un libro di narrativa: perché ricostruisce storie, e in questo senso è una collezione di racconti. Ed è un libro sulla narrativa: perché è percorso dal tentativo di capire le storie, di scoprire i meccanismi che ne sono alla base, di «domandare dubitando», che è il titolo dell'ultimo capitolo e forse la genesi di ogni storia, di ogni tentativo di interpretazione del reale. E' un libro che spiega nell'unico modo sensato - attraverso casi concreti - come si costruiscono, e come si smontano, le storie. E dunque insegna anche a leggere il reale e i libri che lo raccontano. Stavolta, Carofiglio trascina il lettore con sé al di là dello specchio, gli mostra la sua officina, là dove nascono le storie, le storie dei suoi romanzi e le storie che tutti - non solo gli scrittori - prima o poi inventiamo. Non è, questo, scrivere onestamente?

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    Stefano

    08/01/2008 15.38.13

    "L'arte del dubbio" segna il pronto riscatto di Carofiglio dopo il discutibile esperimento fumettistico di "Cacciatori nelle tenebre". Conoscevamo già le notevoli doti narrative dell'autore, ciò che forse non potevamo immaginare è la sua capacità di coinvolgere e appassionare il lettore anche attraverso una scrittura di tipo saggistico-manualistico. Un libro certo rivolto anche agli addetti ai lavori, ma perfettamente comprensibile e godibile da parte di un pubblico ben più vasto. Particolarmente interessante la possibilità data al lettore di ricostruire lo scheletro giuridico dei vari casi dell'avvocato Guerrieri; ancor più interessante la capacità di far riflettere sulle tante connessioni che il settore della giustizia, apparentemente così asettico e tecnico, ha con diverse aspetti delle scienze umane e del pensiero. Insomma, un grande libro e, soprattutto, un libro per tutti e non per pochi: non era facile, data la materia trattata. Una prova di versatilità che credo possa aprire a Gianrico Carofiglio nuovi e più vasti orizzonti nel panorama della letteratura contemporanea.

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    roberto

    07/01/2008 15.23.10

    Purtroppo, anche con Carofiglio, è cominciato "l'effetto bancarella". Ormai carofiglio vende, quindi si pubblica e ripubblica tutto. Le ultime tre uscite - il fumetto, l'arte del dubbio e, addirittura, i casi dell'avvocato Guerrieri - (niente altro che la somma dei tre libri già pubblicati)ne sono la conferma. Peccato, siamo diventati una società governata dal marketing!

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    Benedetta

    01/01/2008 13.42.42

    Mai avrei pensato di leggere un saggio di procedura civile, quale è, senza dubbio, quest’arte del dubbio , seducente solo per titolo e autore, ma nei fatti ostico e pletorico come tutti i testi nati per gli addetti ai lavori. Gli spunti interessanti erano già stati rielaborati, con ben altri esiti, dall’autore, quando ha narrato le imprese dell’avvocato Guerrieri

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