L' artista del coltello

Irvine Welsh

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Guanda
Anno edizione: 2016
Pagine: 285 p., Brossura
  • EAN: 9788823514850
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    Grande ritorno di Begbie

    29/01/2017 13:19:32

    bellissimo libro, breve diretto e rozzo abbastanza per lo stile di Welsh. Un welsh maturo che trova un equilibrio, meno volgarita' ma ogni tanto il tocco duro e grezzo non manca. Begbie e' cresciuto ha messo la testa a posto... ma non del tutto!

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    Sergio

    21/10/2016 15:15:11

    Il "solito" Welsh... siamo sempre in quel mondo, invecchiato, modificato, aggiornato, ma sempre il mondo claustrofobico e ossessionato del Frank Begbie di "Trainspotting". Estetica estrema e comportamenti sempre borderline o molto di più. Il dolore di vivere in versione british anni Ottanta.

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Begbie di Trainspotting è tornato, ed è un bravo ragazzo. O forse no?

«Sporco, spassoso, trascinante.» - Esquire

«Sfrenato, esplosivo: una lettura mozzafiato.» - The Sunday Mirror

«C'è un piacere oscuro, speciale, nel leggere questo libro.» - The Times

“Il bello del lavorare in proprio, decidendo i propri orari, è che uno può sempre concedersi una pausa.”

Da se stessi, invece, non è possibile. Non esiste alcuna pausa che riesca a farci staccare la spina da ciò che è per noi pericolo e sicurezza, bozzolo e prigione: noi stessi. Lo sa bene anche il protagonista della nuova fatica letteraria dello scozzese Irvine Welsh.
Avevamo lasciato lo scrittore alle strampalate e squallide vicende di Godetevi la corsa e ora lo ritroviamo alle prese con un personaggio del tutto singolare: Jim Francis, professione artista del coltello. Letteralmente. E non crediate che si tratti di un eufemismo per dipingere a tinte meno fosche un assassino. Jim è proprio questo: un artista che lavora col pennello. Soggetti dei suoi lavori sono personaggi famosi, che hanno subito ogni tipo di mutilazione con i più disparati modelli di coltello. Jim vive in una casa sul mare, in California, con sua moglie e le loro due splendide bambine.

Sembrerebbe un perfetto quadretto felice con appena un’ombra di grigio sfumato rappresentato dal mestiere di Jim. Eppure non è così. Chi è veramente Jim Francis? Un nuovo, tormentato personaggio partorito dal genio noir di Welsh?
Forse sì. Forse no. Perché in realtà si tratta di una vecchia conoscenza, sotto mentite spoglie, degli aficionados dello scrittore scozzese: Begbie. Uno dei protagonisti della gang di Trainspotting torna a colpire il lettore esattamente come aveva fatto nel romanzo del ’93. In questo nuovo libro il nostro scopre che suo figlio Sean, con cui ha interrotto ogni rapporto da tempo, è stato ucciso. Ecco allora che il richiamo alla sua cupa, fumosa e squallida Edimburgo torna a farsi sentire. E insieme alla città, torna a bussare alla porta il fantasma dell’individuo violento e abietto che era stato in Scozia.

“Non era legato a suo fratello e a sua sorella, e nemmeno ai suoi figli – i quali, immaginava, avrebbero fatto a modo loro. Solo non aveva pensato che potessero morire. E la sua reazione viscerale non lo aveva stupito; ma lo aveva scioccato la profondità a cui era arrivata in lui.”

L’artista del coltello è il degno seguito di Trainspotting: ancora una volta, soddisferà le aspettative dei fan di Welsh, e farà gli onori di casa per coloro che ancora non hanno avuto l’ardire di avvicinarsi ai mondi crudi dello scrittore, anche se sempre venati da un’ironia sottile ma potente.


le prime frasi del romanzo

1. La spiaggia

Mentre Eve viene alzata verso il cielo, il sole sfolgorante sembra accendersi dietro la sua nuca regalando a Jim Francis un istante di trascendenza, che lui assapora prima di rimettere la bambina a terra. Distogliendo lo sguardo dalla vampa, pensa che tra poco la sabbia rovente metterà a dura prova i piedi scalzi della piccola, e lui dovrà badare a che non si scotti. Ma per ora Eve sta benone, e le raffiche gorgoglianti delle sue risatine lo incoraggiano a continuare il gioco.

Il bello del lavorare in proprio, decidendo i propri orari, è che uno può sempre concedersi una pausa. Per Jim è un privilegio trovarsi qui in questo mattino di luglio sulla spiaggia deserta con sua moglie e le sue bambine, mentre il sole sta ancora sorgendo e tutti gli altri dormono per smaltire i bagordi dell’Independence Day. A parte qualche uccello marino starnazzante, la spiaggia è davvero deserta.
Subito dopo il suo trasferimento in California erano andati a vivere nel piccolo trilocale di Melanie vicino al campus dove lei lavorava, nella cittadina universitaria di Isla Vista. A Jim piaceva la vicinanza dell’oceano, e andavano regolarmente a passeggiare sul sentiero litoraneo da Goleta Point a Devereux Slough, a volte senza incontrare nessuno, a parte un raro barbone o un surfista. Con l’arrivo di Grace e poi di Eve avevano traslocato in una casa a Santa Barbara e le escursioni si erano ridotte a brevi gite.

Stamattina si sono alzati presto, con la marea ancora bassa, e hanno parcheggiato il Grand Cherokee in Lagoon Road. Portano vecchie scarpe da ginnastica perché la spiaggia è seminata delle pallottole di catrame prodotte dal vicino Ellwood Oil Field, l’unica porzione di terraferma statunitense ad aver subito un attacco durante la Seconda guerra mondiale. Passeggiando verso l’oceano sono passati oltre i bassi scogli di arenaria che dividono il campus di Santa Barbara della University of California dal Pacifico, puntando verso l’azzurro più intenso, immobile, della laguna. Le pozze residue di marea, con i granchi che emergevano mentre l’acqua si ritraeva, incantavano le bambine, e Jim si è rimesso in marcia a malincuore, dispiaciuto di non condividere più la loro gioia a occhi sgranati che lo faceva tornare bambino. Ma ci sarebbero stati altri granchi da ammirare più in là, a Goleta Point: così hanno proseguito fino ad accamparsi sotto gli scogli, al di là dei quali sorgono l’università e Isla Vista. La combinazione di temporali notturni, weekend festivo e periodo di chiusura del college ha lasciato la spiaggia senz’anima viva.

Il clima insolitamente rigido comincia a addolcirsi, ma il mare mosso ha creato vasti banchi sabbiosi. Prima di arrivare all’oceano bisogna superarli, a meno di aspettare che la marea si alzi. Jim ha calciato via le scarpe e ha preso in braccio Eve, sapendo che la sua bambina di tre anni ha in comune con lui il difetto dell’impazienza, mentre Melanie stendeva i teli di spugna e si sedeva con Grace, che di anni ne ha cinque.
Jim sciaguatta con Eve in braccio, sempre deliziato dalla sequela di risatine che ciò provoca. Le dune di sabbia gli nascondono Melanie e Grace, ma sa che Eve le vede. Ogni volta che la solleva sopra la testa, lei si ritrova la mamma e la sorella proprio davanti agli occhi e squittisce di gioia.

Poi qualcosa cambia.

È la faccia della bambina. Al successivo slancio, Eve lascia ricadere le mani lungo i fianchi. Sta ancora fissando quel punto. Jim segue il suo sguardo fino alla sommità del banco sabbioso, ma la bambina ha un’espressione confusa. Lui sente come un tonfo dentro di sé. Stringendosi Eve al petto, avanza in fretta verso la duna, con la gamba malandata che fatica nella sabbia. Ma appena scorge Melanie e Grace, anziché rallentare accelera il passo.