Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 406 p., Brossura
  • EAN: 9788804667537
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    zombie49

    31/08/2014 17:52:44

    Il vino: il Prozac dei poveri e degli infelici, che si può acquistare senza ricetta, x dimenticare x qualche ora la fatica di vivere, anestetizzare nel sonno il dolore, superare paure e delusioni, o celebrare in compagnia la gioia dell'amicizia. C'è un alcolico x ogni occasione, dice Corona: il cognac x le disgrazie, la grappa x la malinconia, il vino x l'allegria. Concordo, anche se i miei alcolici sono diversi, ma il vino no, non mi piace, forse perché non amo la compagnia. Non è esattamente l'apologia del vino, questo libro, ma piuttosto dell'amicizia, della solidarietà tra compaesani più importante dell'amore e della famiglia. Sono lunghe le sere d'inverno nei paesi di montagna, finito il duro lavoro nei campi, nei boschi o in cantiere, senza divertimenti né donne disponibili, e gli uomini si riuniscono all'osteria x trovare un po' di calore nei propri uguali e il coraggio di arrivare a domani. Sullo sfondo, sotto le ombre dei monti, c'è sempre la Natura, madre e matrigna, dura, spietata e meravigliosa donatrice di pace e serenità a chi la sa amare senza fanatismi. Il libro è l'autobiografia sincera di un uomo, tra scherzi da osteria, bravate, tragedie, risse, omeriche bevute, sempre accompagnate dall'ombra della morte, com'è destino x gli umani. Forse 400 pagine con un bicchiere in mano sono troppe, alla fine le storie diventano prevedibili e ripetitive, ma in alcuni episodi riconosco qualcosa dei miei 20 anni, le sbronze, le corse in macchina, la spavalderia delle sfide alla sorte. Corona dà la colpa delle sue malefatte al vino e su questo non sono d'accordo. L'alcol libera dai freni inibitori, dalla corazza dell'educazione che copre il cavernicolo nascosto in ognuno di noi, ma non muta la natura dell'uomo. Se uno si picchia è perché è di carattere rissoso e irascibile, il vino è catalizzatore e alibi. Non manca autocompiacimento nelle storie di Corona, dietro la reiterata ammonizione a non bere troppo. Un libro x sorridere e riflettere.

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    Valter

    23/08/2013 11:38:39

    Leggo Mauro Corona da un po',e tutti i suoi libri che ho letto mi sono piaciuti. Questo pero', secondo me è il migliore: forse non sara' il massimo raccontare la propria vita utilizzando come fulcro il bottiglione di vino, ma ci sono molte digressioni riflessive e altre tragicomiche che distolgono l'attenzione dal bicchiere di vino. Quello che pero' ammiro maggiormente, e che piu' mi ha colpito di questo libro, è che non traspaiono mai cattiveria e arroganza nonostante i contesti, ma soltanto la grande sincerita'e l'umilta' di un uomo forse un po' pentito del passato e che non ha paura di sottolineare i propri sbagli e i propri difetti. Complimenti, Mauro.

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    Riccardo

    09/01/2013 18:57:46

    Libro interminabile, intenso e coinvolgente, una miniera di esperienze utili sopratutto per i giovani e per chi alza spesso il gomito, nulla di più vero e diretto ho mai osato leggere sul vino e sulle conseguenze (piacevoli e non) che questo ha sulle persone. Da enologo veneto, non posso che levarmi il cappello e alzare il calice! Bravo Mauro!

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    Silvia

    02/05/2012 00:11:50

    Libro auto celebrativo sulla capacità di controllare lo stato alcolico, del tutto privo del dono della sintesi: estenuanti i racconti di ogni malefatta che Corona ha avuto la "fortuna" di porre in essere. Più che un'autobiografia sembra un compendio di personaggi che passano nella vita dello scrittore; quasi uno strumento per dare a loro 5 minuti di notorietà. Mi spiace bocciarlo così malamente perché le capacità narrative dell'autore sono indiscutibili, nonostante i voli temporali tra l'oggi, ieri e l'altro ieri; ma mai un libro di 400 pagine mi è sembrato così monotono e interminabile.

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    laura

    19/10/2011 11:43:27

    storia assai intrigante

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    fabio

    15/09/2011 21:17:40

    adoro Corona. Leggerei di continuo le sue storie su Erto, sul Vajont etc. etc. Sembrano sempre le solite storie già raccontate, se si è letto altri libri suoi, ma il suo linguaggio grezzo e semplice ti fa appassionare sempre. Quello che mi interessa di questo libro è la sua storia vera raccontata, il romanzo di una vita. C'è anche una morale: se bevete tanto da ubriacarvi rimanete dove siete, non andate in giro in auto ma nemmeno a piedi.

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    Chiara Savorgnan

    30/08/2011 11:09:30

    Mi è parso, a tratti, estremo, incredibile, eccessivo! Bella prosa, bel libro, bravo Corona!!!

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    Claudio S.

    18/06/2011 18:46:07

    Tanto ho amato il Corona che parla di boschi e di montagne, tanto mi ha deluso questa vita di vino, compagnie sballate e alcol. Mi sembrano una vita e delle potenzialità sprecate e bruciate sull'altare del Dio Bacco.

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    giovanni

    03/05/2011 15:54:20

    Nel libro viene compiutamente descritta la dura vita di montagna. I sentimenti sono tagliati con la "manera" (strumento caro allo scrittore) e sono netti e genuini. L'amore e il rispetto della natura trasudano da molte pagine. Alla fine resta una domanda: è il vino che cementa l'amicizia o è l'amicizia che spinge al consumo di tutto quanto è alcoolico ?

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    Claudio Mazzarol

    31/01/2011 12:18:19

    Avevo volutamente lasciato da parte questo libro, preferendone altri di Corona, per i commenti poco positivi sentiti da conoscenti che l'avevano precedentemente letto. Niente di più sbagliato, poichè da queste pagine si traggono indicazioni che ci permettono di comprendere meglio il personaggio e tutto ciò mirabilmente descritto nelle altre numerose e riuscite opere. Pazzoide, dissacrante, avventuroso ed epico come sempre, a tratti tenero e commovente come nel rievocare il vecchio Palàn, l'inseparabile Vasyli ed i tanti suoi amici che lo han prematuramente lasciato. Risalta l'alto significato che la gente semplice e vera attribuisce all'amicizia, considerandola da sempre uno dei valori da cui mai separarsi. Poco importa se il collante scelto per consacrare ciò è quasi sempre costituito da damigiane di Bacco e boracce di superalcolici.

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    SILVIA DOSSENA

    16/11/2010 15:24:10

    Libro autobiografico, inno alla montagna considerandone tutti i suoi difetti e ricordo indelebile del disastro del Vajont. Stupendo spaccato di freddo, fatica, e solitudine che portano inevitabilmente al bicchiere ed alle sue conseguenze.

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    Ludmilla

    21/10/2010 22:32:21

    Adoro Corona, ho assaporato pagina per pagina Storia di Neve e L'ombra del bastone, ma questo non mi è piaciuto proprio .... vino vino e sempre vino ... se ne ha la nausea già dopo poche pagine, non avrei sopportato una pagina in più.

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    roro82

    15/06/2010 21:22:31

    Ma si può trascorrere l'esistenza segnandone le fasi all'insegna del bicchiere? Ci sono episodi della vita di Corona che suscitano rabbia e irritazione nel lettore: vorremmo dirgli che ha sbagliato e che magari doveva compiere scelte diverse. Altre pagine suscitano tenerezza, a volte ammirazione. In fondo è la vita di un uomo: un evento dato per scontato, come ogni autobiografia, ma in questo caso emozionante e vivo come non mai. Forse non sarà un esempio da seguire, ma di certo è evidente la ricchezza di Mauro Corona: ha vissuto, ha conosciuto e ha reso testimonianza. Il suo teatro denso di personaggi straordinari è un invito alla lettura aperto a tutti i giovani adulti che si affacciano alla vita. Come un monito e un ricordo.

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    Rocco

    05/05/2010 08:28:37

    Storia di un profeta del vino e di una sua dozzina di apostoli. Banali episodi di alcolismo seriale elevati a rango di poema epico. Storie di violenze, intimidazioni, bravate e cinismo narrate in prima persona con malcelato esibizionismo. Prolisso, simile ad un babà napoletano che trasuda vino, così tanto da riempire la valle del Vajont. Storie comuni a tanti alcolisti molesti, di quelli che quanto li incontri per strada li scansi, o che quando disturbano in giusto sonno di chi la vita la ama con schiamazzi notturni, si trovano bersagliati da catinate d'acqua se non di altro liquido giallo. I luoghi del vajont raccontati a tinte rosso-violacee, come se l'onda generata dal Toc fosse irrilevante rispetto a quella alcolica che si abbatte ogni weekend su Erto e nei limitrofi comuni a valle. Visione certamente falsata dalla dipendenza alcolica, che esclude che possa esistere vita diversa da quella con bicchiere in una mano (sempre pieni e sempre vuoti) e tabacco (se non coltello, pistola o ascia) nell'altra. Il profeta riesce sempre a farla franca (a volte per un pelo), sopravvivendo alla petroliera alcolica che lo segue come una flebo che l'alimenta costantemente. Molti suoi apostoli trovano una fine coerente con lo stile di vita praticato. 400 pagine che scorrono via come una bottiglia di vino malandato fatta sgorgare nel wc, che lascia solo quell'olezzo alcolico che rapidamente svanisce riversandoci acqua pura. Ci sono libri che mi sono piaciuti, altri che mi hanno deluso. Questo è il primo che mi ha irritato.

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    Angelo48

    19/01/2010 11:03:04

    Il maggior pregio di questo libro sta, credo, nella sua sincerità. Corona racconta senza ipocrisie la realtà di un piccolo borgo di montagna e dei suoi abitanti, con la variabile importante della immane tragedia del Vaiont. I valori più importanti che emergono dalla lettura di queste pagine sono quelli dell'amicizia e dell'appartenenza al proprio "piccolo mondo". Alcune cose appaiono, sono, sgradevoli: su tutte il taglio "machista" del rapporto con le donne. Tuttavia sta proprio qui il valore aggiunto di "Aspro e dolce", quello di raccontarsi senza nascondersi dietro falsi paraventi e quindi di commuovere, emozionare, sdegnare e soprattutto pensare. Il vino è bisogno di evasione e maledizione, simbolo dell'innato male di vivere che ogni uomo si porta dentro.

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    laura

    12/01/2010 21:33:43

    che dire, un libro che si legge tutto di un fiato, spiritoso, ma signori... che ciuche!!!!mi sembra impossibile che ci possa ridurre così a furia di bere, mi ha aperto un mondo sui bevitori incalliti che non conoscevo.. alla fine ero "ubriaca" pure io!! Corona ma è tutto vero??? basta ti prego bevi ACQUA DI FONTE!!

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    gra

    07/01/2010 12:26:39

    Adoro Corona come personaggio e la sua maniera di scrivere; semplice, scorrevole, a volte un po' grezza. E le storie di Erto e dei suoi abitanti,quelle inventate e quelle reali.Questo libro, in particolare, non è solo una serie infinita di sbronze, è la storia di una vita e della capacità di riconoscere i propri errori e riscattarsi. Molto bello.

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    Monsa

    03/10/2009 08:01:25

    Fa strano dirlo, dopo 391 pagine di sbornie ma Aspro e Dolce non è un libro sul vino benchè ogni singola pagina grondi del nettare di Dioniso e la Valcellina sembri la patria della grappa. Aspro e Dolce – non me ne vogliano i filosofi laureati - è un libro sulla morale: il confine tra il bene ed il male sta solo nella consapevolezza che tra bene e male esiste un confine. Mauro Corona firma il suo libro più bello, interamente autobiografico e scritto meravigliosamente. Ragazzi “sani” anni sessanta senza l’onnipresente, assillante (e tumorale) presenza del sessantotto, senza alcuna risibile rivoluzione antiborghese. La meglio gioventù lavora, beve, ruba, fa l’amore sotto la diga del Vajont ancora libera di sbagliare e capace di accorgersi di aver sbagliato. Un giorno un qualcuno che non è Dario Fo o il Camilleri della situazione svelerà il mistero del perché gli alpinisti siano tutti così bravi a scrivere. Mauro Corona, alpinista e scultore, non fa eccezione a questa imperscrutabile regola. Crediateci o no questo è il miglior libro scritto da un italiano nell’ultimo decennio.

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    Gabriele

    17/09/2009 19:29:20

    Non conta quello che si è fatto, conta l'aver imparato dai propri errori e l'avere il coraggio di mettersi a nudo per aiutare gli altri a non commetterne di simili. Il capire che la fortuna non potrà essere sempre dalla propria parte non è cosa da tutti. Bravo Mauro!

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    Enomis78

    13/02/2009 12:45:16

    Ricco di esperienze di vita, certe volte anche dure, il tutto legato dal rapporto di un uomo e la bottiglia. Piacevole lettura che ti rimandano ad un Italia che ormai non c'è più, con quei modi, odori e gesti dei tipici paesi di montagna. Bel libro.

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