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Stefano Piedimonte

Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 248 p. , Brossura
  • EAN: 9788823504080
  Chi ha avuto a noia il giallo classico, con le sue tradizionali regole di svelamento logiche, può avvicinarsi con soddisfazione al romanzo di Piedimonte. Napoletano poco più che trentenne, si è fatto conoscere con due romanzi, Nel nome dello zio e Voglio solo ammazzarti, altalenanti tra noir criminale e comico. In questo terzo romanzo lo squilibrio è totale: compaiono gli elementi unificanti del genere, morti, investigatori, cornice ambientale, ma il tono è decisamente comico e irrealistico. L'intreccio è una favola nera, trattata con ironia e ammiccante verso il soprannaturale, tanto che non a caso l'autore si professa ammiratore del regista Tim Burton. La scena è quella di un paesino tranquillo, Fancuno, nome dalle facili tentazioni evocative, disperso nella provincia, quasi sospeso in una nuvoletta. La quiete è sconvolta dalle gesta di un efferato killer, che uccide lasciando messaggi sgrammaticati firmandosi "sirial ciller". Gli attori della storia sono insoliti e non si sottraggono ai destini del proprio paese: compaiono i frequentatori del bar, il commissario di polizia appassionato di scacchi, i giornalisti commentatori degli eventi. La storia è raccontata da un anziano giornalista di cronaca nera locale, quasi alla pensione, che si riunisce ogni giorno con i suoi amici e che osserva la stampa nazionale arrivata in paese per seguire le indagini. Il bar come banca dati nelle vicende criminali sta divenendo un topos del genere e l'autore non vi si sottrae, aggiungendo qualche dato ulteriore. Il torpore della quiete davanti a una tazzina di caffè è scossa dalle leggende di un bosco piazzato proprio al centro del paese. Il cliché si sviluppa con un linguaggio originale che mescola ironia e tensione nel narrare un mondo immaginario. Una sferzata d'irrealtà in un genere che della realtà si nutre e che vi s'immerge sporcandosi. Il thriller però non è tutto: esiste una linea parallela che accompagna gli omicidi nel paesino di Fancuno. L'ironia che accompagna le pagine del romanzo non riesce a oscurare la violenza intensa che s'insinua nei sogni, la linea profonda che divide il bene dal male (invece contigui), la difficoltà degli amori, i contrasti nei rapporti tra padre e figli. Soprattutto, lo scanzonato linguaggio cadenza la profonda divisione tra chi sa scrivere e chi non sa scrivere, quest'ultimo escluso dalla comunità perché diverso e quindi cattivo. Altro rispetto a noi.   Fulvio Gianaria e Alberto Mittone  

Dopo Nel nome dello Zio e Voglio solo ammazzarti, torna Stefano Piedimonte con una storia nerissima, in un luogo improbabile che tutti, almeno una volta nella vita, hanno conosciuto.

Nel paesino di Fancuno, tremila anime e una gran voglia di farsi i fatti altrui, da un giorno all’altro cominciano a fioccare cadaveri. La gente viene ammazzata nei modi più atroci e sui corpi delle vittime compaiono messaggi assurdamente sgrammaticati. Chi è questo lazzarone, quest’assassino analfabeta che infierisce sui corpi dei disgraziati col primo oggetto che si trova davanti? Perché uccide? E soprattutto: quanti morti ancora si lascerà dietro prima che i carabinieri riescano a catturarlo? Sulle sue tracce, assieme ai carabinieri guidati da un comandante scacchista, lucido e razionale, si muove un vecchio cronista di nera sulla via della pensione, oltre a un manipolo di personaggi bizzarri, vere e proprie star di una periferia sonnacchiosa sempre in cerca di nuove storie (vere o fasulle che siano), leggende e suggestioni, vie di fuga dall’ordinario, che un bel giorno si trova a dover fare i conti con una storia, stavolta vera, molto più grande, e violenta, e pesante, di quanto le sue piccole stradine non possano sopportare.

Recensioni dei clienti

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    Annalisa

    18/06/2016 22.32.09

    Uno dei pochi libri che ho dovuto smettere di leggere..Molto noioso e pesante

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    claudio

    28/07/2015 09.33.05

    Non mi è piaciuto. E ho fatto fatica ad arrivare in fondo

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    Elena

    15/03/2015 19.01.46

    ben scritto e storia quasi irreale; peccato il finale sia un pochino deludente

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    Lina

    06/11/2014 00.18.08

    narrazione deliziosamente surreale. appena deludente il finale.

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