L' assedio del presente. Sulla rivoluzione culturale in corso

Claudio Giunta

Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 3 aprile 2008
Pagine: 149 p., Brossura
  • EAN: 9788815124050
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Descrizione
Il modello di formazione che ha ispirato le generazioni passate si fondava sul valore del sapere disinteressato, sull'amore per la propria tradizione culturale e sul desiderio di conoscerla e trasmetterla ai posteri, sulla fiducia nel potere educativo dell'arte e della scienza, sulla fiducia cioè che un autentico progresso umano dovesse passare da questo genere di esperienza intellettuale. Tutto ciò sembra oggi volar via, solo che i valori considerati stantii non cedono il posto ad altri valori, ma a un vortice di idee e concetti nuovi che invecchiano prima di potersi fissare. Le ragioni di questa rivoluzione sono, in sostanza, due. La prima è che la soglia d'accesso alla cultura si è d'un tratto abbassata: a dover essere istruita non è più una ristretta élite di privilegiati, ma l'intera popolazione. La seconda è che i mass-media hanno ormai preso il posto delle agenzie educative tradizionali (famiglia, scuola, chiesa), e oggi sono loro a decidere i tempi e i modi dell'agenda culturale secondo le leggi del mercato.

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    Elena

    20/07/2008 12:15:33

    La lettura di "saggi" è spesso obbligata e non sempre piacevole: esami, aggiornamento professionale. Questo libro invece lo consiglio come lettura di piacere. così è stato per me. Nella recensione "ufficiale" leggiamo che: "la soglia d'accesso alla cultura si è d'un tratto abbassata: a dover essere istruita non è più una ristretta élite di privilegiati, ma l'intera popolazione". In riferimento a queste parole vorrei aggiungere una citazione dell'autore (p. 94)"Nell'università di massa i bravi sono per forza di cose una minoranza, ma una minoranza non più esigua di quella che un tempo costituiva l'intera popolazione universitaria". Sottolineo queste parole per evitare a lettori finti colti (e malintenzionati)la delusione di scoprire che l'autore non è contro l'istruzione pubblica (e democratica); non è "snob"; non auspica un ritorno ad un passato (impossibile, mitico).Invece ci mostra la nostra realtà, ci spinge a riflettere e a prendere in considerazione una riforma attuabile in un lungo periodo (generazioni!). Diciamo che c'è anche questo tra le moltissime riflessioni, argomenti(sarebbe da leggere anche soltanto per le note).

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