L' assenza. Una fiaba

Peter Handke

Traduttore: R. Zorzi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 gennaio 2001
Pagine: 129 p., Brossura
  • EAN: 9788811669937
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 3,90
Descrizione

Quattro personaggi anonimi ma emblematici - il Vecchio, la Donna, il Soldato e il Giocatore - abbandonano, spinti da un irresistibile e silenzioso richiamo, la monotonia della vita quotidiana, i suoi vuoti e i suoi silenzi, per incamminarsi verso una meta favolosa e indeterminata. L'autore accompagna il quartetto in un vagabondaggio attraverso il tempo e lo spazio: una fuga dalle minacce e dai pericoli del mondo contemporaneo, un pellegrinaggio alla ricerca della spiritualità scomparsa, un percorso iniziatico che indirizza i viandanti verso la piena coscienza di se stessi.

€ 6,15

€ 7,23

Risparmi € 1,08 (15%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alida airaghi

    20/07/2014 16:36:49

    Una fiaba con quattro protagonisti magici, sollevati da ogni materialità come in ogni fiaba che si rispetti, questa che Handke scrisse nell'87, incastonandola tra due massime della sapienza taoista, quasi a voler indicare una direzione di lettura: la sospensione del giudizio, l' indistinguibilità di ogni accadimento pratico. Rolando Zorzi, nella sua sapiente traduzione dal tedesco, attentissima all'inventività lessicale e fedele alla costruzione sintattica dello scrittore austriaco, commenta ammirato la novità di questo testo, il suo taglio cinematografico, "lo sguardo impersonale e personale insieme, che riprende prima le cose e poi i personaggi in campi lunghi, medi, lunghissimi...". La narrazione, come quasi sempre in Handke, procede con severa lentezza, descrivendo minuziosamente ogni aspetto degli interni e degli esterni, con gusto assolutamente pittorico, quasi stregato dall'immobilità dei personaggi e delle loro esistenze. Protagonisti presenti ma contemporaneamente del tutto assenti, privi di sentimenti (amore e odio non esistono, entusiasmo e delusione non vengono nemmeno sfiorati nel loro rapportarsi con il mondo): un vecchio, un soldato, un giocatore incallito, una donna. Tutti senza nome, senza passato o futuro, senza parole che esprimano volontà di dialogo: persi in un loro muto vagare privo di meta, in cerca di una sosta dall'agitarsi della vita frenetica che non comprendono e da cui volontariamente si escludono. Tutto sembra indistinto e intercambiabile: gesti, parole, paesaggi, vicende. Una cosa vale l'altra, nell'indefinitezza del nulla: "Credo in quei luoghi, senza fama né risonanza, contraddistinti forse dal semplice fatto che là non c'è niente, mentre intorno c'è qualcosa dappertutto. Credo nella forza di quei luoghi, perché là non succede più niente e non ancora niente...Esserci, esistere, per me è successo sempre e soltanto per poco tempo, mai per tanto". Ma persistere a lungo nel nulla può diventare faticoso, anche per il lettore più fedele.

Scrivi una recensione