Curatore: F. Bruno
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 7
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: LXIX-492 p., Brossura
  • EAN: 9788811364672
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    25/10/2016 07:26:59

    Zola, o dell'inesorabile! Non può che sigillarsi così ogni movimento d'inchiostro attorno al cosmo di quest'autore, a cui Lukacs (giustamente) rimproverava il troppo attenersi all'esterno delle cose, al descrittivo, al puro narrativo, rispetto ad esempio a un Balzac più digressivo, più interiore, saggistico. Ma c'è lo stesso una tale potenza in queste pagine, un dirompente lento massacro delle nature singole così veritiero e commovente, che ogni passo è come avvolto in una luce fatale che alza a cieli migliori la sua ala ferita, le sue lontane speranze, ogni resistenza all'inevitabile. Come una santità malsana, maledetta, necessaria nei suoi nerissimi passaggi, affinché pian piano quei tratti di nascosta grandezza lievitino in ogni rigo nel dono di uno stupore sovrano, nella cifra di un esempio morale, a contrasto di sfortune e invidie, cadute e soprusi. Meraviglioso trattato di economia domestica, straziante dizionario di desideri, sogni, progetti, tutti al setaccio di un prezzo feroce da affrontare, della tremenda scure del sacrificio, del costo, del debito, sfondi e travi di questa magistrale vicenda. Il bene è appena un soffio di vento trovatosi lì a passare quasi per errore, il male, la costrizione, la miseria, le note costanti di questa partitura drammatica. Gervaise è l'impegno, la volontà, la fiducia, l'amore, ma trova di fronte a sè l'atroce varietà dei caratteri peggiori, le indolenze, le furbizie e i tranelli di una società popolare che vive di bassezze orrende, di legami malati, in una disperazione ai limiti di se stessa. Questa donna zoppa (La sciancata!)è un ritratto di timore e coraggio assoluti, fra i più nobilmente perfetti di Zola:"Davanti all'avvenire si sentiva in preda all'angoscia, e si paragonava a una moneta lanciata per aria che, senza la minima possibilità di scelta autonoma, ricadeva a testa o a croce a seconda delle irregolarità del selciato". Il sorriso avrà vita breve, ma la scia di grandezza scagliata dalle pagine sarà senza tempo.

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    Gianvito

    28/03/2015 17:52:44

    Non riuscivo a staccarmi da questo libro spettacolare! Prima mia lettura di questo grande autore! Assolutamente consigliato! Un affresco vivido, veritiero e spietato della Parigi galoppante verso l'industrializzazione. Personaggi tristemente indimenticabili, alcuni dei quali mi hanno fatto tremare dalla rabbia al punto che avrei voluto intervenire io... Magico, non c'è molto da dire, magico nel suo essere di una crudeltà infinita e, ahimè, senza tempo! Zola, autore magnifico!

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    Alessandro Basilico

    09/10/2014 14:12:27

    Come d'obbligo nella tradizione del romanzo naturalista, l'autore si mette completamente da parte, lasciando il centro dalle scena alla moltitudine di personaggi che affollano il romanzo, ogni giudizio morale sui personaggi, è lasciato ai personaggi stessi, che sovente intervengono, affibbiando giudizi, ora negativi, ora positivi, ai vari protagonisti. Il tema dell'alcolismo la fa sicuramente da padrone, ogni personaggio, prima o poi, arriva alla bettola di papà Colombe, e una volta entrati è quasi impossibile uscirne; nel romanzo sembra che la responsabilità dei personaggi nei confronti delle loro azioni, sia altamente limitata, essi agiscono come automi, l'imbruttimento causato dall'alcol, e le azioni sconsiderate, ad esso connesse, sembrano procedere come dallo srotolarsi di un gomitolo; la società parigina dell'ottocento, o meglio, i bassifondi di questa società, svolgono un ruolo determinante nello svolgimento della vicenda. Non esiste la suspense, il lettore avveduto, può già all'inizio della vicenda, ben immaginare come la vicenda stessa si andrà a concludere, non ci sono colpi di scena, ad ogni azione corrisponde un prevedibilissimo effetto. Prendiamo come esempio la vicenda di Coupeau, marito di Gervaise; che rappresenta a mio avviso, uno dei personaggi meglio psicologicamente rappresentati dell'intera letteratura mondiale. Questi, all'inizio del romanzo, è fondamentalmente un personaggio positivo, non si ubriaca come tutti gli altri, non perde una sola giornata di lavoro, ha dei modi tutt'altro che villani, pazienta infatti oltremisura prima di possedere l'avvenente bionda. Ebbene, il declino di quest'uomo, è rappresentato magistralmente da Zola, ogni tappa è scandita dettagliatamente, dall'iniziale antipatia nei confronti del lavoro, fino alla disperata caduta nel vortice dell'acquavite.Il lettore non può attribuire che una minima parte della colpa al povero Coupeau, trascinato e dilaniato da una condizione sociale che non ammette alternative.

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    Aldo

    21/06/2012 01:10:37

    Opera straordinaria. Come tutti i capolavori della letteratura, più che mai attuale. Come ben lo definì Francesco De Sanctis:"L'Assommoir è una evoluzione a rovescio, dall'uomo all'animale, dall'ideale umano di Gervasia sino all'idiotismo, alla intelligenza cristallizzata, all'essere morale demolito, all'essere fisico incadaverito".

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    Laron

    12/12/2011 18:03:08

    Per me è stato una vera delusione, inserito all'interno del suo contesto storico economico e sociale, tra i boulevard parigini, accattoni ed alcolizzati, operai, straccioni e prostitute, la storia è un interessante affresco della Parigi del progresso e dell'industria. I personaggi mi sono parsi artificiosi e la storia finta ed innaturale.. ho letto questo autore sperando di considerarlo ai livelli del grande Dumas o del titanico Hugo (In assoluto il mio preferito!), non però riuscendovi.. spero che una rilettura in futuro mi farà cambiare impressione su questo "cardine" della letteratura francese.

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    FRANCESCO

    01/09/2011 22:03:58

    superba espressione di arte,concentrazione impressionante di decadenza sofferenza disfacimento,tanta raffinata erudizione in hugo,tanta espressione forte in zola,due scrittori in assoluto straordinari.l'emersione di una critica analitica raffigura entrambi come maestri di scrittura e la loro posizione di narratori ineguagliabili li colloca ai massimi livelli di espressione.capolavoro.

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    Enrico

    27/03/2011 19:44:27

    Ben scritto e storia reale e minuziosamente descritta in tuti i dettagli. Bravissimo Zola a porre il lettore come parte integrante del romanzo. Mi ha sorpreso la potenza narrativa dell'autore che, nonstante nessun evento fuori dal normale in un racconto di vita vera,è riuscito a tenermi incollato al libro. Pensare che l'ho preso e posato varie volte, un po' scettico. La parte centrale è la migliore: il pranzo organizzato da Gervaise ed i dettagli che lo costituiscono è magistrale. Odiosi Coupeau e Lantier.Consigliato

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    Pietro Antonucci

    27/05/2009 03:13:23

    La rilettura di questo romanzo mi ha fatto ulteriormente apprezzare la maestria di un grande narratore qual è Zola, abilissimo nel tratteggiare i caratteri dei personaggi, gli ambienti degradati e a descrivere mirabilmente angoli, piazze e strade di Parigi. La penna di Zola è incredibile, capace di trasmettere emozioni e sensazioni uniche: un film non riuscirebbe ad avere la stessa intensità! Questi sono libri che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ognuno di noi.

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    Roberto

    23/06/2008 16:52:05

    Libro scritto benissimo ed interessante. Come in Verga(I Malavoglia) la storia di una ambizione,di un sogno che finisce male,nella rovina e nella povertà;la legge del Positivismo non trova credito nei due scrittori. Gervaise,donna del proletariato nella sua realtà così piccola e degradante vive e muore come mai avrebbe voluto. Fantastica l'ironia di Zolà che descrive ammirevolmente la ridotta statura morale non solo sociale di Gervise e conoscenti...una congrega di avvinazzati contenti di mettere sul tavolo due merlteti bianchi e di vestirsi a festa la Domenica. Puro Realismo

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    riccardo

    22/05/2005 21:16:45

    Manifesto del Realismo. Anche le critiche ricevute ne esaltano la maestosità

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    omar lastrucci

    20/05/2005 22:47:50

    cara annalisa,peroro felicemente la tua causa e condivido la tua invettiva su dan brown e company,ma alla gente purtroppo oggi non interessano oscure storie di oscuri popolani nella parigi dell'ottocento,ma libri dove l'high-tech regna sovrano,perfino sulla carta,ohimè!Ma meno male che esiste la garzanti che tiene ancora vivi capolavori come questo del grande zola!buona lettura.

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    Annalisa

    28/03/2005 13:25:17

    Capolavoro assoluto,è il libro dei libri.La trama è reale, vera, struggente;lo stile asciutto,veloce,mai noioso e pedante.I vari Dan Brown e simili dovrebbero prendere lezioni dai VERI scrittori,anche se dubito che il loro stile potrebbe anche solo lontanamente avvicinarsi a quello di Zola. Astenersi amanti dei generi fantasy/romanzetti rosa/gialli di infimo ordine/Graal e Rennes le Chateau et similia.PS: l'edizione Garzanti è decisamente la migliore

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