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Alberto Asor Rosa

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 129 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806200008

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    Mara

    09/07/2016 09.36.24

    Letto in sequenza con il precedente "L'alba di un mondo nuovo". Ritrovo gli stessi personaggi (padre, madre, il figlio Alberto) e gli stessi luoghi (il falansterio ferroviario di Piazza Tuscolo, il galleggiante sul Tevere del Dopolavoro Ferroviario). Temevo le ripetizioni, ma ce ne sono poche. Il libro è relativamente breve, comincia prima, con la nascita dei genitori, e finisce dopo, con la loro morte. In più, c'è un felice contrappunto ironico dell'Autore, che serve anche a smorzarne la forte partecipazione emotiva. "Scrivo queste ultime righe il 15 luglio 2009: oggi, per la prima (e unica) volta in vita mia, ho la stessa età che aveva mio padre il giorno in cui se ne è andato: ossia settantacinque anni e duecentonovantacinque giorni" (pag. 127). La madre, vedova e sola, col figlio che chiede ai collaboratori stupiti: ma non esiste una scuola per i figli che devono curare i vecchi genitori? Il padre: il duro confronto con il suo lento scivolare nella perdita di sé: "depressione endogena", curata con i mezzi degli anni sessanta, una psichiatria "dura", con lunghi ricoveri in clinica. A margine, mi viene da pensare al duro compito del figlio unico, solo responsabile del benessere residuo e possibile dei genitori finché sono vivi, della loro memoria quando sono morti.

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    mary per sempre

    01/10/2010 22.47.59

    molto bello a parte uno stile a volte inutilmente complicato, resta il grande amore per Assunta e Alessandro, la fragilità senza di loro, la descrizione della vita, la vita vera la solitudine del figlio unico rimasto solo Bravo Asor Rosa come sempre

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