At Carnegie Hall - Vinile LP di Miles Davis

At Carnegie Hall

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Artisti: Miles Davis
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Wax Time
  • EAN: 8436028699889
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L’album “Miles Davis at Carnegie Hall” (Columbia CS 1812) rappresenta l’unica performance dal vivo registrata da Miles Davis con l’orchestra di Gil Evans. In questa edizione è stata raccolta tutta la musica registrata in occasione del concerto e alcuni brani registrati in studio da Davis ed Evans e poi eseguiti dal vivo alla Carnegie Hall. Questo evento fu molto importante per Miles perché era la prima volta che un concerto veniva dedicato interamente alla sua musica e questo lo portò a decidere di esibirsi sia con il suo quintetto che con la Gil Evans Orchestra. La collaborazione tra Davis ed Evans era nata molto tempo prima ed aveva già prodotto tre album (un quarto era in lavorazione). questa registrazione dal vivo smentì le voci dei critici sul lavoro troppo “accurato” nello studio di montaggio e confermò la maestria degli interpreti. Nel concerto alla Carnegie Hall Miles Davis si esibisce in un quintetto con Hank Mobley al sax che sarebbe stato sostituito nel 1962 da Wayne Shorter. I due musicisti collaborarono solo in occasione di altri due album: in “Someday My Prince Will Come” e nel live al Blackhawk di San Francisco.
Disco 1
1
So What 12:01 (Miles Davis)
2
Spring Is Here 4:02 (Richard Rodgers-Lorenz Hart)
3
No Blues [Aka Pfrancing] 10:38 (Miles Davis)
4
Oleo 7:19 (Sonny Rollins)
5
Someday My Prince Will Come 2:55 (Frank Churchill-Larry More
6
The Meaning Of The Blues/Lament 4:34 (Bobby Troup-Leah Worth
7
New Rhumba 4:06 (Ahmad Jamal)
8
I Thought About You 5:00 (Johnny Mercer-Jimmy Van Heusen)
  • Miles Davis Cover

    Trombettista statunitense di jazz. Dal '45 al '48 suonò con Charlie Parker, al cui stile contrappose un proprio solismo lirico e riflessivo, più parsimonioso di note; nel '48-49 si avvicinò al cool jazz (incisioni con Lee Konitz, Gerry Mulligan ecc.), distinguendosene per una più incisiva vena ritmica e pudicamente blues. Queste qualità, unite a un suono essenziale e lancinante, emersero più chiaramente negli anni successivi, durante i quali D. poté essere considerato il più originale musicista jazz fra l'esperienza bop e lo hard bop. Con lo storico quintetto fondato nel '55 (comprendente John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, e Philly Joe Jones) e con il gruppo del '58-60, sempre con Coltrane, D. utilizzò scale modali (assorbendo... Approfondisci
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