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Valerio Millefoglie

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 178 p. , Brossura
  • EAN: 9788806210519

Recensioni dei clienti

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    OskarSchell

    08/01/2013 13.32.43

    Ho appena letto l'ultima pagina del libro... ero entusiasta quando l'ho comprato, perchè anch'io avevo compilato uno dei questionari ed ero stata intervista dall'autore qualche anno fa. Il libro scorre veloce, contiene spunti di riflessione interessanti, soprattutto verso la fine. Di certo non era un libro facile da sviluppare, ma nel complesso va premiata l'idea.

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    Axel

    05/07/2012 13.24.15

    L'idea di questo libro è qualcosa di geniale, nuovo, fresco ...qualcosa che mi ha invogliato subito a leggerlo. Inizio la lettura e la prima storiella (si tratta di piccole storie di vita) passa veloce e mi mette uno strano sorriso sul volto, arriva la seconda , la terza e questo sorriso inizia a sparire... dall'inizio alla fine, con la speranza che qualcosa ne venga fuori, invece l'attesa è vana. Libro piatto , se non fosse per l'idea brillante sarebbe pessimo. La lettura è veloce , ma manca di sale. E' come se tu dovessi cucinare , prendi i migliori ingredienti sul mercato, ma poi non hai idea di come si cucina...

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    joe roberts

    30/06/2012 10.00.38

    Il libro mi ha contemporaneamente interessato e deluso, infatti sembra che manchi qualcosa. Perché dopo che l'autore ha concluso la parte descrittiva non ha tentato di definire il nocciolo essenziale della felicità? Perché la felicità non è definibile o perché Millefoglie preferisce che questo lavoro lo svolgiamo noi. Vero è che un'intervistata sostiene che nel momento della consapevolezza della felicità, questa svanisce. Ma io non sono d'accordo. Allora non sarebbe stato meglio approfondire il discorso?

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    Tiziana

    15/06/2012 20.43.10

    lo spunto è geniale e mi ha attirato subito, ma la lettura è risultata deludente. altro che felicità...ogni pagina è permeata di infelicità e depressione, non solo dove commemora la figura del padre, ma anche quando narra le piccole felicità altrui: il tono è monocorde, spento, sembra persino sfiduciato e sfinito. peccato, avrei voluto imparare qualche nuovo modo per essere felice, ma mi sono accorta che i miei attimi di pura felicità sono molto più luminosi, colorati, entusiastici e coinvolgenti di quelli narrati nel libro. forse era questa la lezione che andava appresa secondo l'autore? ognuno sia pago dei propri piccoli istanti di gioia? comunque la morale sembra proprio questa: facciamo tesoro di quegli istanti; scriverli e ricordarli può tornare molto utile.

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    Francesco v

    06/05/2012 22.42.24

    Piacevole lettura, a tratti brillante. Non un capolavoro ma godibile

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    alida airaghi

    06/04/2012 15.09.32

    Millefoglie si occupa di un tema abbastanza trascurato e di difficile definizione:la felicità.E oltretutto,non la propria,che bene o male ciascuno di noi intuisce e vezzeggia,ma quella degli altri,offrendo una Terapia della felicità a una serie di sconosciuti cui sottopone una sorta di questionario.Si tratta di elettrotecnici,insegnanti,anziani,commessi, studentesse,donne delle pulizie,carcerati, senzatetto,che vengono invitati a registrare i loro momenti di felicità nell'arco di una settimana.Attraverso le loro testimonianze,l'autore mira a curare se stesso,a tamponare le sue ferite dell'anima:la più dolorosa delle quali è la recente morte del padre molto amato.Perciò il volume alterna il ricordo straziato del lutto personale(la malattia e l'ospedale,il funerale,il cimitero nella città natale e il tentativo di recuperare il passato infantile)con le interviste ai vari personaggi incontrati,in diversi luoghi e situazioni,nell'arco di tre anni. Strano a dirsi,ma in un'epoca - la nostra- che fa della sessualità un mito,un must e un fine,in pratica nessuna delle persone interpellate collega i suoi attimi di felicità al sesso. Pochi parlano dell'amore,e per lo più lo riferiscono ad esperienze adolescenziali,ai figli piccoli e spesso ai genitori. Molti confessano di essere felici quando preparano da mangiare (per lo più torte...)o pranzano con qualcuno,alcuni quando fanno sport (nuoto o jogging),altri quando pregano,moltissimi quando producono o ascoltano musica.Insomma,sembra che la felicità sia legata principalmente a un'attività di tipo spirituale, destinata a consumarsi in breve tempo:"E' proprio questo che rende così bella e ambita la felicità: finisce",L'obiettivo cui aspira il narratore è quindi di "rendere eterno il minuto".Per questo forse sarebbe stato più apprezzabile se Millefoglie avesse approfondito maggiormente la descrizione degli attimi felici individuali,piuttosto che moltiplicare gli esempi diluendo la narrazione nelle varie esperienze biografiche.

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    Federica

    29/03/2012 17.35.02

    Questo è il libro più originale che abbia letto negli ultimi anni! Ne consiglio vivamente la lettura: è un ottimo antidepressivo malgrado si parli di un lutto. Ma non vi spaventate: fa sorridere...e anche un po' piangere.

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